Dall'ordigno fatto brillare in poche ore, al batterio nello stadio del fondo, alla super nevicata. Ecco il "lato B" dell'Olimpiade: una sfida che il Trentino ha vinto
I numeri delle Olimpiadi in Trentino? Diciannove gare (dieci di sci nordico, sei di salto con gli sci e tre di combinata nordica). Gli atleti ospitati sul territorio provinciale sono stati 640. Gli operatori di Protezione di civile impegnati a supporto sono stati 1.600 e, ogni giorno, all'interno dell'ex maneggio di Predazzo, sono stati preparati tra i 900 e i 1.100 pasti caldi per i volontari e gli addetti ai lavori. Novanta sono stati i battitori impegnati sulla pista d'atterraggio del salto con gli sci a Predazzo e 950 sono state le persone trasportate ogni giorni da Trentino Trasporti, che ha messo in campo venti nuovi autobus elettrici

TRENTO. Un trionfo. Non solamente dal punto di vista sportivo, con il pubblico di Tesero e Predazzo che ha assistito a performance ed imprese clamorose (su tutte, quella del fuoriclasse norvegese Klaebo, che ha vinto 6 - dicasi 6 - medaglie d'oro in altrettante gare), esultando anche per gli azzurri del fondo, capaci di conquistare due straordinarie e insperate medaglie di bronzo, ma anche per quanto concerne gli aspetti logistici e organizzativi.
Insomma, bisogna dirlo: in Trentino le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 sono state un vero successo, con l'imponente macchina organizzativa che ha dimostrato, come del resto è straordinaria consuetudine, ancora una volta di essere assolutamente all'altezza anche di un evento a carattere planetario.
Gli atleti trentini hanno regalato alla nostra Provincia gioie immense, ma questo è un altro discorso e ognuno dovrà essere celebrato come merita. Adesso è il momento dei primi bilanci, della consapevolezza che tutto è andato bene, nonostante qualche potenziale "intoppo" che avrebbe potuto complicare, e non poco, le attività, a cui il Trentino ha risposto subito e bene.
Le parole del presidente del Comitato Olimpico Internazionale Kirsty Coventry e del presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò, pronunciate durante l'evento di chiusura, sono state significative. Per tutta l'Italia e anche per la provincia di Trento.
La numero uno del Cio ha parlato di "Giochi invernali mai visti primi, fissando un nuovo altissimo limite", mentre l'ex presidente del Coni, numero uno del Comitato Organizzatore, ha voluto citare tutte le le località che hanno ospitato le gare olimpiche e quel "grazie Italia" urlato a metà del suo intervento racchiude, ovviamente, anche il Trentino, che il suo l'ha fatto eccome.
Dunque, cosa ha messo alla prova, al di là dell'attività "ordinaria" (anche se, trattandosi di Olimpiadi, la "routine" non esiste), il Trentino durante le settimane olimpiche?
L'evento "più extra" è stato senza dubbio il ritrovamento di una granata arrugginita, forse risalente al secondo conflitto mondiale, a Moena, a pochi passi dal parcheggio "Bore" utilizzato come stallo per i mezzi degli spettatori degli eventi, mentre nel resto dell'anno è un'area dove viene accatastata la legna.
La zona è stata immediatamente delimitata e, nel giro di un paio d'ore, l'ordigno è stato fatto brillare dagli specialisti del Nucleo artificieri, intervenuti lungo l'argine dell'Avisio. La strada 48 delle Dolomiti è stata chiusa al traffico per pochi minuti, il tempo necessario per completare l'operazione in condizioni di massima sicurezza (Qui articolo).
Pochi giorni fa, in apertura dell'ultimo week end di gare, è stato invece rilevata la presenza Coxiella burnetii, un batterio diffuso soprattutto in ambienti rurali, legato alla presenza di animali d'allevamento, nei filtri dell'impianto di aerazione di alcune aree dello stadio del fondo di Tesero. Le tracce erano microscopiche e, come ha sottolineato Asuit, il batterio non è rischioso per atleti, personale e pubblico.
La situazione è stata monitorata secondo il presidio "Nbcr", l'attività specialisti che ha l'obiettivo di prevenire, individuare e gestire tempestivamente eventuali situazioni di rischio. Il controllo è stato continuo e ha riguardato aria, acquedotti e impianti fognari (Qui articolo).
