Milano-Cortina 2026, scoppia il caso degli alloggi per i militari: "Spazi insufficienti, alloggi piccoli e poche cassette di sicurezza per le armi", l'allarme del sindacato
Tra le criticità segnalate dal Sindacato Nazionale Finanzieri anche la presenza di pochi parcheggi per i mezzi di servizio, promiscuità con civili anche in palazzine destinate al contingente e addirittura il servizio di cambio biancheria inizialmente previsto una sola volta a settimana

TRENTO. Olimpiadi Milano-Cortina 2026? L’Italia si prepara ad accogliere il proprio personale militare in alloggi che definire “inadatti” è un eufemismo. A denunciare la situazione è il Sindacato Nazionale Finanzieri, dopo un sopralluogo.
Appartamenti piccoli, spazi insufficienti per equipaggiamenti e armadietti, assenza in alcuni casi di cassette di sicurezza per le armi, pochi parcheggi per i mezzi di servizio, promiscuità con civili anche in palazzine destinate al contingente.
“Sono presenti rilevanti criticità sotto il profilo della sicurezza, della dignità abitativa e della funzionalità operativa. La gestione logistica appare affidarsi quasi esclusivamente alla capacità di adattamento del personale, senza che siano stati previsti standard minimi vincolanti per le strutture ricettive né quote di posti realmente riservati”, spiega il sindacato.
Le sistemazioni individuate riguardano prevalentemente appartamenti di tipo civile, circa duecento unità complessive, in alcuni casi ricavati in intere palazzine dove è prevista anche la presenza di civili.
“Tutti gli alloggi – viene spiegato – finora visionati risultano dotati di cucina e bagno, ma il servizio di cambio biancheria è attualmente previsto una sola volta a settimana. Solo a seguito di forti insistenze si è ottenuto un raddoppio della frequenza, pur con la dichiarata impossibilità di ulteriori incrementi per carenza di personale addetto; è prevista unicamente l’attivazione di un servizio tecnico di emergenza”.
È stata inoltre comunicata una distribuzione del personale tra le tre Forze di Polizia nella misura del 33% ciascuna, partendo dagli alloggi ritenuti migliori, circostanza che implica inevitabilmente l’esistenza di soluzioni di livello inferiore per una parte del contingente.
Nel suo complesso, spiega sempre il sindacato, la gestione degli alloggi “appare ad oggi frammentata e potenzialmente caotica”. La località alloggiativa principale individuata è Livigno, che dispone di circa quindicimila posti letto, mentre il personale impiegato sarà composto da circa seicento militari, alloggiati in appartamenti che ospiteranno da due a quattro unità.
Durante le ispezioni, però, “sono stati rilevati ambienti con superfici inferiori ai quattordici metri quadrati, altezze non idonee e spazi decisamente insufficienti per l’armadiatura e per il ricovero del materiale personale e operativo. In numerosi casi è stata riscontrata anche la totale assenza di cassette di sicurezza conformi per il deposito delle armi, elemento che incide in modo diretto sui profili di sicurezza”, ha spiegato il Sindacato Nazionale Finanzieri.
Ulteriore elemento di forte criticità riguarda la disponibilità dei parcheggi, spesso ridotta o del tutto assente per i mezzi di servizio, così come la promiscuità con civili all’interno degli stessi complessi residenziali, dove, viene spiegato, “non risultano previste misure minime di tutela per la sicurezza del personale, degli equipaggiamenti e dei veicoli”.
Anche il servizio vitto è nel mirino del sindacato perché presenta “evidenti limiti, poiché pranzo e cena sono garantiti esclusivamente alla mensa della Croce Rossa, mentre la colazione è prevista in bar convenzionati, senza alternative né possibilità di modulazione del servizio”.
“Alla segnalazione delle criticità riscontrate non sono state al momento fornite soluzioni accettabili, che di certo non possono essere costituite dall’utilizzo di Corimec o strutture di tipo Compound”.
A seguito di quanto emerso, il Sindacato Nazionale Finanzieri ritiene “indifferibile un riesame complessivo delle strutture” previste per l’alloggiamento del personale militare, con particolare attenzione ai profili della sicurezza, della vivibilità, dell’operatività e del rispetto dei requisiti minimi di dignità e funzionalità.
“Il rischio concreto, allo stato attuale, è quello di compromettere l’efficienza del personale impiegato e di generare criticità operative gravi nel corso dell’evento”, continua il sindacato, che spiega infine: “Ciò che va invocato non è certo lo 'spirito di adattamento' tipico del militare, ma una vera e propria rivisitazione delle soluzioni alloggiative prospettate, al fine di rendere quantomeno 'accettabile' la condizione lavorativa dei finanzieri che verranno impiegati”.












