Il Consiglio chiedeva all'unanimità di posizionare una targa a ricordo dei profughi della Grande guerra: ''Ma nulla è stato fatto''
La proposta è stata fatta due anni fa. I consiglieri Alberto Pattini e Giovanni Scalfi interrogano il sindaco: "Se si tratta di ignavia o pigrizia le valutazioni non possono che evidenziare l'assoluta inadeguatezza di chi ne porta la responsabilità"

TRENTO. Ne avevano discusso a lungo in Consiglio comunale. L'ordine del giorno era stato firmato in modo trasversale da tanti consiglieri, di maggioranza e di opposizione. Era il dicembre del 2015 e la richiesta alla Giunta era quella di installare una lapide che ricordasse i profughi di guerra della città di Trento.
A distanza di due anni, però, nulla è stato fatto. "Chiedevamo di valutare la possibilità di posizionarla a fianco di quella che ricorda i caduti nelle fila dell'esercito austro-ungarico - spiegano i consiglieri Giovanni Scalfi e Alberto Pattini - l'ordine del giorno fu discusso e approvato all'unanimità nell'aprile del 2016".
"Se è vero che il dispositivo impegnava la Giunta a 'valutare' - osservano - è altresì evidente che i contenuti e le dimensioni del dibattito, il numero e la trasversalità dei sottoscrittori ed il voto unanime consegnavano all’assessore competente un mandato di fatto vincolante".
Ad oltre due anni di distanza nulla è stato affisso, "tanto meno scolpito e nemmeno elaborato - dicono Scalfi e Pattini - nonostante il centenario della Grande guerra sia in pieno svolgimento e l’imminente adunata degli alpini ci ricordi il dovere di ricordare le pagine più tragiche della nostra storia".
Per questo hanno deciso di interrogare la Giunta e il sindaco per chiedere "quali siano le ragioni che hanno portato alla decisione di non apporre la targa in oggetto, consapevoli che qualora si trattasse di semplice ignavia o pigrizia le valutazioni non potrebbero che essere tese ad evidenziare l'assoluta inadeguatezza di chi ne porta la responsabilità".












