Contenuto sponsorizzato

Zecche in Trentino, già 10 casi di Tbe. Le zone più colpite: Valle di Non, Val di Cembra e Valle dei Laghi. Ecco i consigli dell'Azienda sanitaria

La malattia di Lyme è la più comune malattia trasmessa da zecche diagnosticata in Trentino: l’agente patogeno Borrelia burgdorferi si stima sia presente nel 16% delle zecche. Dal 2000 al 2020 i casi noti di malattia di Lyme sono stati 372. I casi di TBE (encefalite virale da zecca) dal 2000 al 2020 sono stati invece 204, con una media annuale di 9,7. In poche settimane, quest'anno, si sono già verificati 10 casi

Di L.P. - 14 June 2022 - 16:05

TRENTO. Da inizio anno sono già dieci le segnalazioni di infezione da Tbe in Trentino. E' questo il dato per queste prime settimane di caldo che stanno facendo segnare una vera e propria esplosione di zecche su tutto il territorio. Se nel Bellunese sono stati segnalati due casi da inizio anno (uno, tra l'altro riguardava un trentino) in Provincia di Trento i casi sono già arrivati ad essere una decina(e solo ieri l'allarme per zecche infette veniva lanciato da una scuola dell'infanzia del capoluogo). 

 

Con la stagione estiva, d'altronde, aumenta la presenza delle zecche nei boschi e quindi la possibilità di essere infettati dai piccoli parassiti che si nutrono del sangue dell’uomo e degli animali. Le punture non sono dolorose e non si sentono, ma possono purtroppo avere conseguenze gravi, se il parassita è infetto. Le principali malattie trasmesse dalle zecche sono la malattia di Lyme e la TBE (o encefalite da zecca). 

 

La malattia di Lyme è la più comune malattia trasmessa da zecche diagnosticata in Trentino: l’agente patogeno Borrelia burgdorferi si stima sia presente nel 16% delle zecche. Dal 2000 al 2020 i casi noti di malattia di Lyme sono stati 372, con una media di 17 casi/anno; negli ultimi cinque anni, la media annuale è salita a 41 casi. Nel 2020 sono stati registrati 45 casi. Quest'anno siamo già a 10 casi in poche settimane.

 

I casi di TBE (encefalite virale da zecca) dal 2000 al 2020 sono stati invece 204, con una media annuale di 9,7. Negli ultimi cinque anni la media annuale dei casi è raddoppiata: 23,2 casi. Nel 2020 sono stati registrati 32 casi.

 

Tutto il Trentino può considerarsi a rischio, tuttavia, negli ultimi anni, i casi sembrano concentrarsi in alcune aree come la Valle di Non, la Val di Cembra e la Valle dei Laghi.

 

La TBE è una malattia inizialmente simile all’influenza che può guarire senza problemi anche se, talvolta, può evolvere in una forma più grave come la meningite o l’encefalite. In alcuni casi può lasciare danni permanenti al sistema nervoso. I casi di TBE propriamente detti, cioè con sintomatologia neurologica, rappresentano in genere il 25% delle infezioni che, in gran parte, sono asintomatiche o causano una forma detta «cefalea febbrile», senza progressione della sintomatologia al sistema nervoso.

 

Per la TBE esiste il vaccino, offerto gratuitamente ai residenti in Trentino. Il vaccino contro la TBE può essere fatto da adulti e bambini a partire dal primo anno di età. Il ciclo vaccinale è di tre dosi, la seconda va effettuata 1-3 mesi dopo la prima mentre la terza va essere fatta 5-12 mesi dalla seconda. La vaccinazione può essere prenotata senza ricetta sul CUP online (https://cup.apss.tn.it). L’indicazione è di iniziare il ciclo vaccinale preferibilmente nella stagione autunnale/invernale in modo da essere adeguatamente coperti per la stagione estiva. Per maggiori informazioni sulle zecche e le malattie potenzialmente trasmissibili: https://www.apss.tn.it/Documenti-e-dati/Pubblicazioni/Attenzione-alle-ze.... In Trentino la vaccinazione contro l’encefalite da zecca è gratuita e disponibile anche in questa stagione.

 

Per evitare le punture di zecca in occasione di escursioni e camminate nei boschi questi sono i consigli dell'Apss:

- camminare sui sentieri ed evitare il più possibile il contatto diretto con le piante o con l'erba

- vestirsi con abiti coprenti (manica lunga e pantaloni lunghi) e di colori chiari, mettere scarpe chiuse e cappello

- utilizzare repellenti a base di DEET sulla pelle scoperta.

 

Dopo ogni escursione verificare che non ci siano zecche sulla pelle, controllando tutto il corpo e non solo le zone scoperte. Un’eventuale zecca va tolta il prima possibile, ma non è necessario andare al pronto soccorso, basta avere una pinzetta (ne esistono di apposite):

- non applicare sostanze irritanti sul parassita

- non toccare la zecca direttamente con le mani

- con la pinzetta afferrare la zecca vicino alla pelle, senza schiacciarla; tirare delicatamente, senza strappi, fino al distacco

- disinfettare la piccola ferita (con disinfettanti non coloranti) o lavare con acqua e sapone

- rendere inoffensiva la zecca estratta (bruciarla o incollarla su nastro adesivo).

 

Dopo aver tolto la zecca non serve prendere antibiotici o chiedere esami del sangue al proprio medico:

- per il mese successivo controllare ogni giorno la pelle dove è stata trovata la zecca

- se compaiono macchie rosse che si allargano sulla pelle e/o febbre, dolori articolari o altri disturbi, rivolgersi al proprio medico.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 25 giugno 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
25 giugno - 20:37
Lo Stelvio non getta la spugna nella pratica dello sci estivo, anche se la neve fatica a scendere anche a oltre 3 mila metri: "Usiamo i teli in [...]
Cronaca
25 giugno - 18:21
Dopo la tragedia in autostrada costata la vita alla 31enne infermiera sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio alla famiglia. Il fratello [...]
Cronaca
25 giugno - 20:15
L'incidente è avvenuto sulla statale 237 del Caffaro. Lunga operazione di pulizia per i vigili del fuoco per ripristinare la sicurezza e la [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato