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Trento
03 dicembre | 16:47

"Dalla Romania per raccogliere mele, ho riscritto la mia vita diventando infermiera", la storia di Lenuta: "Covid terribile, ho ritrovato la forza alla maratona di New York"

Lenuta Bachmaczki da oltre vent'anni vive in Trentino. Ora infermiera, è arrivata giovanissima per la raccolta delle mele e si è trovata a dover riscrivere la sua vita sia a livello personale che professionale: "Racconto la mia storia perché spero che possa ispirare altre persone, incoraggiandole a mettersi alla prova, a fissare i propri obiettivi e a lavorare con costanza per raggiungerli"

"Dalla Romania per raccogliere mele, ho riscritto la mia vita diventando infermiera"

CLES. Lasciare il proprio Paese per lavorare, mettersi in gioco, trovarsi di fronte alle difficoltà che la vita impone, fermarsi e avere la forza di ripartire, più volte, ricercando in sé stessi il coraggio anche di cambiare direzione. Ci sono storie di vita che meritano di essere raccontate, e tra queste quella di Lenuta Bachmaczki, infermiera quarantenne di origine rumena ma che da oltre vent'anni vive in Trentino dove, arrivata giovanissima per motivi di lavoro, si è trovata a dover riscrivere la sua vita sia a livello personale che professionale.

 

"Vivo a Cles, nella bellissima Val di Non, da quando avevo 18 anni quando arrivai per la prima volta per la raccolta mele – racconta a il Dolomiti – e mi innamorai subito del paese, che da allora è diventato la mia casa. A 27 anni, dopo 10 di matrimonio, mi sono però trovata a dover ricominciare tutto daccapo, con una bambina piccola da crescere da sola".

 

Ed è in quel momento che Lenuta decide di scrivere un nuovo capitolo della sua vita: "Ho scelto allora di riprendere gli studi per costruire un futuro migliore per me e mia figlia, intraprendendo il percorso per diventare infermiera: una professione che oggi amo profondamente e svolgo con dedizione in una Apsp in Alto Adige".

 

Nonostante la passione per il suo lavoro, conquistato grazie a numerosi sacrifici, Lenuta racconta come anche il percorso professionale da lei intrapreso l'abbia messa di fronte a nuove difficoltà, con il momento più "sconvolgente" che è stato quello della pandemia.

 

"Purtroppo nella vita non possiamo avere il controllo su tutto, soprattutto sulle interferenze esterne che arrivano improvvisamente e sconvolgono il nostro equilibrio – racconta – e quella fase mi ha fatto capire quanto siano preziosi il nostro tempo, le relazioni e gli affetti, ma anche quanto sia fondamentale avere un forte mindset per affrontare le difficoltà. Soprattutto in un lavoro in cui la relazione è tutto, in quanto si rappresenta un punto di riferimento per il paziente e per i suoi familiari".

 

E così avverte in lei una nuova esigenza: quella di rimettersi in gioco per riconquistare una psicologia robusta, nell'ottica di affrontare le sfide della vita con ancora più forza: "Ho scelto di darmi obiettivi sempre più ambiziosi e di fare tutto il possibile per conseguirli. Così ho deciso di iscrivermi ad un master internazionale di coaching ad alte prestazioni, che prevede di affrontare una serie di traguardi ambiziosi e prove impegnative da superare, e che mi darà inoltre l’opportunità di diventare coach life".

 

E proprio tra gli obiettivi prefissati dal percorso ce n'è uno importante: affrontare la maratona di New York con l'obiettivo di completarla in un tempo stabilito di 4 ore e 50 minuti.

 

"Nonostante non fossi mai stata una sportiva non mi piacesse correre, ho accettato la sfida con entusiasmo – spiega Lenuta – e mi sono allenata per nove mesi, spesso uscendo a correre di notte o alle 4 di mattina, prima di iniziare turni di lavoro di molte ore. Durante questo percorso, ho applicato il mio motto personale: il talento è il nostro motore, ma la volontà è la nostra benzina”.

 

Ed il risultato è sorprendente. Dai nastri di partenza all'arrivo, il tempo richiesto viene addirittura migliorato, con Lenuta che conclude la maratona in 4 ore e 23 minuti: "Per me è stato un risultato straordinario e una dimostrazione di quello che si può conquistare con dedizione e resilienza. Credendo nei propri sogni e lottando per realizzarli, anche quando sembrano lontani o difficili da raggiungere".

 

E la maratona diventa quindi perfetta metafora della vita, quella di Lenuta ma a ben vedere di tutti: fissare un obiettivo, prepararsi costantemente e affrontare le sfide con determinazione. "Non si tratta solo del traguardo ma di ciò che si apprende lungo il percorso: disciplina, forza mentale e la capacità di superare i propri limiti – conclude – e ho voluto raccontare la mia storia perché spero che possa ispirare altre persone, incoraggiandole a mettersi alla prova, a fissare i propri obiettivi e a lavorare con costanza per raggiungerli".

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