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| 02 gen 2024 | 16:40

In Trentino sempre meno nati, i sindacati: "Lavoro precario e mal pagato, difficile per i giovani mettere su famiglia". La richiesta a Fugatti: "Subito un confronto"

Secondo gli ultimi dati, i nuovi nati in Trentino nel 2023 sono calati del 6%. Una brusca frenata che preoccupa anche i sindacati nonostante i dati non siano una sorpresa.  Tra il 2013 e il 2023 le donne con un’età compresa tra 25 e 40 anni sono calate del 12% e la tendenza accelererà ulteriormente visto che le bambine e le ragazze tra 0-15 anni, le mamme di domani, si sono ridotte ulteriormente di quasi il 9% rispetto a dieci anni fa

di Redazione

TRENTO. “Siamo di fronte ad un problema strutturale per il quale non esistono risposte semplici né soluzioni immediate. Per questa ragione continuiamo a sostenere che i bonus non sono né saranno in futuro la soluzione”. I tre segretari generali di Cgil Cisl e Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti sono intervenuti sul calo delle nascete che si è visto nell'ultimo anno.

 

Secondo gli ultimi dati, i nuovi nati in Trentino nel 2023 sono calati del 6%. Una brusca frenata che preoccupa anche i sindacati nonostante i dati non siano una sorpresa. “Si tratta – spiegano i sindacati - di un problema non nuovo, visto che la riduzione del numero di nuovi nati va avanti da dieci anni. E la situazione è destinata a non migliorare perché non calano solo i bambini, ma si riducono anche le donne in età fertile. Tra il 2013 e il 2023 le donne con un’età compresa tra 25 e 40 anni sono calate del 12% e la tendenza accelererà ulteriormente visto che le bambine e le ragazze tra 0-15 anni, le mamme di domani, si sono ridotte ulteriormente di quasi il 9% rispetto a dieci anni fa”.

 

Sicuramente esiste un problema legato ai redditi e alla precarietà lavorativa, spiegano i tre segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, perchè “Se il lavoro di giovani e donne è poco pagato e non stabile è difficile che questi mettano su famiglia. Dunque riteniamo positivo che il presidente Fugatti individui, come chiediamo da tempo, questi tra gli assi strategici su cui agire per affrontare il problema. Ci aspettiamo, però, che inizi presto il confronto per giungere ad interventi condivisi”.

 

Le tre sigle proprio su questi temi hanno chiesto di avviare un confronto il 13 dicembre scorso appena insediata la giunta dopo settimane di fibrillazione politica. “Non c’è tempo da perdere. Auspichiamo di ricevere una convocazione nel più breve tempo possibile, se realmente si vuol fare seguire alle parole i fatti”.

 

La questione natalità, secondo i sindacati, non può essere affrontata disgiuntamente dalla gestione dei flussi migratori. “Gli stranieri, come è già stato in passato, sono indispensabili per contribuire all’aumento del numero di figli, così come sono necessari per rispondere ai bisogni del nostro mercato del lavoro”.

 

Cgil, Cisl e Uil chiedono alla politica il coraggio di guardare la questione con realismo, lasciando da parte ogni ideologia o ragionamento di convenienza. Gli stranieri vanno accolti e integrati. “E’ inconcepibile e miope tenere ammassati, peraltro in pochissime strutture, giovani immigrati senza insegnare loro l’italiano, senza inserirli nel mercato del lavoro, senza integrarli come domandano anche le imprese. Gli episodi di violenza a cui abbiamo assistito anche recentemente sono frutto anche di queste scelte scellerate, di cui paga le conseguenze l’intera collettività e la stragrande maggioranza dei cittadini stranieri onesti. Troppo facile dire che è un problema che va gestito a livello nazionale”, concludono i sindacati.

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