Archiviazione del caso F32, Leal: "Non si può chiudere così la morte di un’orsa simbolo della biodiversità alpina, faremo opposizione all’archiviazione"
“La morte di un’orsa protetta non può essere archiviata senza una spiegazione chiara, la mancata comunicazione alimenta il sospetto di una gestione opaca della fauna selvatica in Trentino” spiega Gian Marco Prampolini, presidente di Leal

BOLZANO. “L’archiviazione del caso F32 è un fallimento per la trasparenza e per la tutela degli animali. Non possiamo accettare che la morte di un esemplare di orso bruno, simbolo della biodiversità alpina, venga liquidata con un semplice ‘non luogo a procedere’. Faremo opposizione all'archiviazione”. A dirlo è Gian Marco Prampolini, presidente di Leal a seguito della notizia diffusa nella giornata di ieri dalla Provincia di Trento.
In una nota è stato spiegato che la Procura della Repubblica di Trento ha disposto l’archiviazione dell’indagine relativa al decesso dell’orsa F32. L’esemplare di 9 anni era stato rinvenuto il 15 marzo scorso nei boschi della Bassa Val di Sole. Fino a questo momento l’informazione del ritrovamento e l’attività investigativa erano coperte da segreto istruttorio: il Nucleo operativo specialistico del Corpo forestale del Trentino ha supportato le attività di indagine coordinate dall’Autorità giudiziaria, al fine di accertare le cause della morte e ogni eventuale responsabilità connessa.
“La Procura della Repubblica di Trento ha chiuso l’indagine – spiega in una nota la Leal - escludendo l’ipotesi di bracconaggio in assenza di elementi di reato, ma senza chiarire le cause esatte del decesso. Non sono state rilevate tracce di piombo né segni di intervento umano diretto”.
L'associazione aveva richiesto l’accesso agli atti e la partecipazione all’autopsia per garantire trasparenza, ma non ha ricevuto riscontro sulle conclusioni. “La morte di un’orsa protetta non può essere archiviata senza una spiegazione chiara – dichiara Prampolini - la mancata comunicazione alimenta il sospetto di una gestione opaca della fauna selvatica in Trentino”.
Il presidente di Leal continua spiega che sarà richiesto alle “istituzioni provinciali di fare piena luce su questa vicenda e di garantire un monitoraggio indipendente in tutti i casi futuri. La fauna selvatica non è un problema da gestire con segretezza, ma un patrimonio da proteggere con responsabilità”.
Leal, infine, ribadisce l’appello a istituire protocolli di indagine condivisi, accessibili a esperti indipendenti e associazioni, per garantire che ogni morte di orso sia accertata con rigore scientifico e massima trasparenza.













