L'appello: "Cerco i reduci ancora in vita della Campagna di Russia per raccogliere le loro storie. Ne ho trovati nove in tutta Italia: ecco chi sono"
L'appello, rilanciato negli scorsi giorni anche dall'Associazione nazionale combattenti e reduci, arriva da Alessandro Vanni - già autore di "Viaggio nella memoria. I reduci della Grande guerra 90 anni dopo". "Un mio prozio - racconta - è tra i dispersi della Campagna di Russia e in parte anche questo mi ha spinto a dedicarmi a questa ricerca"

TRENTO. Non solo archivi e documenti ufficiali; non solo lettere, diari; non solo giornali, fotografie e filmati; non solo i reperti e le tracce indelebili sul terreno. Oltre alla materialità, quando gli eventi sono ancora vicini a noi, quando si racchiudono quindi nello spazio cronologico della vita umana, la ricostruzione storica può avvalersi anche di fonti orali dirette. Certo, le memorie – soggettive, inevitabilmente, e spesso emotive – non possono e non devono sostituirsi a un racconto documentato del passato, a quella “scienza degli uomini nel tempo” che, spiega Marc Bloch, deve interrogare attivamente le testimonianze che si trova davanti, in un'analisi critica delle tracce del passato. Proprio per questo però, raccogliere quelle voci è importante per consegnare al tempo le loro storie, i loro ricordi, affidandoli alla memoria storica collettiva e, in definitiva, salvandole dall'oblio.
È questo, in definitiva, l'obiettivo che Alessandro Vanni, ingegnere riminese appassionato di storia e già autore di “Viaggio nella memoria. I reduci della Grande guerra 90 anni dopo” si è prefissato nel ricercare i reduci ancora in vita della Campagna di Russia, che tra il 1941 e il 1943 ha visto impegnati circa 230mila soldati italiani. Un episodio noto e doloroso, la cui storia - o meglio, le cui storie - Vanni vuole raccogliere partendo dalle voci dei pochi uomini rimasti a poter raccontare la loro esperienza in prima persona.
“Venti anni fa ho lavorato a lungo sui reduci della Prima guerra mondiale – dice lo stesso Vanni a il Dolomiti – riuscendo a rintracciare gli ultimi combattenti in vita e a raccogliere le loro storie. E quest'anno ho iniziato a dedicarmi alla ricerca dei reduci ancora in vita dell'Armir, con l'intento di realizzare una sorta di 'censimento' in assenza di elenchi ufficiali”. Vanni è iscritto all'Unione nazionale italiana reduci di Russia – l'Unirr – e il suo legame con questo particolare avvenimento della Seconda guerra mondiale è anche familiare.
“Un mio prozio – racconta – il sottotenente Salvatore Pironi, Medaglia d'argento al valor militare, è tra i tanti caduti sul fronte russo, disperso nell'ansa del Don nel dicembre del '42, e in parte anche questo mi ha spinto a dedicarmi a questa ricerca. Per il momento, tramite ricerche su internet e attraverso le segnalazioni e i notiziari delle varie associazioni combattentistiche e d'arma (in particolare dell'Associazione nazionale alpini) sono riuscito a individuare nove persone: Giuseppe Bassi, artigliere classe 1919; Carlo Pestarino, alpino classe 1919, Nicolaci Michele, artiere classe 1920, Corrado Codignoni, telegrafista classe 1921, Vando Corradini, alpino classe 1921, Secondo Tamiozzo, alpino classe 1921, Sebastiano Barbagiovanni, fante classe 1922, Michele Melfa, genio ferroviere classe 1922 ed Erasmo Toni, alpino classe 1922”. Una lista che Vanni condivide proprio per continuare la sua ricerca e che, negli ultimi giorni, è stata condivisa anche dall'Associazione nazionale combattenti e reduci – sia sul sito che sulle pagine social.
“Per fare un esempio - dice ancora Vanni - l'ultimo reduce rintracciato in ordine cronologico è stato Michele Melfa, segnalatomi da Federico Moscuzza dell'associazione Lamba Doria. L'elenco dei reduci dovrebbe essere completo fino alla classe 1919, avendo verificato l'elenco nazionale degli uomini viventi più longevi, mentre per le classi più 'giovani' è presumibile che ci siano altri sconosciuti. Per questo chiedo gentilmente se qualcuno sia a conoscenza di altri reduci in vita o comunque di cui si hanno notizie recenti”.
“L'auspicio per i prossimi mesi – conclude – è di ottenere un elenco più completo e poi di riuscire a incontrare i reduci per ascoltare le loro storie. La mia ricerca in questo momento è ancora nelle fasi iniziali: ho scritto intanto a tutte le circa 60 federazioni delle associazioni combattenti e reduci, alle 30 sezioni della 'AssoFante' e alle numerosissime Penne nere in tutto il Paese, sono in attesa delle loro risposte e confido di trovarne altri".
Per info e segnalazioni alessandrovanni@alice.it