A rendere ancora più magica l'Olimpiade trentina ci ha "pensato" la copiosa nevicata che si è abbattuta giovedì 19 febbraio praticamente sull'intera Provincia.
Il colpo d'occhio è stato sensazionale, l'atmosfera unica, insomma "Olimpica", ma l'abbondante precipitazione nevosa avrebbe potuto creare enormi disagi alla circolazione, soprattutto sulle vie di comunicazioni primarie (come, ad esempio, avvenuto in Valsugana). Ebbene, sono stati messi in campo una trentina di mezzi per lo sgombero, sia pubblici che privati, per ripulire le strade nei distretti della valle di Fassa, valle di Fiemme e valle di Cembra. E non sono stati riscontrati problemi alla circolazione (Qui articolo).
Ieri, domenica 22 febbraio, dopo la fine dell'ultima gara, ha chiuso ufficialmente i battenti la sala operativa provinciale allestita a Cavalese presso la locale caserma dei vigili del fuoco, che ha gestito il sistema di sicurezza e la gestione coordinata delle Olimpiadi in Val di Fiemme.
Il territorio è stato monitorato attentamente e in via continuativa per tutta la durata dell'evento, intervenendo sia su eventi legati alla manifestazione che sulle emergenze quotidiane della comunità locale, grazie alla presenza del distaccamento della Centrale unica di emergenza, per un totale di 350 chiamate relative alla "zona gialla" (Valli di Fiemme e Fassa), 170 contatti per la "zona arancione" (i territori di Cavalese, Tesero, Predazzo, Ziano e Panchià) e sei avvenimenti che hanno interessato la "zona rossa", all'interno della quale si trovavano le aree di gara e il villaggio olimpico.
"Sono stati quindici giorni intensi - queste le parole del commissario olimpico e dirigente generale del dipartimento protezione civile, foreste e fauna della Provincia Autonoma di Trento Stefano Fait -, in cui abbiamo dimostrato concretamente il valore di un sistema integrato, che ha visto anche l'efficace collaborazione della Fondazione Milano - Cortina. Questa esperienza rappresenta un patrimonio organizzativo e umano che resterà anche per il futuro".
Orgoglio e soddisfazione sono i sentimenti espressi dal Governatore Maurizio Fugatti, che ha ha partecipato anche alla cerimonia di chiusura dei Giochi, presenziando all'Arena di Verona.
"Si chiudono Giochi straordinari, che hanno mostrato al mondo la capacità dei territori alpini di lavorare insieme con efficienza, competenza e visione - ha dichiarato Fugatti -. Il Trentino ha dato un contributo importante in termini di organizzazione, accoglienza, qualità degli impianti e partecipazione delle comunità. A tutti gli atleti, ai volontari, alle forze dell’ordine, ai tecnici e a chi ha lavorato dietro le quinte va il nostro ringraziamento. Questa Olimpiade rappresenta una grande opportunità per il futuro: rafforza l’immagine internazionale delle nostre montagne e lascia un’eredità concreta per lo sviluppo dello sport, del turismo e dell’economia. Al Trentino vanno i complimenti per il lavoro svolto e per la capacità di fare squadra, dimostrando ancora una volta professionalità, passione e spirito di comunità".
I numeri delle Olimpiadi in Trentino? Diciannove gare (dieci di sci nordico, sei di salto con gli sci e tre di combinata nordica). Gli atleti ospitati sul territorio provinciale sono stati 640. Gli operatori di Protezione di civile impegnati a supporto sono stati 1.600 e, ogni giorno, all'interno dell'ex maneggio di Predazzo, sono stati preparati tra i 900 e i 1.100 pasti caldi per i volontari e gli addetti ai lavori.
Novanta sono stati i battitori impegnati sulla pista d'atterraggio del salto con gli sci a Predazzo e 950 sono state le persone trasportate ogni giorni da Trentino Trasporti, che ha messo in campo venti nuovi autobus elettrici e dieci a metano. A questi si sono aggiunti 15 autobus di una ditta privata per il collegamento tra la val di Fiemme e la stazione ferroviaria di Ora, 35 navette per trasportare gli spettatori dai siti di gara ai parcheggi e dieci autobus quale potenziamento del normale servizio di linea.












