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| 04 nov 2019 | 10:01

Escursionisti bloccati in grotta la notte, deviate due cascate e svuotata la cavità: 43 unità in campo per portare fuori i bolzanini

Le persone sono state accompagnate fuori dalla grotta, sono provate dalla notte trascorsa nella cavità, ma illese. L'allerta è scattata poco dopo le 19.30 di ieri quando un familiari ha lanciato l’allarme per il mancato rientro del gruppo. Ha collaborato alle operazioni di soccorso anche l'associazione Nu.Vol.A per dare supporto ai soccorritori impegnati per tutta la notte

ARCO. Si è conclusa poco fa l'operazione per portare in salvo i cinque escursionisti bolzanini rimasti bloccati da domenica 3 novembre nella grotta Bus del Diaol in località Patone in zona Moletta di Arco.

 

Le persone sono state accompagnate fuori dalla grotta, sono provate dalla notte trascorsa nella cavità, ma illese. L'allerta è scattata poco dopo le 19.30 di ieri quando un familiare ha lanciato l’allarme per il mancato rientro del gruppo. 

 

Immediata l’organizzazione delle operazioni di soccorso. Sul posto è arrivata la VI delegazione speleologica del Veneto e Trentino Alto Adige, con le stazioni di Trento, Bolzano, Verona, Vicenza e Veneto orientale, per un totale di 43 soccorritori, la stazione di Riva del Garda e di Rovereto del soccorso alpino, i vigili del fuoco di Arco e il corpo di Dro con le fotoelettriche, oltre ai carabinieri.

 

La grotta Bus del Diaol si sviluppa in orizzontale per circa 800 metri, una cavità caratterizzata dalla presenza di sifoni di sabbia. A bloccare i cinque escursionisti il secondo sifone, che si è chiuso riempiendosi di sabbia e acqua.

 

Escursionisti bloccati la notte dentro la grotta, ingente operazione di soccorso

Situazione resa ancora più complicata dalla presenza di due cascate di acqua che continuavano a alimentare il sifone, senza dimenticare il maltempo, l'oscurità e le basse temperature. I soccorsi sono entrati nella grotta per stabilire un contatto e un avamposto all'interno della cavità.

 

Una volta compresa la situazione e stabilito un collegamento telefonico tra il campo base e i soccorritori dentro la grotta, si è provveduto a portare sul posto due pompe a immersione alimentate da un gruppo elettrogeno esterno per svuotare il sifone dall’acqua.

 

Contemporaneamente i soccorritori con dei teli e un sistema di tubi hanno deviato l’acqua delle due cascate per evitare che il sifone continuasse a riempirsi. Verso le 6 di mattina il sifone è stato praticamente svuotato dall’acqua e si è cominciato a scavare per togliere il deposito di sabbia che ancora ostruiva il passaggio. 

 

A quel punto la macchina dei soccorsi è riuscita a raggiungere il luogo dove i cinque escursionisti erano rimasti bloccati. Sono stati rifocillati e riscaldati, quindi c'è stata una valutazione delle loro condizioni sanitarie da parte dei medici del soccorso alpino e speleologico, i cinque escursionisti sono stati accompagnati in sicurezza fuori dalla grotta e fino al campo base. Ha collaborato alle operazioni di soccorso anche l'associazione Nu.Vol.A per dare supporto ai soccorritori impegnati per tutta la notte.

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