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Coronavirus, aumentano i ricoveri e l'Apss apre un nuovo reparto di terapia intensiva. E i posti letto Covid salgono di 5 unità

L'Azienda provincia per i servizi sanitari ha comunicato l'apertura di un nuovo reparto di terapia intensiva dedicato ai pazienti chirurgici. Troppo forte infatti la pressione causata dall'aumento dei ricoveri di persone contagiate dal Covid

Credits to Piero Falco
Pubblicato il - 10 marzo 2021 - 19:01

TRENTO. Stanze di terapia intensiva occupate dai pazienti contagiati dal Coronavirus e l'ospedale Santa Chiara è costretto ad aprire nuovi spazi per le rianimazioni non Covid. A comunicarlo è l'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Dalla giornata di mercoledì 10 marzo, l'esigenza di creare nuovi posti letto di terapia intensiva neurochirurgica ha portato alla ristrutturazione dell'area dedicata all'Unità operativa di neurochirurgia.

 

In questa fase della pandemia, dunque, la nuova terapia intensiva sarà utilizzata come rianimazione generale, permettendo di avere dei posti da dedicare ai pazienti non Covid e preservando così l'attività chirurgica ordinaria.

 

Il blocco operatorio di ortopedia era già stato trasformato in terapia intensiva “Rianimazione 3” già all'inizio della seconda fase, accogliendo i pazienti non infetti. Ora questi sono stati trasferiti al quinto piano del Santa Chiara, nella nuova rianimazione neurochirurgica mentre Rianimazione 3 verrà utilizzata per i pazienti Covid, alleggerendo la pressione sulle terapie intensive chirurgiche.

 

Al tempo stesso, i posti letto dedicati ai pazienti Covid verranno aumentati di 5 unità. La pressione sulla terapia intensiva, d'altronde, è forte, con ben 49 pazienti Covid ricoverati.

 

Soddisfazione per l'ampliamento dei posti letto è stata espressa dal direttore generale dell'Azienda sanitaria Pier Paolo Benetollo. “Tutto il personale sanitario e tecnico ha contribuito al raggiungimento di questo importante risultato e per questo va a tutti loro il nostro sentito ringraziamento. Ancora una volta, nonostante la forte pressione a cui sono sottoposti ormai da un anno, i nostri operatori hanno compreso l'importanza di questo progetto e, nonostante le attuali difficoltà, si sono spesi per migliorare la qualità dei servizi offerti alla popolazione trentina”.

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