"Ha rischiato la propria vita per proteggere il piccolo". Così l'agente ha salvato il bambino di 10 anni che correva in mezzo alla Valsugana
Alcuni giorni dopo l'incredibile salvataggio di un bambino sulla SS 47 della Valsugana da parte di un agente della Polizia Locale Alta Valsugana, in quel momento fuori servizio, il comandante del corpo valsuganotto Alberto Adami elogia l'operato del collega. "Ha pensato solamente a mettere in sicurezza il piccolo con un gesto di grande coraggio e mettendo in campo tutta la sua esperienza. Verrà proposto per una benemerenza"

PERGINE VALSUGANA. Ha capito immediatamente che, solamente per miracolo, non si era ancora consumata una tragedia. E non c'era nemmeno un secondo da perdere e, allora, dimostrando un'incredibile prontezza di riflessi e un sangue freddo certamente non comune, è intervenuto subito. In maniera rapida, efficace, decisiva.
Ha capito che bisognava fare in fretta, senza però mettere a rischio l'incolumità del piccolo e degli altri utenti della strada: l'agente della Polizia Locale Alta Valsugana, che si apprestava a prendere servizio e si stava recando in caserma a bordo del proprio scooter, ha rallentato gradualmente la velocità, posizionandosi a cavallo delle due corsie e impedendo così alle auto, ai furgoni e ai camion che lo seguivano di superarlo
Così facendo - favorito anche dal fatto che stesse indossando la divisa d'ordinanza e, dunque, facilmente identificabile dagli automobilisti, è riuscito a mettere alcuni metri tra lui e gli altri mezzi "proteggendo" fisicamente il bambino che, in quel momento, stava correndo a zig zag in mezzo ad una delle arterie più trafficate dell'intero Trentino, la SS 47 della Valsugana.
E' riuscito ad avvicinarsi al piccolo, lo ha fatto spostare, indirizzandolo sul lato destro della carreggiata e lo ha posto in condizione di sicurezza, scortandolo sino al ciglio della strada, in attesa dell'arrivo della pattuglia e della madre, che ha così potuto riabbracciare il figlio.
Ma cosa è successo martedì 29 luglio sulla Valsugana? (Qui articolo). Durante la mattinata il piccolo, di circa 10 anni, era sfuggito al controllo di chi lo stava accompagnando in quel momento, mentre si trovava nei pressi della stazione ferroviaria di Pergine Valsugana.
Il bimbo si è allontanato, è uscito subito dal campo visivo di chi si trovava con lui, ha percorso in solitaria un lungo tratto di strada, affrontando probabilmente anche il sottopasso, per poi entrare in statale dove, per sua fortuna, ha trovato un "angelo custode" che si è preso cura di lui, lo ha "protetto" e lo ha tratto in salvo.
"Devo ringraziare l'agente - esordisce il comandante della Polizia Locale Alta Valsugana, Alberto Adami - perché, senza esitare nemmeno un secondo, ha messo a repentaglio la propria sicurezza per mettere in salvo un utente debole della strada. Il fatto che, in quel momento, fosse fuori servizio, rende ancora più significativo ed esemplare il gesto che ha compiuto. Certamente lo proporrò per una benemerenza. Ha dimostrato di possedere sangue freddo, prontezza di riflessi e di avere grande padronanza nella gestione della viabilità: la manovra che ha compiuto con lo scooter avrebbe potuto essere pericolosa ma, con grande esperienza, ha saputo rallentare il traffico, senza creare problemi agli altri utenti. Per noi è motivo di grande orgoglio e, in questo momento, nel quale celebriamo giustamente l'operato di un collega, voglio anche ringraziare tutti gli altri agenti che quotidianamente lavorano, ponendosi sempre al servizio della comunità. Noi siamo eroi, facciamo il nostro dovere".
Dell'agente si sa solamente che è un elemento di grande esperienza e, lui stesso, è rimasto stupito del clamore della notizia che, nel volgere di poche ore, ha fatto il giro d'Italia.














