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| 21 giu 2023 | 16:37

Trento, arrivato dalla Bosnia vive in una piccola baracca isolata: la storia del cane Arson che ora cerca una nuova famiglia

Arson vive in una piccola baracca fatiscente all’interno di un terreno isolato. Non ha carenza di cibo o acqua, perché i suoi proprietari si recano da lui almeno una volta al giorno per dargli da mangiare. Eppure, Arson non riceve mai attenzioni, cure, amore

Trento, arrivato dalla Bosnia vive in una piccola baracca isolata: la storia del cane Arson che ora cerca una nuova famiglia

TRENTO. Arson ha circa otto anni vive nei dintorni di Trento in una baracca ed oggi sta cercando una nuova famiglia.

 

La sua è una storia che è stata raccolta dalla Lav che ora è impegnata a dare una nuova vita al cane arrivato dalla Bosnia e giunto in Italia nella speranza di incontrare in canile una famiglia disposta ad amarlo.

Aron vive in una piccola baracca fatiscente all’interno di un terreno isolato. Non ha carenza di cibo o acqua, perché i suoi proprietari si recano da lui almeno una volta al giorno per dargli da mangiare. Eppure, Arson non riceve mai attenzioni, cure, amore. È solo e rimane tutti i giorni, ogni ora del giorno, isolato e rinchiuso. Data la sua età, inizia a mostrare anche i primi segni di artrite, legata forse ad un lungo periodo di vita passato al freddo e all’umidità.

 

A segnalare la situazione alla Lav è stata una cittadina che, durante una passeggiata, lo ha notato chiuso nella baracca. Preoccupata, si è subito rivolta allo sportello dell'associazione contro i maltrattamenti sugli animali, attivo a Trento e a Verona.

Da qui i volontari dell'associazione si sono dapprima confrontati con i proprietari del cane. Fra loro si è svolto un incontro molto difficile a livello emotivo: da un lato, è emerso un indiscutibile affetto della famiglia nei confronti di Arson; ma dall’altro lato, sono state rese chiare una serie di difficoltà e imprevisti che non permettevano e non avrebbero permesso alla famiglia di garantire al can la vita che merita.

La famiglia di Arson ha quindi accettato il supporto dello Sportello Lav, grazie al quale la cittadina che aveva fatto la prima segnalazione è divenuta un aiuto, regalando al cane la sua compagnia, facendogli fare lunghe passeggiate per garantirgli il movimento necessario, e facendogli vivere momenti gioviali e di socialità.


La famiglia di Arson alla fine si è convinta che l’unico modo per continuare ad amare il loro cane fosse quello di cederlo all'associazione che ora è impegnata nel trovare al più presto una famiglia che possa finalmente prendersi cura di lui.

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