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Tragedia in val Giudicarie, Valenti è morto sotto gli occhi del padre. Lascia tre bimbi (di 3, 5, 7 anni). Anche lo zio vittima di un incidente nei boschi 20 anni fa

Il padre Claudio per lo shock ha accusato un malore, subito soccorso è stato trasportato all'ospedale di Tione, da dove è stato poi fortunatamente dimesso, mentre il funerale di Valenti  verrà celebrato mercoledì 11 settembre alle 17 nella chiesa parrocchiale di San Barnaba

Pubblicato il - 10 settembre 2019 - 14:00

TIONE. Un ramo che si è spezzato  improvvisamente e il moschettone che si sfila oppure una corda che ha ceduto. Queste potrebbero essere le cause che hanno portato alla drammatica morte di Paolo Valenti. Una tragedia inspiegabile in quanto il 36enne di Bondo era assicurato a regola d'arte.

 

Una morte sotto gli occhi del padre, che per lo shock ha accusato un malore, subito soccorso è stato trasportato all'ospedale di Tione, da dove è stato poi fortunatamente dimesso, mentre il funerale di Valenti  verrà celebrato mercoledì 11 settembre alle 17 nella chiesa parrocchiale di San Barnaba

 

Una terribile fatalità e il boscaiolo è precipitato da oltre 10 metri per finire sulla strada. Una morte sul colpo a rendere vano il tempestivo intervento della macchina dei soccorsi tra elicottero e ambulanza, vigili del fuoco di Tione e soccorso alpino. A questo si aggiungono la presenza di carabinieri e Uopsal, l'unità operativa per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro, per ricostruire la dinamica. 

 

Il 36enne, particolarmente conosciuto per la sua carriera da calciatore, si trovava in località Zeller, circa 6 chilometri da Tione, lungo la strada che porta a malga Cengledino. Stava lavorando insieme al padre Claudio, titolare della propria ditta specializzata, per alcuni interventi di ripristino e sistemazione del bosco danneggiati dalla tempesta Vaia nell'ottobre scorso. 

 

Ieri Valenti stava allestendo una teleferica per trasferire più agevolmente le piante tagliate dall'area del cantiere al punto di carico per il successivo trasporto a valle del legname. Aveva appena terminato di assicurare l'albero, quando è improvvisamente precipitato sulla strada. Una caduta che, purtroppo, non gli ha lasciato scampo. Una tragedia che colpisce ancora la famiglia, una ventina di anni fa, lo zio Vito è morto nei boschi.

 

Lascia la moglie Fabiana, i tre figli piccoli di tre, cinque e sette anni, i genitori Sandra e Claudio, i fratelli Patrizio e Irene. Ma lascia un enorme vuoto, difficile da riempire, in tutta la valle e in Trentino. Enorme il cordoglio per una persona molto conosciuta, amata e stimata.

 

"E' un giorno triste. Non avremmo mai voluto scrivere questo post. Ma lo dobbiamo ad un grande uomo, un grande atleta che è stato un pilastro della nostra squadra ed ancora oggi molto vicino alla nostra società. Il destino è stato crudelenon te lo meritavi caro Paolo", così il Comano Terme Fiavè ha salutato una sua bandiera, ma sono tantissime le società, così come le persone che si sono strette intorno alla famiglia. 

 

Il 36enne di Bondo era stato poi tra i giocatori più importanti del calcio regionale rappresentando una vera e propria bandiera del Comano Terme Fiavè dove ha giocato tra Promozione ed Eccellenza per un decennio, dal 2006 al 2016 anno in cui si è ritirato per dedicarsi al lavoro e alla famiglia, disputando 230 partite. Il tutto dopo una carriera di livello che lo aveva visto raggiungere anche alcune squadre in ambito professionistico (tra le altre Castiglione, Salò e Bolzano).

 

Partito nel vivaio del Brescia era stato in serie C2 nei primi anni 2000 (2002-2003) con il Montichiari. Poi la serie D con Sant'Angelo Lodigiano, l'Eccellenza con il Castiglione delle Stiviere. Nella stagione 2005/06 gioca nel Bolzano e con il team altoatesino raggiunge un quarto posto in serie D e in coppa Italia gioca anche contro il Cervia della trasmissione televisiva ''Campioni'' di Ciccio Graziani. Dal 2006 torna a ''casa'' al Comano Fiavé: da difensore avanza a centrocampo e per dieci anni non si muove più da lì. Tante stagioni, tante partite, tanti gol e tante soddisfazioni.

 

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