Areale ferroviario, scatta la gestione straordinaria per superare uno stallo lungo decenni
L'emendamento approvato al Senato scardina i blocchi tecnici e finanziari che hanno fermato il progetto per due decenni. La Provincia: "Passaggio decisivo per sbloccare la situazione"

BOLZANO. Il progetto dell'areale ferroviario di Bolzano passa ai poteri straordinari.
Dopo vent'anni di stallo, l'approvazione di un emendamento al "decreto commissari" al Senato sposta la gestione fuori dalle procedure ordinarie.
L’obiettivo è uno solo: sbloccare un’opera che Rfi non ha mai considerato prioritaria e che la città aspetta dai tempi del piano "Ferroplan" di Silvano Bassetti.
In termini pratici, la legge apre la strada alla nomina di un commissario straordinario del Governo.
Il nome designato per questo ruolo è quello di Aldo Isi, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), che avrà il compito di monitorare l'intervento e sfruttare i poteri commissariali per garantire procedure snelle e tempi certi.
Soddisfazione è stata espressa dai vertici della Provincia.
Il presidente Arno Kompatscher ha parlato di un passo fondamentale per sbloccare lo stallo, mentre l’assessore Daniel Alfreider ha ringraziato il ministro Salvini e il senatore Meinhard Durnwalder per la mediazione.
Secondo Alfreider, la nuova stazione non sarà solo un restyling, ma il cuore della mobilità provinciale: un nodo strategico sull'asse del Brennero capace di offrire una reale alternativa all'auto per chi deve accedere al capoluogo.
Per capire la portata di questa novità, bisogna guardare indietro.
Quella dell’areale è una storia infinita che inizia nei primi anni duemila e che tra varianti e costi esorbitanti, si è scontrata soprattutto con il disinteresse strategico di Rfi, che non ha mai considerato l'areale una priorità.
Oggi, con il possibile conferimento dei poteri commissariali proprio all'AD di Rfi, la palla torna definitivamente nel campo delle Ferrovie.












