Dalla benzina sull'uscio dell'edicola al rogo del distributore, allarme per gli incendi: si indaga su un possibile legame tra i tre casi
Tre incendi in pochi giorni, tutti nel quartiere di Maia Bassa. I sospetti di un'azione dolosa sono forti e le indagini vanno avanti nel massimo riserbo

MERANO. Prima un'edicola, poi un negozio, infine un distributore di benzina.
Tre incendi in pochi giorni, tutti nel quartiere meranese di Maia Bassa, nel giro di poche strade, e il sospetto, o quantomeno il dubbio, che non si parli di sola sfortuna.
Il timore è quantomeno che i diversi casi siano collegati tra loro. Gli inquirenti, però, mantengono il massimo riserbo sui fatti della scorsa settimana e sulle piste che si stanno seguendo proprio in queste ore.
Si comincia con l'edicola Dalì di via Roma, lo scorso 12 settembre.
A dare l'allarme è stato un cliente del distributore automatico lì accanto, che ha visto le fiamme sulla porta d'ingresso del negozio, edicola e tabaccheria insieme.
Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Maia Bassa, di Merano e di Quarazze, oltre trenta pompieri e cinque o sei mezzi, e in mezz'ora l'incendio era spento.
Il fumo, intanto, si era diffuso nel palazzo, e i pompieri con gli autorespiratori sono dovuti entrare per individuare il focolaio, poi bonifica, controlli con la termocamera e ventilazione dei locali.
A evitare il peggio è stato un colpo di fortuna, perché le fiamme si sono propagate nell'edicola ma non hanno raggiunto i giornali. Con tutta quella carta pronta a bruciare, l'incendio avrebbe avuto conseguenze ben più gravi.
Il resto lo avrebbero raccontato le immagini della videosorveglianza.
Tre uomini avrebbero cercato di entrare da una finestra sul lato dell'edificio, scoprendo che era murata solo dopo aver forzato la tapparella. Un ingresso sbagliato, insomma, con tanto di fatica sprecata. A quel punto avrebbero versato del liquido infiammabile, forse benzina, sull'uscio del negozio e gli avrebbero dato fuoco.
Mercoledì 16 settembre è toccato a un negozio cinese, in via Toti. Stando a una segnalazione, un giovane con una tanica di liquido infiammabile avrebbe preso di mira l'esercizio. Il principio d'incendio è stato spento con l'estintore dal proprietario di un ristorante lì vicino, senza bisogno dell'intervento dei pompieri.
Il caso più serio è arrivato sabato 19 settembre, con il distributore Agip di via Piave, all'angolo con via Petrarca. A prendere fuoco lo shop con la cassa, fortunatamente con il distributore chiuso ma con la paura che le fiamme arrivassero alle cisterne del carburante. Sul posto una quarantina di vigili del fuoco di Merano, Maia Bassa e Quarazze, poi la Croce Bianca, la polizia di Stato, che si occupa delle indagini, i carabinieri e la polizia locale.
La zona è stata subito interdetta alla circolazione, anche per i fumi tossici che si stavano sprigionando, e per ore l'aria è rimasta pesante per l'odore di fumo, dovuto al materiale anche oleoso andato a fuoco. I pompieri hanno evitato il peggio, cioè che le fiamme raggiungessero l'area di rifornimento.
Si sono salvati anche la bar e l'appartamento sopra lo shop, e non ci sono stati feriti. Proprio perché gli interventi in quella zona si erano moltiplicati nei giorni precedenti, sono stati chiamati per accertare le cause anche i vigili del fuoco permanenti di Bolzano.
Insomma sono tante le domande aperte: i dettagli che tornano, il fatto che siano tanti tre incendi per un quartiere come Maia Bassa e in una città come Merano. Incendi, soprattutto, di questa portata.
Le indagini sono in corso, gli occhi delle forze puntati sulla città.


















