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I treni in Trentino? Quasi sempre in ritardo. Sforati gli indici di affidabilità 5 volte su 6 e abbonamenti da rimborsare

Nell’ultimo anno sono stati circa 40 i treni soppressi lungo la Ferrovia del Brennero a causa dei guasti mentre, dice l’assessore, “gli interventi di manutenzione sono all’ordine del giorno con conseguenti rallentamenti”. Recentemente la Provincia di Trento ha dovuto quasi sempre risarcire gli abbonati per aver sforato l’indice di affidabilità sui ritardi

Di Tiziano Grottolo - 04 May 2022 - 13:02

TRENTO. Era stata la consigliera di Europa Verde Lucia Coppola a interrogare la Provincia sui “frequenti ritardi dei treni regionali”. Il più delle volte le segnalazioni riguardano ritardi compresi tra i 10 e i 20 minuti, ma come osservava Coppola tanto basta “per creare disagio ai trentini che ogni giorno si spostano per andare a scuola o al lavoro. Se i treni sono molto spesso in ritardo i lavoratori sono disincentivati a usare il mezzo pubblico e si vedono costretti a scegliere la macchina, mentre gli studenti arrivano tardi a scuola”.

 

“Trattandosi di una delle principali linee d’Italia – afferma l’assessore Mattia Gottardi – appare evidente che proprio a causa del traffico, la linea sia necessariamente sottoposta ad attività manutentiva e l’attività in questi ultimi anni e ancora per anni a venire sarà di grande rilevanza. Di qui anche i guasti. Ecco che allora la sostituzione di binari, di opere e manufatti, interventi a gallerie e ponti, sostituzione traversine, scambi, sono all’ordine del giorno con conseguenti rallentamenti”. Infatti, lungo la ferrovia del Brennero nelle fasce di punta i treni passano con una cadenza di mezz’ora, per questo un ritardo può avere ripercussioni su molte tratte. Già dal 2010 la Provincia ha istituito un sistema di riconoscimento dei ritardi/soppressioni concedendo agli abbonati uno sconto sull’abbonamento nel caso in cui la linea superi un certo indice di affidabilità.

 

Questo prende in considerazione i treni che presentano ritardi e quelli soppressi e non sostituiti con un bus: nel concreto vengono rapportati i minuti di ritardo dei treni (in arrivo a Trento) e i minuti delle corse soppresse alla durata prevista di tutte le corse della direttrice (dalla valutazione dell’indice sono esclusi i ritardi dovuti alle cause di forza maggiore).

 

“Per la Ferrovia della Brennero – spiega Gottardi – l’indice di affidabilità è fissato nel 2,50%, ciò vuol dire che quando i minuti di ritardo/soppressione sono superiori al 2,50% dei minuti programmati, viene concesso l’abbonamento scontato di 10 euro all’utente”. Considerando che i minuti programmati sono circa 115.000 in un mese, lo sforamento dell’indice avviene quando i minuti di ritardo superano i 2.800 circa.

 

Il problema è che fra settembre 2021 e febbraio 2022 l’indice di affidabilità non è stato rispettato in 5 casi su 6. Nel dettaglio, eccetto che nel mese di gennaio (2,47 %), l’indice è stato superato a: settembre (4,44%), ottobre (3,97%), novembre (3,81%), dicembre (2,79%) e febbraio (2,84%).

 

Le principali cause di ritardo, riferisce sempre l’assessore, sono da imputare ai lavori lungo la linea da parte di Rfi, “che impongono rallentamenti e che si ripercuotono a catena su diversi treni”. Dopodiché anche le Frecce contribuiscono, benché in misura limitata, a far aumentare i ritardi visto che questi treni in determinate fermate hanno la precedenza sui Regionali.

 

Inoltre, nel corso del 2021 sono stati circa 40 i treni soppressi lungo la Ferrovia del Brennero a causa dei guasti, “ma – dice Gottardi – se si tiene presente che Trenitalia effettua una settantina di treni al giorno lungo la Brennero, e quindi circa 18mila in un anno, la percentuale di treni soppressi per guasto è infinitesimale”.

 

Da segnalare che i treni che viaggiano in Trentino, mediamente, hanno un’età di 17 anni. Si va dai cosiddetti “Jazz” che hanno un’età media di circa 5 anni ai “Minuetto” impiegati quasi esclusivamente sulla Valsugana e che hanno un età media di circa 15 anni; dopodiché ci sono i Flirt (7 anni) e i convogli 464/MD, con le E464 che hanno in media 20 anni di attività, mentre le carrozze “Media Distanza” hanno invece quasi 40 anni.

 

 

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