Senzatetto a Trento, aumentano le donne costrette a dormire per strada: in 15 non trovano un riparo per la notte. Mensa della Provvidenza: ''In media 120 pasti al giorno"
Per l'accoglienza notturna sono 208 i posti letto a disposizione dei dormitori permanenti e invernali. Di questi 166 sono per uomini e 42 per donne. Mancano 20 posti di Casa San Giovanni vincolati alla possibilità di reperire un container che fino ad oggi non si è ancora trovato. La prossima settimana al via, in via sperimentale, un nuovo sportello per i richiedenti protezione internazionale

TRENTO. Coperte, cartoni e giornali per non sentire il freddo. Sono decine le persone che a Trento non hanno ancora una posto dove dormire di notte. Quelli che sembrano essere solo marciapiedi e anfratti diventano case. Tra i tanti costretti a dormire all'addiaccio ci sono sempre più donne, provate dalla crisi economica e quella legata alla pandemia.
I numeri, nonostante mutino rapidamente, preoccupano. Ad oggi gli uomini senzatetto ancora in attesa di un posto al caldo dove passare la notte sono circa 50. Quelli riguardanti le donne sono in ascesa. Ad inizio mese con l'apertura dei posti letto a Casa Paola l'attesa si era azzerata. Sono bastate neanche due settimane che oggi sono già 15 quelle che si trovano la notte a dormire all'aperto. Donne che si trovano in situazioni complesse e sempre più vulnerabili. Un aumento che fa preoccupare anche chi gestisce l'accoglienza dei senzatetto in Trentino tanto da organizzare per fine mese un tavolo di coordinamento per cercare di capire meglio questa situazione e le eventuali nuove risposte da mettere in campo.
“Non sappiamo dare una spiegazione – spiega Alberto Viola della Fondazione Caritas Diocesana – a questi numeri riferiti alle donne che sono in aumento rispetto il passato. I primi giorni di novembre, con l'apertura dei posti a Casa Paola la lista di attesa si era azzerata ma oggi sono già 15 donne che sono in attesa. E' un numero importante da attenzionare e per questo nelle prossime settimane ci saranno delle valutazioni”.
Per l'accoglienza notturna sono 208 i posti letto a disposizione dei dormitori permanenti e invernali. Di questi 166 sono per uomini e 42 per donne. Si aggiungono poi 6 posti messi a disposizione da altre strutture come Villa S. Ignazio, il Sentiero e Casa Giuseppe per persone vulnerabili. Mancano 20 posti di Casa San Giovanni vincolati alla possibilità di reperire un container che fino ad oggi non si è ancora trovato nonostante la Provincia sia al lavoro per trovarlo dialogando con la Protezione civile.
Per quanto riguarda l'accoglienza delle persone richiedenti protezione internazionale i posti sono invece 40: 16 a Casa S. Francesco e 24 alle ex Bellesini.
Un grosso lavoro è anche quello che in questi mesi viene fatto dalla Mensa della Provvidenza, nel convento dei Cappuccini alla Cervara, portata avanti ora dalla Diocesi di Trento con decine e decine di volontari. “Per la distribuzione serale dei pasti – ci spiega il delegato dell’Area Testimonianza don Mauro Leonardelli – abbiamo una media di 120 – 140 persone al giorno e in alcuni casi siamo arrivati a 150. Ci sono sia trentini che hanno bisogno di aiuto che migranti che si fermano magari sul nostro territorio per qualche giorno”.
A metà ottobre proprio da don Leonardelli era stato lanciato un appello in particolare alla città per la fornitura di alimenti necessari ad offrire ogni sera un pasto caldo ai bisognosi. “La risposta da parte della cittadinanza – spiega a il Dolomiti il delegato dell’Area Testimonianza – è stato enorme e per questo voglio ringraziare l'intera comunità”.
Se sono circa 65 i senzatetto (fra uomini e donne) in attesa di un posto al caldo dove dormire, diversa sembra essere invece la situazione per coloro che hanno fatto richiesta di protezione internazionale e attendono una risposta. Difficile, in questo caso, avere numeri esatti. Proprio per cercare di dare un volto e fotografare in qualche modo anche questo fenomeno a partire dalla prossima settimana verrà attivato un nuovo sportello.
“Sarà uno sportello – spiega Alberto Viola - che servirà per incontrare queste persone, conoscere i loro bisogni e capire anche numericamente quanti sono quelli presenti sul territorio. L'obiettivo è quello di riuscire ad avere il polso di questa situazione”.












