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| 15 ago 2023 | 12:02

Luciano è scomparso lungo il sentiero ''704'', di lui non si è più trovato nulla. Dopo 8 anni l'appello della moglie: "Chi passa in quella zona continui a cercare"

" Il sospeso di una scomparsa è un lutto mille volte più forte” ha spiegato la moglie in questi giorni. Avevano parcheggiato l’auto in località Baita Capanna Comelle e zaini in spalla, hanno imboccato il sentiero “704” che permette un’escursione di circa sei ore

Luciano è scomparso lungo il sentiero 704'', di lui non si è più trovato nulla
di Redazione

VICENZA. “Prego chiunque passi in quella zona di cercare una traccia di mio marito. Vorremmo avere una piccola parte di lui che possa accompagnare il suo ricordo. Il sospeso di una scomparsa è un lutto mille volte più forte”. E' questo l'appello di Milva Griggion moglie di Luciano Bizzotto di cui si sono perse le tracce 8 anni fa nella Val di Gares nell’Agordino.

Un dolore immenso per la sua famiglia che oggi è tornata a chiedere di continuare le ricerche per trovare qualche segno, qualche traccia che possa in qualche modo alleviare il peso di una scomparsa che ancora lascia tanti punti di domanda. 

 

LA SCOMPARSA
Luciano Bizzotto, 56 anni, escursionista esperto, il 6 agosto 2015, da Rosà (Vicenza), dove vivono, si erano diretti nella zona di Canale d’Agordo (Belluno). Avevano parcheggiato l’auto in località Baita Capanna Comelle e zaini in spalla, hanno imboccato il sentiero “704” che permette un’escursione di circa sei ore

 

Si tratta di un percorso accessibile a tutti e non difficilissimo. Per motivi di salute, comunque, la moglie aveva deciso di camminare solo un’ora e poi tornare indietro, prendere l’auto e andare a Gares, frazione di Canale D’Agordo, a prendere lui alla fine del percorso. 

Ma all’orario previsto, le 15, Luciano non è arrivato. Sono partite le ricerche con unità cinofile, alpini, vigili del fuoco e droni. La vicenda era stata seguita anche da "Chi l'ha visto?". Nemmeno gli oggetti che aveva con sé sono stati ritrovati sul sentiero "704": un paio di racchette da cammino di marca “Gabel”, una macchina fotografica “Canon”, un cappellino con coprinuca color sabbia, uno zaino da trekking grigio e rosso.

 

Inoltre aveva al collo una catenina con un crocefisso, il portafoglio con i documenti, un cellulare vecchio modello a conchiglia di marca Samsung, un asciugamano arancione, un kit di sopravvivenza, un contenitore Tupperware trasparente con tappo azzurro, un paio di occhiali da lettura con montatura in acciaio.


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