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Cattura di M49, la spiegazione dei veterinari trentini: ''Operazioni svolte correttamente, si era scelto di non sedarlo già il 2 luglio''

L'ordine provinciale scrive a quello nazionale chiedendo di rettificare le loro dichiarazioni ''a caldo'' dove spiegavano che ''la valutazione dei Medici Veterinari esperti in plantigradi è di un clamoroso insuccesso tecnico''. Dal Trentino una lettera che risponde punto su punto

Di Luca Pianesi - 30 luglio 2019 - 18:51

TRENTO. Era stato deciso già il 2 luglio di non procedere alla sedazione di M49 una volta catturato ''non potendo garantire - in quel caso - il monitoraggio costante e continuo delle condizioni di salute''. Questo è quanto viene scritto oggi dal consiglio direttivo dell'Ordine dei Medici Veterinari di Trento all'Anmvi nazionale con una lettera (e in copia al presidente Fugatti, all'Ispra, all'Apss e altri).

 

La testo che va a richiedere una rettifica in piena regola rispetto alle dichiarazioni arrivate all'indomani della cattura (rivelatasi fallimentare visto che poi l'orso, ribattezzato Papillon, è riuscito a fuggire dal recinto del Casteller superando le recinzioni elettrificate grazie alla carica di adrenalina cresciutagli dopo la cattura, il viaggio nella trappola tubo su un carrello agganciato a un pick-up dalla Val Rendena a Trento tra paura, rabbia, tensione) del plantigrado proprio da parte dell'Anmvi che scriveva che ''per le operazioni di cattura di M49, precipitose e fallimentari, non si sono avvalsi di medici veterinari specializzati in operazioni di recupero di plantigradi e per questo non sono riusciti''. 

 

''''L'animale era in salute e la valutazione è stata di non fargli l'anestesia'', ha detto il Presidente della Provincia di Trento - proseguiva l'ordine nazionale dei veterinari -, così rivelando la mancata applicazione di un protocollo veterinario di cattura che avrebbe tutelato l’orso e portato a buon fine le operazioni di messa in sicurezza dell’animale e del territorio. I Medici Veterinari specializzati nella cattura e nel trasferimento protetto di plantigradi seguono un protocollo collaudato in decine di azioni di recupero di orsi nei Paesi dell’Est Europa,in grado di garantire il massimo controllo degli animali durante tutte le fasi e contemporaneamente il loro benessere pre e post recupero. Qualunque spiegazione si vorrà dare sulle dinamiche dell’accaduto, la valutazione dei Medici Veterinari esperti in plantigradi è di un clamoroso insuccesso tecnico'' (QUI IL COMUNICATO). 

 

Per i veterinari trentini un tale testo potrebbe costituire illecito sotto profilo deontologico (da articolo 18 ''i medici veterinari improntano il rapporto con i colleghi ai principi di solidarietà e collaborazione nel reciproco rispetto'') e definiscono ''false ed erronee le dichiarazioni circa le operazioni di cattura''. In primis contestano la definizione ''precipitose'' visto che, spiegano, ''il Team di cattura durante la riunione preliminare e programmatica del 2 luglio 2019, aveva già stabilito la corretta strategia di cattura di M49. In tale riunione si decideva, infatti, di non procedere alla sedazione dell'animale, non potendo garantire - in quel caso - il monitoraggio costante e continuo delle condizioni di salute, in particolare il controllo e la valutazione dei parametri cardio-respiratori e la somministrazione continua di ossigeno attraverso sonda endo-nasale, così come previsto dal Protocollo Gestione Orso Bruno - linee guida per la narcosi - ruolo del Veterinario nelle operazioni di cattura dell'orso bruno approvate da Ispra''.

 

E si entra quindi nel dettaglio: ''La scelta operativa di non effettuare la sedazione di M49 è stata successivamente confermata sul campo. E' stato, infatti, verificato - prosegue la lettera - dai veterinari del Team cattura il buono stato di salute dell'animale all'interno della trappola a tubo, testimoniato da: assenza di segni di stress acuto (vocalizzazioni, aumento della frequenza respiratoria); atteggiamento tranquillo e nessuna aggressività; respiro regolare; nessun tentativo di fuga in seguito a stimoli luminosi e alla presenza del personale presente sul posto''. Insomma M49 una volta in gabbia è parso tranquillo (forse spaventato e in soggezione) e d'altronde aveva già subito una cattura con trappola tubo, il 27 agosto 2018, quando era stato sedato e poi radiocollarato inoltre ''il Team cattura, tramite foto trappola, aveva accertato che M49 era entrato già diverse volte nella trappola a tubo, conosceva, dunque, questa attrezzatura e non ne aveva timore''.

 

Certo dal finire in una trappola tubo all'essere caricato sul carrello di un pik-up ed essere scarrozzato per quasi due ore tra i rumori, le luci e gli odori della strada e della città, tra curve, salite e discese, e tre tappe di ''controllo'', da sveglio, un po' di differenza c'è e questo ha sicuramente contribuito a ''montare'' la carica di adrenalina dell'animale, uscito dalla trappola tubo, al Casteller visibilmente alterato (QUI IL VIDEO). Insomma qualcosa deve essere andato storto altrimenti M49 non si ritroverebbe libero sulla Marzola, senza radiocollare, dopo una incredibile fuga da una struttura ritenuta blindata e certificata ad ogni livello. 

 

Ma per i veterinari trentini ''appare inammissibile ed incomprensibile sotto ogni profilo definire come fallimentari le operazioni di cattura, che sono state portate a termine con successo e con le massime cautele, anche per M49''. Tornando poi a ribadire che ''lo stesso dottor Genovesi (dell'Ispra ndr) si è ulteriormente espresso circa le modalità con le quali le operazioni sono state condotte, ritenendo condivisibili proprio la scelta di non anestetizzare e ha ritenuto normale il fatto che il collare sia stato tolto nel momento in cui M49 veniva introdotto nel recinto''. 

E poi un passaggio sulla professionalità di chi ha operato quella notte tra il 14 e il 15 luglio visto che ''ci preme sottolineare - scrivono - che i colleghi dell'Apss impegnati nel progetto Protocollo Gestione Orso Bruno fin dal 2015, sono titolari di notevoli e specifiche competenze, quasi uniche in Italia in questa materia''. La conclusione è per quel passaggio finale dell'Anmvi nazionale che così recitava: ''La valutazione dei Medici Veterinari esperti in plantigradi è di un clamoroso insuccesso tecnico''. ''L'ordine dei medici veterinari di Trento chiede formalmente di conoscere i nomi e le competenze dei medici veterinari esperti in plantigradi che hanno valutato l'operazione di cattura di M49 un clamoroso insuccesso tecnico: in questo modo lo scrivente ordine potrà chiamare a confronto questi veterinari esperti con i colleghi impegnati nel progetto della Pat, i quali hanno concluso con successo ben 17 catture di orsi dal 2015''.

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