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Bolzano
01 aprile | 06:43

"Settanta lavoratori finiranno per strada": politica e associazioni in piazza contro la chiusura del centro di accoglienza (nonostante la proroga)

I manifestanti: "Il problema è strutturale e coinvolge tutta la provincia. Con la metà del mese saranno 200 le persone che si troveranno senza un tetto. Non stupiamoci poi se gli argini si riempiranno di tende"

BOLZANO. Dovevano chiudere oggi le porte dell'ex Alimarket, a Bolzano, centro dove sono attualmente ospitate una novantina di persone, quasi tutti lavoratori senza fissa dimora. 

 

Il Comune di Bolzano ha però cambiato idea in corsa annunciando che la struttura sarà aperta per ulteriori sette giorni.

 

"Alla luce dell'improvviso e repentino abbassamento delle temperature registrato nella notte scorsa e previsto anche nei prossimi giorni, nonché in considerazione delle imminenti festività la Giunta comunale di Bolzano, su proposta dell’Assessore alle Politiche Sociali Patrizia Brillo, ha deciso di prorogare la chiusura della struttura dell’ex Alimarket fino al 6 aprile, Lunedì di Pasqua", comunica infatti l'amministrazione del capoluogo. 

 

Ben prima che venisse annunciata questa proroga, Bozen Solidale, Sinistra Die Linke, Verdi Bolzano, Partito Democratico, Spazio autogestito 77 e Scioglilingua Bolzano avevano annunciato battaglia e avevano organizzato un presidio, andata in scena in piazza Municipio nella serata del 31 marzo. Perchè la proroga è arrivata, ma non basta: "“Entro il 15 aprile, in tutta la provincia, circa 200 persone rischiano di uscire dai centri di accoglienza senza soluzioni alternative adeguate - spiegano gli organizzatori - Le condizioni della struttura dell’ex Alimarket sono note e da tempo oggetto di critiche: si dorme su brandine in spazi separati da divisori metallici, senza porte né finestre; i servizi igienici sono esterni e l’accesso è limitato alle ore serali e mattutine. Non è una soluzione dignitosa, e non lo è mai stata". 

 

I promotori sottolineano come sia dunque necessario "superare definitivamente il modello dell’ex Alimarket. Ma chiudere senza alternative concrete significa semplicemente spostare il problema, lasciando decine di persone in strada. Questo provocherà gravi conseguenze non solo per chi sarà costretto a dormire all’aperto, ma anche per l’intera comunità". 

 

“Su 90 posti disponibili, meritoriamente gestiti dalla Croce Rossa, per 150 euro al mese, colazione e cena inclusi, 68 sono ancora occupati da lavoratori con regolare contratto - sottolinea il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale Stefano Fattor - Il Comune ha deciso di chiudere la struttura perché l’inverno è finito e chi è dentro si dovrà arrangiare. Saranno 68 lavoratori a finire per strada a cui si aggiungeranno a partire dal 15 aprile i 90 ospitati nel centro “emergenza freddo”, i 20 del Centro di accoglienza straordinaria di Laives e altrettanti di Merano. Insomma un totale di 200 persone che resteranno senza un posto dove passare la notte”.

 

“E dove si pensa che andranno queste persone? Tutte a Bolzano - prosegue l'ex assessore, che denuncia - Non stupiamoci se gli argini del fiume Isarco si riempiono di tendine con “invisibili” che ci dormono dentro. È questo il pugno duro della destra di governo?”. "Per fortuna - conclude Fattor - la pressione che abbiamo esercitato ha portato alla proroga della chiusura del centro. Ma non basta". 

 

Il Comune risponde alle accuse, spiegando che "la proroga rappresenta una misura temporanea e di responsabilità, volta a garantire una risposta adeguata nelle ultime giornate ancora caratterizzate da condizioni climatiche critiche. L'Amministrazione comunale ribadisce con chiarezza che l’ex Alimarket non diventerà una struttura stabile: il progetto pilota, nato come supporto ai lavoratori senza dimora, si concluderà definitivamente alla data indicata". 

 

"L’iniziativa - chiarisce il Comune - era stata inizialmente prevista per una durata di cinque mesi ed è stata successivamente prorogata per ulteriori cinque mesi proprio in ragione dell’avvicinarsi del periodo invernale. Nel corso di questi mesi, il Comune di Bolzano ha fatto uno sforzo straordinario, garantendo accoglienza e supporto in una fase particolarmente complessa, senza mai sottrarsi alle proprie responsabilità ma nel rispetto di un equilibrio complessivo del sistema. Resta fermo il principio che soluzioni emergenziali non possono trasformarsi in risposte strutturali. Il tema dell’accoglienza, in particolare per i lavoratori e le persone in difficoltà, richiede un approccio condiviso e una distribuzione territoriale più equilibrata, che coinvolga l’intero sistema provinciale", conclude l'amministrazione. 

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