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Ex Atesina, il futuro potrebbe essere green, a impatto zero e centrato sul co-housing. Sempre che qualcuno riesca a proporsi

Aperto il bando in Comune per presentare un progetto unico che sia "audace, creativo e sperimentale": 6 mila metri quadri saranno dedicati a parco, 3.000 a una piazza coperta e 1.100 al residenziale ma il partner che si proporrà al Comune per realizzarlo dovrà farlo entro il 14 febbraio

Di Luca Pianesi - 31 gennaio 2018 - 06:02

TRENTO. E pur si muove anche se in maniera stanca e affannata visto che i tempi previsti sono strettissimi, ai limiti dell'impossibile. Ma andiamo con ordine: l'area "ex Atesina", con i suoi 17 mila metri quadrati, potrebbe diventare un luogo "audace, creativo e sperimentale" capace di adattarsi ai cambiamenti climatici. Una struttura moderna, dal basso impatto ambientale, con sistemi di ottimizzazione energetica all'avanguardia, ampie aree verdi, abitazioni e strutture per sviluppare relazioni interpersonali. 

 

Il Comune, infatti, ha aperto un bando per selezionare dei partner che elaborino un progetto capace di intercettare i fondi europei finanziati dal programma Urban innovative action (Uia), che offre alle autorità urbane spazi e risorse per testare idee innovative nel campo dello sviluppo sostenibile. Fondi che arrivano fino a 5 milioni di euro e che quindi rappresentano una ghiotta occasione per provare a sviluppare qualcosa di veramente nuovo (nel bando si parla di "progetto che deve andare oltre l'attuale stato dell’arte, non precedentemente testato e implementato sul terreno nell'area urbana, nello Stato membro in cui l'area urbana si trova o altrove nell'Ue"). 

 

La giunta comunale ha approvato le linee guida entro le quali i progettisti potranno muoversi per progettare questo centro urbano d'eccellenza. L'idea è che la struttura avrà un'area verde multifunzionale a nord di ben 6 mila metri quadrati, collegamenti di mobilità dolce con il quartiere circostante (quello di Solteri-Centochiavi) e spazi per il co-housing e il residenziale (circa 1.100 metri quadri a sud) aperti a nuclei familiari con finalità di solidarietà sociale con fine dichiarato di valorizzare i legami e le relazioni interpersonali. Vi sarà, poi, una piazza coperta di 3.000 metri quadri, ad est, con la creazione di locali di servizio e attrezzature a supporto della piazza con sistemazione del collegamento dall'accesso su via Marconi all'area verde.

 

 

E poi c'è l'aspetto energetico: sono previsti sistemi di ottimizzazione energetica delle superfici (ad esempio coperture per la produzione di energia rinnovabile fotovoltaica) e tecnologie che consentano il risparmio idrico ed energetico, l'abbattimento delle emissioni nocive, il miglioramento del microclima, la gestione innovativa dell'acqua. Ma non è tutto: per poter concorrere al finanziamento europeo, il progetto dovrà essere non solo innovativo, ma anche partecipato (frutto cioè della collaborazione tra più partner, istituzioni, organizzazioni, imprese, università), dovrà portare a vantaggi misurabili ed essere soprattutto replicabile anche altrove e su scala più ampia.

 

Insomma, apparentemente una vera figata. Ma qui arriviamo alle note dolenti. I partner, infatti, per poter partecipare al bando dovranno avere capacità tecniche, esperienza nella progettazione innovativa, e capacità economica garantendo un cofinanziamento per la quota parte del progetto nella misura minima del 20%. Ma per candidarsi a partner del Comune di Trento c'è tempo fino al 14 febbraio. Praticamente niente. Due settimane per mettere in piedi uno squadrone, un'idea pazzesca e avere anche le capacità di sostenerla. E il progetto? Va presentato entro il 30 marzo. Due mesi scarsi: roba da non riuscire nemmeno a preparare un esame universitario serio.

 

Insomma, l'auspicio è che esistano già dei soggetti pronti da tempo a prendere parte a questa pur bellissima iniziativa sapendo per filo e per segno contenuti e linee guida di quello che sarebbe stato il futuro bando. Altrimenti il rischio che la gara vada deserta e che l'ex Atesina resti un triste piazzale di cemento è davvero molto alto. "L'avviso pubblico serve per individuare partner di tutti i generi, istituzionali e privati – ha spiegato Chiara Morandini, direttore generale del Comune, durante la presentazione del bando –. L'importante è che le soluzioni proposte non siano già operative o che vengano applicate con modalità diverse e innovative. Solo mettendo insieme idee e capacità plurime avremo qualche chance di concorrere alla pari con i nostri agguerriti competitor. Che non saranno pochi, perché questo è l'unico bando che finanzia anche le infrastrutture insieme alla parte legata all'innovazione". 

 

Da più di un anno si parla del progetto "Eutopia" che il Comune di Trento, in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler e il gruppo trentino Paterno, ha presentato ancora nel 2016, proprio nell'ambito dell'iniziativa 'Urban Innovative Actions' (Uia) proposta dalla Commissione europea. In quel caso si era pensato ad uno spazio dove andassero a convivere ristorazione, spazi pubblici, abitazioni in co-housing, tutto alimentato con impianti a biomassa e pannelli fotovoltaici. Insomma, sul campo qualcosa esiste già. Tempo due settimane e ne sapremo di più.

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