"Dalla Romania per raccogliere mele, ho riscritto la mia vita diventando infermiera", la storia di Lenuta: "Covid terribile, ho ritrovato la forza alla maratona di New York"
Lenuta Bachmaczki da oltre vent'anni vive in Trentino. Ora infermiera, è arrivata giovanissima per la raccolta delle mele e si è trovata a dover riscrivere la sua vita sia a livello personale che professionale: "Racconto la mia storia perché spero che possa ispirare altre persone, incoraggiandole a mettersi alla prova, a fissare i propri obiettivi e a lavorare con costanza per raggiungerli"

CLES. Lasciare il proprio Paese per lavorare, mettersi in gioco, trovarsi di fronte alle difficoltà che la vita impone, fermarsi e avere la forza di ripartire, più volte, ricercando in sé stessi il coraggio anche di cambiare direzione. Ci sono storie di vita che meritano di essere raccontate, e tra queste quella di Lenuta Bachmaczki, infermiera quarantenne di origine rumena ma che da oltre vent'anni vive in Trentino dove, arrivata giovanissima per motivi di lavoro, si è trovata a dover riscrivere la sua vita sia a livello personale che professionale.
"Vivo a Cles, nella bellissima Val di Non, da quando avevo 18 anni quando arrivai per la prima volta per la raccolta mele – racconta a il Dolomiti – e mi innamorai subito del paese, che da allora è diventato la mia casa. A 27 anni, dopo 10 di matrimonio, mi sono però trovata a dover ricominciare tutto daccapo, con una bambina piccola da crescere da sola".
Ed è in quel momento che Lenuta decide di scrivere un nuovo capitolo della sua vita: "Ho scelto allora di riprendere gli studi per costruire un futuro migliore per me e mia figlia, intraprendendo il percorso per diventare infermiera: una professione che oggi amo profondamente e svolgo con dedizione in una Apsp in Alto Adige".
Nonostante la passione per il suo lavoro, conquistato grazie a numerosi sacrifici, Lenuta racconta come anche il percorso professionale da lei intrapreso l'abbia messa di fronte a nuove difficoltà, con il momento più "sconvolgente" che è stato quello della pandemia.
"Purtroppo nella vita non possiamo avere il controllo su tutto, soprattutto sulle interferenze esterne che arrivano improvvisamente e sconvolgono il nostro equilibrio – racconta – e quella fase mi ha fatto capire quanto siano preziosi il nostro tempo, le relazioni e gli affetti, ma anche quanto sia fondamentale avere un forte mindset per affrontare le difficoltà. Soprattutto in un lavoro in cui la relazione è tutto, in quanto si rappresenta un punto di riferimento per il paziente e per i suoi familiari".
E così avverte in lei una nuova esigenza: quella di rimettersi in gioco per riconquistare una psicologia robusta, nell'ottica di affrontare le sfide della vita con ancora più forza: "Ho scelto di darmi obiettivi sempre più ambiziosi e di fare tutto il possibile per conseguirli. Così ho deciso di iscrivermi ad un master internazionale di coaching ad alte prestazioni, che prevede di affrontare una serie di traguardi ambiziosi e prove impegnative da superare, e che mi darà inoltre l’opportunità di diventare coach life".
E proprio tra gli obiettivi prefissati dal percorso ce n'è uno importante: affrontare la maratona di New York con l'obiettivo di completarla in un tempo stabilito di 4 ore e 50 minuti.
"Nonostante non fossi mai stata una sportiva non mi piacesse correre, ho accettato la sfida con entusiasmo – spiega Lenuta – e mi sono allenata per nove mesi, spesso uscendo a correre di notte o alle 4 di mattina, prima di iniziare turni di lavoro di molte ore. Durante questo percorso, ho applicato il mio motto personale: il talento è il nostro motore, ma la volontà è la nostra benzina”.
Ed il risultato è sorprendente. Dai nastri di partenza all'arrivo, il tempo richiesto viene addirittura migliorato, con Lenuta che conclude la maratona in 4 ore e 23 minuti: "Per me è stato un risultato straordinario e una dimostrazione di quello che si può conquistare con dedizione e resilienza. Credendo nei propri sogni e lottando per realizzarli, anche quando sembrano lontani o difficili da raggiungere".
E la maratona diventa quindi perfetta metafora della vita, quella di Lenuta ma a ben vedere di tutti: fissare un obiettivo, prepararsi costantemente e affrontare le sfide con determinazione. "Non si tratta solo del traguardo ma di ciò che si apprende lungo il percorso: disciplina, forza mentale e la capacità di superare i propri limiti – conclude – e ho voluto raccontare la mia storia perché spero che possa ispirare altre persone, incoraggiandole a mettersi alla prova, a fissare i propri obiettivi e a lavorare con costanza per raggiungerli".












