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| 01 mar 2024 | 19:39

Strage di Lutago, ubriaco travolse con l'auto un gruppo di giovani e ne uccise 7: Stefan Lechner è stato condannato a sette anni di carcere

Stefan Lechner, nel gennaio del 2020, messosi alla guida nonostante l'alto tasso alcolemico aveva falciato a forte velocità un gruppo di turisti tedeschi nella località di Lutago, in Valle Aurina. Sei di questi, tutti tra i 20 e i 25 anni, avevano perso la vita sul colpo, mentre 11 erano stati i feriti, di cui 4 in gravissime condizioni. Uno di loro era morto il giorno successivo

BOLZANO. Stefan Lechner è stato condannato a sette anni di carcere. L'automobilista 29enne la notte tra il 4 e il 5 gennaio 2020, a Lutago, al volante della sua macchina con un tasso alcolemico quattro volte superiore al limite consentito, ha investito un gruppo di ragazzi tedeschi, uccidendone sette.

 

Una tragedia enorme e che ha visto nelle scorse ore la sentenza. Il pubblico ministero aveva chiesto dieci anni ma alla pena massima di diciotto anni prevista per l'omicidio stradale è stato tolto un terzo in quanto è stato scelto il rito abbreviato e poi ci sono state delle attenuante generiche riconosciute. 

 

LA TRAGEDIA
Stefan Lechner, nel gennaio del 2020, messosi alla guida nonostante l'alto tasso alcolemico aveva falciato a forte velocità un gruppo di turisti tedeschi nella località di Lutago, in Valle Aurina. Sei di questi, tutti tra i 20 e i 25 anni, avevano perso la vita sul colpo, mentre 11 erano stati i feriti, di cui 4 in gravissime condizioni. Uno di loro era morto il giorno successivo mentre attualmente un altro versa in una situazione di coma irreversibile.

 

A causa delle condizioni psicofisiche fortemente alterate, Lechner non si era accorto della presenza lungo il ciglio della strada dei giovani appena scesi da un pulmino in ritorno da una discoteca. Con un tasso alcolemico di 4 volte superiore al consentito, a bordo della sua Audi TT Coupè, colpisce prima il gruppo di giovani per poi perdere il controllo dell'auto e finire contro un cumulo di neve a bordo strada.

 

Apparso sin da subito sconvolto, il giovane ripeté a più riprese di volersi uccidere, prostrato e in stato di shock. Per lui, accompagnato in carcere, sorvegliato 24 ore su 24 e trattato con calmanti, si decise successivamente una terapia di recupero cominciata nell'ospedale di Bressanone e proseguita con la misura degli arresti domiciliari nell'abbazia, dove Lechner si occupava dei frati e della cura degli anziani.

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