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| 30 apr 2021 | 11:18

Coronavirus, quali sono le misure più efficaci per fermare la pandemia? Dallo stop alle attività economiche (che impatta sull'Rt per il 35%) alle mascherine (12%) e al lockdown

La ricerca, pubblicata in pre-print su MedRxiv, è stata condotta in 7 paesi da agosto 2020 a gennaio 2021 per approfondire l'impatto delle "misure non farmacologiche" sull'andamento della seconda ondata della pandemia. Coinvolti vari ricercatori da Oxford, London School of Economics and Political Science, Cambridge, Imperial College, Università di Copenhagen e altre importanti istituzioni europee

TRENTO. Mentre in Italia infuria la polemica (politica e non) su quali misure di contenimento dei contagi siano più o meno utili, il mondo accademico si è attivato per dare una risposta precisa. "Conoscere l'efficacia degli interventi dei governi in Europa contro la seconda ondata del Covid-19" è il titolo di uno studio, pubblicato in pre-print su MedRxiv, in cui una serie di ricercatori dai più importanti atenei d'Europa ha esaminato un database di dati raccolti durante la seconda ondata in 7 diversi paesi per capire l'efficacia delle "misure non farmacologiche" di contenimento della pandemia.

 

Ad esempio, secondo lo studio si parlerebbe di un impatto del 13% sull'Rt, ovvero sul numero medio di persone che vengono contagiate da un infetto in un certo arco di tempo, dovuto all'implementazione del coprifuoco, un calo "moderato" scrivono i ricercatori, ma comunque "statisticamente rilevante". Va ricordato che una diminuzione dell'Rt, particolarmente in un paese come l'Italia dove il bacino di infetti attivi presenti sul territorio tende a rimanere piuttosto alto nel tempo (Qui Articolo), si traduce ovviamente con una minore circolazione del virus e di conseguenza con meno contagiati e meno morti.

 

La misura più importante dal punto di vista del calo dell'Rt (se si esclude il lockdown vero e proprio) sarebbe la chiusura delle attività economiche (la "business closure") che determinerebbe una riduzione dell'indice di trasmissibilità del 35%. L'utilizzo delle mascherine invece avrebbe avuto un impatto minore, del 12% circa, ma pur sempre superiore rispetto alla chiusura di scuole ed università (7%) e di zoo musei e teatri (3%).

 

Secondo lo studio lo stop alle attività di ristorazione può ridurre l'Rt del 12%, tanto quanto la chiusura dei locali da ballo e delle attività non essenziali (ad esempio parrucchieri e centri estetici). Per quanto riguarda gli incontri tra persone, i ricercatori hanno concluso che vietare le forme di raduno riduce in maniera statisticamente rilevante l'indice di trasmissibilità solo "applicando limitazioni rigorose", ma in questo caso l'impatto è marcato (26%). 

 

I dati sono stati raccolti tra il 1 agosto 2020 e il 9 gennaio 2021 in 7 paesi (Austria, Repubblica Ceca, Germania, Inghilterra, Italia, Olanda e Svizzera) per un totale di 114 aree di analisi. Hanno partecipato ricercatori da diverse delle più prestigiose università europee tra cui Oxford, Cambridge, London School of Economics and Political Science, Imperial College ed Università di Copenhagen.

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