Dramma sulla ciclabile, la caduta in bici e l'impatto violentissimo al suolo, poi un calvario di sette mesi in ospedale e la morte: addio alla farmacista Francesca Pilla
La donna aveva riportato ferite gravissime dopo una caduta, è spirata nella notte in ospedale

SAN CANDIDO. Una tragica fatalità lungo la ciclabile della Val Pusteria che si è trasformata in dramma lo scorso mercoledì notte, quando il cuore di Francesca Pilla ha smesso di battere all'ospedale di Portogruaro.
La sessantenne, stimata farmacista veneta, era rimasta vittima di un gravissimo incidente lo scorso 2 giugno, mentre si dedicava alla sua passione per il cicloturismo in uno dei tratti più suggestivi delle Alpi, quello che collega San Candido al confine austriaco.
L'incidente si è verificato durante un'escursione che avrebbe dovuto essere un momento di svago. Mentre percorreva il tracciato in direzione Lienz, Francesca Pilla ha improvvisamente perso il controllo della propria bicicletta, precipitando al suolo. L'impatto della testa contro il terreno è stato violentissimo: nonostante le protezioni e la natura controllata del percorso, le lesioni cerebrali sono apparse sin dai primi istanti di una gravità estrema.
I soccorritori, intervenuti d'urgenza sulla pista ciclabile, avevano subito compreso la criticità del quadro clinico, disponendo il trasferimento immediato in elicottero verso il presidio ospedaliero più attrezzato per la gestione dei grandi traumi cranici. Da quel momento è iniziato un calvario durato oltre sette mesi, durante i quali la donna è stata sottoposta a diversi interventi e a lunghi periodi di terapia intensiva, prima del trasferimento in Italia per tentare un percorso riabilitativo che, purtroppo, non ha dato gli esiti sperati.














