Marmolada, il racconto di Alessandra, sopravvissuta alla tragedia: “Sono viva grazie al mio compagno, penso mi abbia fatto da scudo”
“Con te mi sentivo sempre al sicuro”. Scrive così su Facebook, dal letto d'ospedale al Santa Chiara di Trento, Alessandra De Camilli, sopravvissuta la settimana scorsa al tragico crollo del seracco sulla Marmolada. Insieme a lei domenica anche il compagno Tommaso Carollo, una delle 11 vittime del disastro sul ghiacciaio: "Non c'erano rocce per ripararsi, era un punto scoperto, ho quasi l'idea che mi abbia buttato per terra e mi abbia fatto da scudo lui"

TRENTO. “Ora che affiora qualche ricordo e qualche particolare in più, posso ragionevolmente pensare che, se sono viva è, forse, grazie a te. Tutti devono sapere che persona onesta, seria, corretta ed altruista fossi. Con te mi sentivo sempre al sicuro”. Sono queste le tragiche parole di Alessandra De Camilli, presente domenica scorsa sul ghiacciaio della Marmolada insieme al compagno Tommaso Carollo, morto nel crollo del seracco sotto Punta Rocca (Qui Articolo). La donna, architetto di 51 anni di Schio, è invece ricoverata al Santa Chiara di Trento ed ha affidato le sue parole ai social dal letto dell'ospedale.
Solo quattro giorni fa, sempre sui social, era arrivata la dedica a Tommaso: “Ti amo, sempre e per sempre”. Ricordando i terribili momenti del crollo, la sopravvissuta alla tragedia ha poi raccontato ai microfoni di Tva Vicenza: “L'ultimo ricordo che ho è lui che mi dice 'via!' e questo braccio: non c'erano rocce per ripararsi, era un punto scoperto, ho quasi l'idea che mi abbia magari buttato per terra e mi abbia fatto da scudo lui”. De Camilli ha poi raccontato i terribili attimi nei quali il crollo li ha investiti: “Abbiamo sentito un rumore sordo, è stata una cosa di un attimo, poi abbiamo visto pietre, pezzi di ghiaccio e neve che rotolavano giù”.
“Quando mi hanno risvegliato – ha detto ancora tra le lacrime – c'erano i soccorritori e a poca distanza da me c'era il caschetto di Tommaso. Ma lui non c'era più. Eravamo a mezzo metro l'uno dall'altra, sinceramente non riesco neanche a capire perché io sono qua e lui no”. Tommaso Carollo, manager 48enne originario di Thiene, è tra le 11 vittime del tragico crollo sul ghiacciaio della Marmolada.
“Avevamo tanti progetti – spiega De Camilli – andava tutto bene. Lui era tanto felice. E non è stata colpa di una nostra disattenzione, è stato un destino brutto. Amava tantissimo la natura e soprattutto la montagna, un giorno mi aveva detto che pensando al paradiso pensava ad essere in cima alla Marmolada. Quindi nel male penso che forse è stato il posto dove comunque avrebbe voluto essere”.












