"Ora ho di nuovo paura di vedermelo davanti", il dramma di una donna in Trentino. All'ex compagno che tentò di strangolarla tolto il braccialetto elettronico
L'avvocato della vittima: "Di fatto è stato eliminato l'unico vero presidio che garantiva il mancato avvicinamento alla persona offesa. La mia cliente è sconcertata, valuteremo azioni a sua tutela ed auspichiamo che le forze dell'ordine garantiscano un adeguato controllo”

TRENTO. Usando una corda tentò di strangolare la moglie raggiungendola sul posto di lavoro. Ad un mese dalle prima udienza del processo l'uomo, che si trova in una comunità, ha ottenuto di farsi togliere il braccialetto elettronico.
La decisione è arrivata nelle scorse ore dal Giudice delle indagini preliminari di Trento e sarebbe stata presa perché il braccialetto rappresenterebbe una limitazione eccessiva alle attività a cui l'uomo prende parte nella comunità in cui si trova.
La donna, difesa dall'avvocato Nicola Zilio, venuta a conoscenza della decisione si è detta “angosciata”. “E' tornato l'incubo di trovarmelo di nuovo davanti” sono le parole pronunciate dalla donna all'avvocato.
“Siamo basiti – spiega a il Dolomiti l'avvocato – che un uomo che ha compiuto quelle azioni e che si trova a rispondere di un'accusa come quella di tentato omicidio sia ora ai domiciliari senza il braccialetto elettronico in una struttura comunitaria non chiusa. Di fatto è stato eliminato l'unico vero presidio che garantiva il mancato avvicinamento alla persona offesa. La mia cliente è sconcertata dalla decisione del giudice, peraltro supportata dal parere favorevole del Pm e si trova in uno stato di angoscia. Valuteremo azioni a sua tutela ed auspichiamo che le forze dell'ordine garantiscano un adeguato controllo”.
LA VICENDA (Qui l'articolo)
Tentò di usare una corda per cercare di strangolare la moglie. Nello zaino aveva acido, benzina, manette e un coltello. La vicenda è avvenuto nella fine dello scorso anno e vede protagonista un 40enne a Borgo d'Anaunia.
Era da alcune settimane che i Carabinieri della Compagnia di Cles seguivano attentamente la situazione. Tutto è iniziato con velate minacce di farla finita rivolte alla propria moglie, che aveva intenzione di separarsi, ma lui non lo accettava, cominciando ad avere comportamenti strani e a condividere con conoscenti l’intenzione di procurarsi armi da fuoco e di vendicarsi con la donna, tant’è che è stato perquisito più volte dai militari, senza esito.
A seguito delle riferite minacce, l’Autorità Giudiziaria di Trento aveva emesso un provvedimento di divieto di avvicinamento alla persona offesa, misura che i Carabinieri non avevano fatto nemmeno in tempo a notificare che, lo stesso giorno della sua emissione, l’uomo, più che quarantenne, ha raggiunto la moglie sul luogo di lavoro e ha tentato di strangolarla con una corda. Le urla della donna attiravano altre persone e così l’uomo si dava alla fuga.
Sottoposto a perquisizione, lo hanno trovato in possesso della corda, nonché di uno zaino, al cui interno vi era un grosso coltello da cucina, una bottiglia di acido muriatico ed una di benzina, un paio di manette ed uno spray antiaggressione.
L'uomo è accusato di tentato omicidio, stalking e porto di oggetti atti ad offendere. Per l'imputato, viste le prove, il pubblico ministero ha chiesto il giudizio immediato al seguito del quale è stato richiesto il giudizio abbreviato che verrà celebrato alla fine del mese di luglio.


















