Allevatore ucciso incornato da un suo toro, abbattuto l'animale ritenuto pericoloso
A perdere la vita nella serata di giovedì Remo Filippini allevatore di San Vito di Bedizzole. Il corpo ritrovato dal figlio che ha dovuto a sua volta avere a che fare con il bovino in stato di particolare agitazione

BEDIZZOLE. E' stato abbattuto il toro che giovedì sera ha ucciso l'allevatore Remo Filippini. Dopo perizia, infatti, ne è stata riconosciuta la pericolosità e così si è proceduto alla soppressione dell'animale che oltre ad aver incornato e ucciso il 74enne titolare della Società Agricola di San Vito di Bedizzole, che portava il suo nome e cognome, ha creato problemi anche al figlio che nel tentativo di raggiungere il corpo del padre ormai esanime ha riportato alcune escoriazioni.
I fatti sono successi giovedì sera. Erano le 19.30 quando è avvenuta la macabra scoperta e non è stato facile per il figlio avvicinarsi al corpo del padre proprio per la presenza del toro che era ancora particolarmente agitato. Le ricostruzioni di quella tragedia spiegano che una volta calmato il bovino (come detto dopo aver riportato qualche escoriazione per riuscirci) il figlio ha raggiungo il genitore che però era ormai già senza vita. Ha chiamato i soccorsi che sono giunti sul posto. I sanitari non hanno potuto far altro che constare il decesso e i carabinieri hanno cercato sin da subito di ricostruire la dinamica dell'accaduto.
Il padre sarebbe stato incornato e schiacciato da uno dei suoi tori, come avrebbe ricostruito il pm di turno che ha disposto già in serata il rilascio della salma 'restituendo' il corpo ai familiari e chiudendo così immediatamente il caso. Venerdì mattina, nel frattempo, si è proceduto alla soppressione del toro protagonista di questa triste vicenda.
Il funerale di Remo Filippini si deve ancora celebrare, è fissato per il 24 agosto alle 10 nella Chiesa di San Vito di Bedizzole. Grande il cordoglio in tutta la comunità dove l'allevatore era molto conosciuto e stimato per la qualità dei suoi prodotti.














