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| 26 feb 2022 | 20:05

Dal minuto di silenzio per le vittime all'inno ucraino in piazza Dante (VIDEO): Trento manifesta per chiedere la pace

L'appuntamento, organizzato dal Forum Trentino per la Pace e i diritti umani, ha richiamato moltissime persone in Piazza Dante per chiedere lo stop alla guerra in Ucraina: intervenuti il vicepresidente della Pat Mario Tonina, il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, il sindaco di Trento Franco Ianeselli, don Cristiano Bettega e rappresentanti delle Comunità ucraina e biellorussa

TRENTO. Trento unita per chiedere la pace in Ucraina, da una piazza Dante piena di persone e di bandiere arcobaleno, il messaggio questo pomeriggio è arrivato forte e chiaro: “Fermate la guerra”. Nel corso dell'appuntamento, organizzato dal Forum Trentino per la pace ed i diritti umani, la piazza ha prima osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime del conflitto, per poi risuonare con l'inno ucraino. Molti gli interventi di diverse autorità, tra le quali il vicepresidente della Pat Mario Tonina, il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder ed il sindaco di Trento Franco Ianeselli, oltre che il presidente del Forum Massimiliano Pilati, di Don Cristiano Bettega e di alcuni rappresentanti delle comunità ucraina e biellorussa.

Tra questi Halina Vosna, dell'associazione culturale degli ucraini in Trentino (Rasom), ha esordito sottolineando: “Molti credevano alla grandezza di Putin, oggi vediamo la sua vera faccia: la faccia di un aggressore, di un uomo senza scrupoli, la faccia di un mostro, di un invasore che attacca i civili nella notte, che attacca asili nido. Rimaniamo forti, il nemico pensava di prendere il nostro Paese in un giorno ma il nostro esercito resiste e respinge gli attacchi. Gli ucraini difendono la libertà, il suolo ucraino, il popolo ucraino. Non si arrenderanno perché arrendersi vorrebbe dire diventare schiavi di un dittatore. Gli ucraini difendono la democrazia. Vogliamo la pace, questa guerra deve finire subito. Chiediamo al mondo di fermare l'aggressore: ogni attimo che passa porta sempre più vittime”. Durante il suo intervento, la donna ha poi chiesto alla piazza un minuto di silenzio per le vittime del conflitto, rispettato religiosamente dai moltissimi partecipanti alla manifestazione, per poi cantare insieme ad alcuni connazionali l'inno dell'Ucraina.

 

 

Caterina Zuzuk invece, rappresentante della comunità biellorussa in Trentino, ha sottolineato come i cittadini nel suo Paese non vogliano questa guerra, al contrario però del presidente Lukashenko (che da sempre segue alla lettera le direttive di Putin), raccontando di come in Biellorussia gli arresti siano all'ordine del giorno, anche solo per una scritta sul muro contraria allo “zarrusso. “Contano sì i simboli – ha detto poi il primo cittadino Franco Ianeselli – come la bandiera della Pace esposta a Palazzo Geremia o i colori dell'Ucraina in Piazza Duomo, ma contano soprattutto i gesti: dobbiamo prepararci ad accogliere chi scappa dalla guerra. A Trento abbiamo messo a disposizione l'ostello ma tutto il Trentino deve adoperarsi per l'accoglienza. A quel dittatore che ha invaso l'Ucraina voglio rispondere: mai sottovalutare la democrazia”.

 

 

Proprio nella giornata di oggi due famiglie in fuga dal conflitto hanno raggiunto il Trentino (Qui Articolo), mentre sul territorio regionale, ha detto il presidente della Pat Maurizio Fugatti, “ci attendiamo nuovi arrivi, in particolare donne con bambini al seguito”. “Sono qui – ha sottolineato alla manifestazione Tonina – in rappresentanza della Giunta provinciale innanzitutto per portare la nostra solidarietà e vicinanza al popolo ucraino e alla comunità ucraina in Trentino. In un momento così difficile vogliamo condannare questa guerra che la Russia ha voluto scatenare: noi speriamo che possa prevalere ancora il dialogo e la mediazione, un lavoro importante è stato fatto ma non ha portato i frutti sperati”. Il vice-presidente ha poi rimarcato che “anche la Provincia autonoma di Trento farà la sua parte, attraverso l'accoglienza e attraverso i corridoi umanitari, rispondendo a chi sta soffrendo ed è in difficoltà in questo momento”.

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