Terremoto ad Haiti: sono più di 300 i morti causati dal devastante sisma di 7.2 gradi Richter
Haiti, uno dei Paesi più poveri dell'emisfero occidentale, si trova a fronteggiare nuovamente un'emergenza terremoto dopo il devastante sisma che nel 2010 aveva ucciso più 220mila persone

PORT AU PRINCE (Haiti). Quando la terra ha iniziato a tremare ieri mattina (14 agosto), ad Haiti le persone sono fuggite dalle loro case, riversandosi in strada fra le macerie degli edifici distrutti dal sisma di magnitudo 7.2 sulla scala Richter: al momento i morti accertati sono 304, fa sapere la protezione civili haitiana, ma è un numero destinato a salire mentre sull'isola si scava fra i detriti con la speranza di salvare le centinaia di persone ancora disperse.
La magnitudo del terremoto è stata addirittura più alta di quella registrata in occasione del devastante sisma del 2010, che ha ucciso oltre 220mila persone e messo in ginocchio il Paese intero. Fortunatamente, dicono gli esperti, l'epicentro questa volta è stato più lontano dalla capitale ed ha colpito un'area di Haiti meno densamente popolata. I dati, parziali, forniti dalle autorità haitiane parlano di circa 1.800 feriti e di centinaia di dispersi. Il numero totale di morti, fermo al momento a 304, è destinato purtroppo a salire visto che interi quartieri sono stati rasi al suolo.
Quel che è certo è che Haiti, uno dei Paesi più poveri dell'emisfero occidentale, si ritrova a dover gestire una nuova crisi umanitaria che va a sommarsi alle problematiche ancora non risolte causate del sisma del 2010, alle criticità sistematiche legate alla violenza delle gang e alla mancanza di una leadership dopo l'assassinio (ancora irrisolto) del presidente Jovenel Moïse lo scorso 7 luglio. Il terremoto è stato percepito chiaramente nella vicina Repubblica Dominicana, in Giamaica e a Cuba. Il primo ministro haitiano Ariel Henry, che sta guidando il governo ad interim, ha dichiarato lo stato di emergenza nelle aree più colpite













