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In Trentino Covid molto più aggressivo che nel resto del Paese o si trovano meno positivi che altrove? Con i test antigenici i dati sarebbero più che doppi

A Trento ad oggi ci sono circa 700 positivi con tampone molecolare e 1.000 con gli antigenici ma solo i primi vengono comunicati mentre servono sempre di più a cercare la negatività di chi è positivo ai secondi. E i conti (almeno quelli con la comunità che merita di sapere cosa sta succedendo al di là delle disposizioni ministeriali e a maggior ragione perché siamo un territorio autonomo) non tornano: in Trentino, infatti, morti e ricoveri sono molti di più rispetto ai positivi trovati

Di Luca Pianesi - 09 novembre 2020 - 13:58

TRENTO. O il coronavirus in Trentino è molto più violento e aggressivo che nel resto d'Italia oppure il quadro che viene mostrato quotidianamente per quanto riguarda i positivi trovati è parziale e poco rappresentativo della situazione reale che sta vivendo il territorio. Perché? Basta fare qualche calcolo per scoprire che in Trentino, in questa seconda ondata, il Covid ha una mortalità altissima rispetto ai positivi trovati, il 2,17% contro lo 0,6% dell'Alto Adige (zona gialla autoproclamatasi rossa), lo 0,88% del Veneto (in ballo tra zona gialla e arancione), l'1,05% dato medio nazionale e l'1,1% della Lombardia (zona rossa che più rossa non si può).

 

I ricoveri poi sono impressionanti: il Trentino rispetto ai positivi trovati ha il 9,26% di persone che finiscono ricoverate contro il 4,98% dell'Alto Adige, il 4,74% dato medio nazionale, il 2,65% del Veneto e il 4,70% della Lombardia. Ancora non basta? I ricoveri in terapia intensiva: in Trentino finisce in terapia intensiva lo 0,72% delle persone trovate positive, in Alto Adige lo 0,48%, in Veneto lo 0,36%, in Lombardia lo 0,49% che è anche il dato della media nazionale. Insomma o il Covid è diverso in provincia di Trento e sta causando molti più danni a livello di tenuta della salute dei singoli oppure sono i positivi che vengono trovati che sono molti di meno, in proporzione, rispetto agli altri territori.

 

 

Da diversi giorni, come il Dolomiti, stiamo cercando di spiegare che in Trentino qualcosa sta accadendo: a fronte di un numero sempre crescente di test antigenici eseguiti (i cosiddetti test rapidi che danno un esito in 15-20 minuti) infatti, i tamponi molecolari stanno perdendo sempre di più il loro scopo iniziale, quello di cercare i positivi, ma anzi dall'inizio della scorsa settimana proprio su chi viene trovato positivo all'antigenico servono essenzialmente a certificarne la negatività al termine della malattia mentre prima, per legge, il positivo da antigenico per essere ritenuto positivo ed essere messo in isolamento doveva fare anche il tampone molecolare. Oggi non serve più vista l'affidabilità dell'antigenico e quindi anche i sindaci e le forze dell'ordine ricevono oltre alla comunicazione sulla positività trovata con un tampone molecolare anche quella trovata con il test antigenico.

 

E volete sapere qual è il rapporto, per esempio a Trento, di positivi trovati con l'uno e l'altro metodo? A Trento a fronte di circa 700 positivi al tampone molecolare ce ne sono poco circa 1.000 da test antigenico. E se a questo aggiungiamo i dati fornitici da Progetto Salute, azienda privata che effettua i test antigenici, e confermatici anche dalla Sea consulenze (''Siamo perfettamente in linea con i dati forniti da De Santa'', ha spiegato Davide d'Eliseo direttore generale dell'azienda a il Dolomiti parlando del fondatore di Progetto Salute) altra azienda che realizza tamponi rapidi ai privati, che nell'ultima settimana trovano circa il 20% dei positivi in proporzione alle persone testate ci accorgiamo che rappresenta esattamente il doppio del rapporto contagi/tamponi molecolari comunicato quotidianamente dalla Provincia (negli ultimi giorni siamo stati sempre attorno al 10%, in realtà anche più in basso). 

 

Insomma la fotografia dell'epidemia in Trentino non è certo quella data dai tamponi molecolari e dalle conferenze stampa quotidiane del presidente Fugatti e dell'assessora Segnana. Inoltre, in prospettiva, la realtà sarà sempre più distorta perché trovando sempre più positivi con gli antigenici i molecolari saranno sempre più al servizio della ricerca della negatività di quest'ultimi. Un sistema che può abbassare la curva del contagio, sicuramente, mantenendo il Trentino magari per sempre in zona verde, nemmeno gialla, ma con un livello di contagio pari a quello dei territori vicini. Solo che lì si stanno prendendo misure, anche molto impattanti, per rallentare la curva. Qui si ripete continuamente che va tutto bene e anche se è vero che il ministero chiede il dato sui molecolari pensiamo sia diritto della cittadinanza sapere il dato completo, avere ben chiaro cosa sta succedendo e dovere di un governo, tanto più autonomo, essere trasparente soprattutto se, continuiamo a ripeterlo tutti, questa epidemia si combatte a partire dai comportamenti dei singoli. 

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