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Trento
02 novembre | 05:01

''E' stato un pestaggio in piena regola'', parla la mamma del 15enne aggredito in centro: ''Mio figlio è un ragazzo emotivo, temo i traumi che potranno emergere in futuro''

"Questi ragazzi - per divertimento - hanno deciso di pestare qualcuno che passava di lì. Non c'era stato alcun scambio verbale, non è stato un tentativo di rapina, perché non gli hanno chiesto di consegnare né il portafogli né il cellullare. Mio figlio e gli amici si stavano spostando da piazza Fiera verso piazza Venezia, quando sono stati accerchiati da un gruppo di circa 10 persone. A quel punto hanno cercato di scappare, ma in tre lo hanno inseguito, lo hanno bloccato davanti ad un portone e lì lo hanno colpito"

E' stato un pestaggio in piena regola'', parla la mamma del 15enne aggredito in centro

TRENTO. "E' stato un pestaggio in piena regola, tre contro uno, con inseguimento e poi una serie di colpi violentissimi. Senza alcun motivo, così, tanto per fare qualcosa di diverso. E' stata una serata terribile e ci riteniamo fortunati che non sia accaduto qualcosa di molto più grave".

 

A parlare al Il Dolomiti è la mamma di Roberto (il nome è ovviamente di fantasia per tutelare la sua privacy), il ragazzo di 15 anni aggredito e pestato da tre minorenni la sera di giovedì 31 ottobre mentre, con alcuni amici, stava passeggiando per le vie del centro, festeggiando Halloween. Erano circa le 20.30 quando, improvvisamente, il gruppetto è stato accerchiato da una decina di giovani, tutti di origine sudamericana, che hanno cercato subito lo scontro. (QUI ARTICOLO).

 

Roberto è riuscito a scappare, ma è stato inseguito, raggiunto e picchiato. Riuscendo, fortunatamente, a rialzarsi e scappare per avvisare i genitori, mentre qualcuno allertava le forze dell'ordine.

 

Innanzitutto come sta il ragazzo? E come state lei e il marito? Ripresi dallo spavento?

"Ha ovviamente tanto dolore ma, vista la dinamica, le conseguenze avrebbero potuto essere anche molto più pesanti. E quindi, anche se è paradossale, possiamo ritenerci fortunati, perché è stato colpito con due pugni al volto. Avrebbe potuto cadere e battere la testa. Adesso dovrà essere visitato da un chirurgo maxilo - facciale per capire e vedremo come procedere per ridurre la frattura scomposta al setto nasale. Mi preoccupano le conseguenze psicologiche che potrà avere dopo quella che è a tutti gli effetti un'aggressione. O un pestaggio in perfetto stile "gang", se preferite. Mio figlio è un ragazzo molto emotivo e sono preoccupata di come potrà reagire, perché certi traumi si manifestano nel tempo. Noi stiamo bene, dopo il grandissimo spavento che abbiamo avuto giovedì sera".

 

Suo figlio è riuscito a liberarsi e scappare. E poi?

"Per fortuna sì ed ha avuto la prontezza di nascondersi e chiamarci subito nonostante lo choc. Ha risposto mio marito che, una volta capito cosa era accaduto e dove fosse, è corso a prenderlo. Io sono uscita subito dopo e li ho raggiunti".

 

Cosa le ha raccontato suo figlio? La rissa è scoppiata così, dal nulla?

"Sì, sì, questi ragazzi - per divertimento - hanno deciso di pestare qualcuno che passava di lì. Non c'era stato alcun scambio verbale o altro tra mio figlio e i suoi amici e questi altri ragazzi. Non è stato un tentativo di rapina, perché non gli hanno chiesto di consegnare né il portafogli né il cellullare. Mio figlio e gli amici si stavano spostando da piazza Fiera verso piazza Venezia con l'intenzione di mangiare un kebab, quando sono stati accerchiati da un gruppo di circa 10 persone. A quel punto hanno cercato di scappare, ma in tre lo hanno inseguito, lo hanno bloccato davanti ad un portone e lì lo hanno colpito. Prima due pugni in testa, sferratigli da due diversi soggetti, poi altri pugni e calci al corpo, sulle costole e sulla schiena, e in testa mentre si trovava a terra. Gli amici non sono riusciti ad intervenire. Per fortuna è riuscito a scappare, altrimenti non so cosa sarebbe potuto accadere".

 

Le forze dell'ordine sono intervenute subito.

"Sì. C'era tantissima gente in giro, piazza Fiera brulicava di persone e una pattuglia era presente in piazza Fiera, nei pressi della fermata dell'autobus. Forse sarebbe stato meglio che fosse posizionata nella parte superiore della piazza, quella più buia e con minor transito di persone. Anche se, visto quanto accaduto, credo che l'ultimo dei problemi di chi ha aggredito mio figlio fosse la folla circostante. Comunque l'intervento è stato immediato e, al momento, non sappiamo chi le abbia allertate, se qualche amico o qualcuno che aveva assistito alla scena: due aggressori sono stati fermati e identificati, il terzo è riuscito a fuggire".

 

Poi avete portato vostro figlio al Pronto Soccorso.

"Siamo entrati attorno alle 21.30 e siamo usciti alle 4.30 del mattino. Esplodeva letteralmente, c'era un solo medico. E' stata una lunghissima attesa. Alla fine siamo usciti con 30 giorni di prognosi per la frattura scomposta del setto nasale, un occhio nero, lo zigomo gonfio, un dente scheggiato e traumi sparsi al busto. Per fortuna le costole sono a posto: ci sono i lividi ma nessuna rottura".

 

Sembra un racconto da film e, invece, è accaduto in centro a Trento.

"Sono preoccupata ma, allo stesso tempo, furibonda e con mio marito ci stiamo chiedendo come sia potuto accadere tutto questo. In questo momento penso: ma se mio figlio non fosse riuscito a scappare, avrebbero continuato a picchiarlo e lo avrebbero ammazzato di botte? E se al posto suo ci fosse stata una ragazza, cosa sarebbe potuto accadere? Il fatto che sia avvenuto in pieno centro Trento, alle 20.30 di un giorno festivo, con tantissime persone in strada è la certificazione che nemmeno passeggiare per le vie cittadine più frequentate è ormai sicuro. Non stiamo parlando, con tutto il rispetto, della periferia degradata di una metropoli. Ma di piazza Fiera, dove tra poche settimane inizieranno i nostri famosi Mercatini. Ma dove siamo arrivati? Adesso i genitori devono restare a casa, con il cuore in gola, quando i figli escono per qualche ora con gli amici? Non "siamo alla frutta", ma oltre. Molto oltre".

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