"Flop del sostegno agli affitti per le zone periferiche e svantaggiate", Zanella (Pd): "Mezzo milione di stanziamento provinciale, ma solo 15 domande ricevute e 7 finanziate"
Durante il question time in aula consiliare, la minoranza chiede i numeri delle domande e delle erogazioni nel sostegno al pagamento dell’affitto sul libero mercato per le zone periferiche e svantaggiate in tutto il Trentino

TRENTO. Quante domande sono state presentate e quante poi effettivamente hanno ricevuto il sostegno al pagamento dei canoni di locazione sul libero mercato per le zone periferiche e svantaggiate in tutto il Trentino? Questa è stato il quesito all'esecutivo rivolto da Paolo Zanella, Pd del Trentino, durante il question time in aula consiliare.
Il riferimento è allo strumento istituito e regolamentato dall’articolo 23 della legge provinciale 20 del 2022 e dalla deliberazione di Giunta 1044/2023: in sostanza, la legge che ha introdotto un nuovo strumento di sostegno alla locazione al fine di ripopolare le zone svantaggiate e periferiche del territorio. Ma a fronte di uno stanziamento di 500.000 euro che avrebbe garantito un contribuito triennale per circa 170-200 famiglie, sono arrivate solo 15 domande.
“E quelle finanziate sono state 7 – ha precisato l'assessore provinciale competente -, 3 per la valle di Non, 1 per la Valsugana-Tesino e valle dei Laghi, 2 in Paganella. La sperimentazione ha riscontrato una risposta inferiore all’attesa, e per questo è stata fatta una riflessione per individuarne i motivi, anche in considerazione della propensione evidenziata e consolidata nel post Covid dai nuclei famigliari di trasferirsi a vivere al di fuori del centri fortemente urbanizzati”.
“Un elemento critico forse sono stati i tempi ristretti per la presentazione delle domande e per il termine entro cui i nuclei dovevano stipulare il contratto ed effettuare il trasferimento, anche in considerazione dell’importante cambio di vita rappresentato da un trasferimento. Gli elementi di valutazione raccolti saranno presi in considerazione nella eventuale riproposizione dello strumento, al fine di migliorarne l’efficacia”.
“Lo si era detto quando si approvò la legge. Lo si era capito spulciando i siti delle comunità di valle. Ora arriva la conferma. La misura di sostegno ai canoni di locazione nelle zone periferiche e svantaggiate è stata un fallimento”, il commento del consigliere provinciale del Pd Paolo Zanella, promotore dell'interrogazione in aula.
“A fronte dei numeri indicati dall'assessore, solo il 3-4% dei fondi è stato erogato”, ha ripreso Zanella. “Come abbiamo detto al comitato provinciale sulla condizione abitativa, prima di decidere una misura di politica abitativa sarebbe meglio investigarne l'opportunità e la ricaduta. Al di là del ritenere che non sia solo la questione abitativa a determinare la difficoltà a trattenere abitanti e ripopolare le valli - la questione riguarda soprattutto la carenza di servizi e la turistificazione eccessiva di alcuni territori - il tema centrale è che le persone spesso non è che non riescono a pagare l'affitto, ma non trovano proprio casa perché non ve ne sono sul mercato residenziale, tutte destinate al turistico breve o sfitte per timore dei proprietari di affittare. Ecco che quei 500.000 euro all'anno potevano essere destinati a un fondo pubblico di garanzia per i proprietari per far immettere alloggi sul mercato”.
“Ha del paradossale, infine – ha concluso il consigliere provinciale -, che si cerchino strategie fallimentari per ripopolare le aree periferiche e svantaggiate e che poi si cerchi di sfrattare per fine locazione d'emergenza da case ITEA famiglie con figli che in queste aree svantaggiate ci vivono, come successo recentemente a Cimone. Aree dove anche nelle case ITEA le famiglie non vogliono andare per carenza di servizi e dove, quando qualcuno ci va, lo si sfratta e lì, dove vorrebbe restare, non trova casa. Se sfrattare famiglie con figli dalle aree periferiche è la nuova strategia per ripopolarle e favorire la natalità - due obiettivi di questa giunta- mi pare che siamo sulla buona strada...”.












