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Trento
25 agosto | 11:45

Notti tropicali e a 500/600 metri di quota si sta come a Trento negli anni '80. Ora arriva la pioggia: rischio temporali intensi e grandine

La Provincia avverte che potrebbero esserci precipitazioni abbondanti concentrate in poco tempo e su aree ristrette, grandine, vento e frequenti fulminazioni. Giacomo Poletti spiega cosa è accaduto nelle scorse notti: ''Già raggiunte 20 giornate con minima superiore a 20gradi. Nella terribile estate del 2003 furono 8. Nelle ultime due estati ne abbiamo avute 33 più di quelle registrate in 12 anni tra il '77 e l'89''

TRENTO. Giornate e notti tropicali e da oggi pomeriggio arrivano i temporali, localmente anche intensi. L'allarme lo lancia la Provincia che spiega come ''negli ultimi giorni un campo di alta pressione di matrice tropicale ha determinato condizioni di stabilità con temperature estive e ristagno di aria umida nei bassi strati: nei fondovalle più bassi si sono localmente verificate notti tropicali (temperature minime maggiori di 20 °C) e condizioni di afa. Da ieri, sabato, la pressione ha iniziato a cedere ed i flussi in quota si sono disposti da Sud Ovest assumendo una lieve curvatura ciclonica per l'approssimarsi di una saccatura atlantica''. 

 

Meteotrentino segnala che dal pomeriggio di oggi e soprattutto al tardo pomeriggio sera e nella prossima notte infiltrazioni di aria più fresca ed instabile in quota favoriranno lo sviluppo di rovesci e temporali che potranno risultare localmente intensi, quasi stazionari o in lento movimento verso Est, Nord Est. Il rischio maggiore sembra essere quello delle precipitazioni abbondanti in poco tempo su aree ristrette ma non si esclude che possa verificarsi anche grandine di piccole o al più medie dimensioni, forti raffiche di vento e frequenti fulminazioni.

 

Lunedì variabile con locali rovesci e temporali quasi stazionari e temporaneo calo delle temperature massime. Martedì ancora a tratti instabile ma con tendenza al miglioramento. Da mercoledì prevalenti condizioni di stabilità con temperature nuovamente sopra la media del periodo.

 

E quel che è successo nelle ultime notti lo ha spiegato Giacomo Poletti, ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino: ''A 500/600 metri come a Trento negli anni '80. Proseguono a spron battuto le minime "tropicali" a Trento: a Roncafort già raggiunte le 20 giornate con minima superiore a 20°, è ampiamente il record dall'inizio delle rilevazioni iniziate nel 1977, e l'estate non è finita. Nella "terribile" estate 2003 ne fece solo 8, quell'estate fu sì caldissima ma i suoli secchi consentivano cali notturni maggiori. In pratica nelle ultime 2 estati abbiamo accumulato più notti tropicali (33) che nei dodici anni dal 1977 al 1989 (32). La soglia dei 20° viene usata in meteorologia per definire appunto le notti "tropicali", un limite che permette lo sviluppo di specie vegetali tropicali e che, empiricamente, spesso coincide con i primi disagi notturni da caldo nelle case''.

 

''Il 2024 - prosegue Poletti - è da record nei fondovalle, a medie quote invece (ad esempio a Centa, 830 m) non è da primato, anche se ci si è fermati varie volte a 19.8°; la media delle notti superiori a 20° negli ultimi 10 anni a Centa è di 1.6 giorni/anno, quella di Trento negli anni '70 e '80 era di 2.5 giorni/anno, non così lontana. Calando sui 500/600 metri il clima estivo di oggi è paragonabile a quello di Trento fino agli anni '80. Una escalation dovuta all'aumento di gas serra e a questo punto, allargando lo sguardo al pianeta, è sempre più probabile l'innesco di effetti di feedback come l'incremento di umidità in atmosfera per la maggior evaporazione dai mari più caldi: il vapore acqueo è anch'esso un efficace gas serra''.

 

Quindi la conclusione: ''Le carote di ghiaccio estratte in Groenlandia e in Antartide (fino a 800.000 anni di dati continui) hanno permesso di ricostruire delle variazioni climatiche repentine in passato, che erano causate da minime variazioni naturali di CO2 fra i 190 ppm - parti per milione (fasi glaciali) e i 280 ppm (fasi interglaciali). Oggi siamo fuori scala, a 425 ppm​ e aumentiamo di oltre 3 ppm all'anno. Piccole variazioni di CO2 sono state quindi in grado in passato di innescare variazioni non lineari, come le alterazioni della circolazione nord-atlantica che noi conosciamo in superficie come Corrente del Golfo''.

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