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| 09 lug 2022 | 12:05

Bocconi con spilli o avvelenati? Ecco tutti i sintomi e come comportarsi in caso di ingestione: “Prima si agisce e meglio è”

Dopo il ritrovamento negli scorsi giorni di un boccone contenente degli spilli a Cà Bianca, nel territorio di Trambileno, il Dolomiti ha contattato il presidente dell'ordine dei veterinari del Trentino, per capire qual è l'eventuale sintomatologia alla quale devono fare attenzione i proprietari e come reagire in caso di ingestioni

TRENTO. “Ho visto che uno dei miei due cani faceva fatica a respirare, finché ad un certo punto non si è girato, sdraiandosi al suolo sul fianco, annaspando in cerca d'aria. Ho subito notato che aveva ingoiato un boccone con all'interno degli spilli, che gli impedivano in sostanza di respirare”. Sono queste le parole con le quali ieri un cittadino di Bianca, frazione di Trambileno, ha raccontato a il Dolomiti la grande paura vissuta negli scorsi giorni, quando il suo amico a quattro zampe ha mangiato un boccone farcito con degli spilli acuminati (Qui Articolo). In questo caso, fortunatamente, il boccone è stato prontamente rimosso e l'animale non ha subito conseguenze gravi, ma spesso atti criminali di questo tipo possono portare purtroppo alla morte del cane: il Dolomiti ha contattato quindi il presidente dell'Ordine dei veterinari del Trentino, Marco Ghedina, per capire qual è l'eventuale sintomatologia alla quale devono fare attenzione i proprietari e come reagire in caso di ingestione.

 

“Innanzitutto – dice Ghedina – bisogna distinguere tra i bocconi avvelenati e quelli che contengono invece corpi estranei come oggetti taglienti, pezzi di vetro, lamette oppure chiodi. I secondi rappresentano purtroppo una sorta di 'evoluzione', visto che le sostanze chimiche velenose utilizzate per infarcire i bocconi per la maggior parte non sono più di libera vendita”. Il problema quando si parla di bocconi riempiti con oggetti estranei, è che i cani tendono ad ingurgitare il cibo rapidamente: “Può capitare che il boccone si fermi tra la bocca e la gola a causa dei frammenti – spiega Ghedina – ed in questo caso è possibile tentare di estrarlo. Bisogna però fare attenzione agli eventuali morsi che i proprietari potrebbero ricevere dal loro animale. Di solito però gli animali ingoiano purtroppo il boccone ed è difficile accorgersene finché non emerge la sintomatologia”.

 

In questo caso i proprietari devono quindi fare attenzione ad eventuali ferite nella zona della bocca: “E' fondamentale contattare immediatamente una struttura veterinaria – spiega l'esperto – dove sarà possibile scoprire la natura dei corpi estranei e la loro posizione all'interno del corpo dell'animale, per poter poi intervenire con un intervento chirurgico per la rimozione. Eviterei in questo caso di cercare di far vomitare il proprio cane, perché i frammenti potrebbero addirittura provocare danni maggiori. È meglio piuttosto tenere l'animale tranquillo e poi affidarsi al veterinario”.

 

Diverso invece il discorso per quanto riguarda possibili avvelenamenti: “Le sostanze più utilizzate – dice Ghedina – sono organofosfati e organoclorurati, o comunque prodotti legati alla produzione delle colture, gli anticrittogamici. É stato utilizzato in alcuni casi anche il veleno per topi, ma la sua azione è più infida, visto che i sintomi possono apparire anche tre o quattro giorni dopo l'ingestione (gli animali possono però essere salvati in extremis, riconoscendo l'avvelenamento, con delle trasfusioni di sangue). Per quanto riguarda le sostanze citate in precedenza invece, una volta che la sintomatologia è in atto è difficile purtroppo riuscire a salvare l'animale. Prima si agisce però, meglio è”.

 

I sintomi ai quali i proprietari devono fare attenzione in caso di avvelenamento, spiega Ghedina: “Sono tremori eccessivi, salivazione, vomito e diarrea, alternati a contrazioni spastiche della muscolatura seguite da un rilassamento muscolare. Sono sintomatologie in continua evoluzione e portano all'esaurimento energetico e alla morte dell'animale. Le problematiche possono anche interessare il tubo digerente o causare alterazioni nella composizione del sangue, con la distruzione per esempio dei globuli rossi, portando infine a sintomatologie importati anche a livello neurologico”.

 

A differenza di quanto detto rispetto ai bocconi contenenti corpi estranei: “In questo caso il proprietario può cercare di far vomitare il cane e, come detto in precedenza, prima si agisce meglio è. Il modo più semplice è far ingoiare all'animale dell'acqua ipersalina o addirittura direttamente del sale. Nel frattempo ovviamente bisogna chiamare al più presto la propria struttura veterinaria di riferimento oppure il 112, che fornirà l'elenco di strutture reperibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sul territorio”. Può essere utile, nel caso si dovessero trovare altri bocconi avvelenati nella zona, portarli agli esperti per capire che tipo di sostanza è stata utilizzata.

 

“Se non esistono antidoti specifici – conclude Ghedina – la terapia cerca di curare o normalizzare i sintomi patologici con trasfusioni o con delle flebo, mentre per le contrazioni spastiche si possono usare dei tranquillanti. Nei casi più gravi si piò portare il cane ad un coma farmacologico finché non viene eliminato del tutto il veleno, poi però è necessario capire l'entità dei danni causati dalla sostanza. Purtroppo anche in Trentino qualche caso di avvelenamento esiste ancora, ma per fortuna sono sempre di meno”.

 

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