"Ora hai tutte le cime lassù da scalare e da esplorare. Spiega a tutti come ci si legano i ramponi e come si procede in conserva". Era salito in vetta per ricordare un amico
In Valdadige la scomparsa di Gianluigi Zantedeschi ha lasciato un vuoto enorme. Sabato mattina il 56enne, nato a Negrar, ma residente a Pescantina, dove svolgeva la professione di imbianchino, era partito da casa con l'obiettivo di raggiungere Cima Valdritta, la vetta del Monte Baldo, per commemorare un amico, un alpinista veronese scomparso pochi giorni or sono. Il ricordo del Cai di Caprino Veronese, di cui era vice presidente

PESCANTINA. Due comunità in lutto e un "popolo", quello della montagna, che piange la scomparsa di un fratello.
In Valdadige la scomparsa di Gianluigi Zantedeschi ha lasciato un vuoto enorme.
Sabato mattina il 56enne, nato a Negrar, ma residente a Pescantina, dove svolgeva la professione di imbianchino, era partito da casa con l'obiettivo di raggiungere Cima Valdritta, la vetta del Monte Baldo, per commemorare un amico, un alpinista veronese scomparso pochi giorni or sono.
In compagnia di tre amici, giunto a pochi metri dalla vetta, Zantedeschi ha accusato un malore, rivelatosi fatale, nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori.
Grandissimo appassionato di montagna, il 56enne era stato presidente della sezione di Caprino Veronese del Cai e, attualmente, ricopriva la carica di vice presidente.
La stessa associazione lo ha ricordato con un toccante post sui propri canali.
"Un vuoto si è creato oggi all'interno della nostra sezione. Ci ha lasciato improvvisamente un amico... un fratello... un pilastro della nostra sezione, il nostro Vicepresidente Gianluigi Zantedeschi. Ciao Gigi. Ora hai tutte le cime lassù da scalare e da esplorare. Spiega a tutti come ci si legano i ramponi e come si procede in conserva. Veglia comunque anche su tutti noi. Grazie per ciò che ci hai insegnato e per tutti i sorrisi che ci hai regalato".














