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FVG
14 settembre | 19:01

Momenti di paura per un escursionista bloccato sul sentiero da quattro cani da pastore: “Ho avuto paura. Sarebbe potuta finire male, non arrivava nessuno”

L'escursionista ha condiviso la sua disavventura per Il Dolomiti. L'episodio si è concluso con un lieto fine, ma lo ha portato a interrogarsi su come facciano le amministrazioni a pubblicizzare itinerari che possono comportare pericoli per l'incolumità delle persone 

Momenti di paura per un escursionista bloccato sul sentiero da quattro cani da pastore: “Ho avuto paura

FORNI DI SOTTO (UDINE). Doveva essere una tranquilla giornata di trekking in montagna quella dello scorso 12 settembre quando un escursionista, impegnato a risalire la strada sterrata che da Forni di Sotto conduce verso il Passo Zauf, si è invece trovato improvvisamente la strada sbarrata da quattro cani da pastore che lo fronteggiavano ringhiando e abbaiando con fare aggressivo.

 

A raccontare l'accaduto è stato successivamente lo stesso escursionista sui suoi profili social: per fortuna è riuscito lentamente ad allontanarsi incolume dalla situazione in cui si trovava, ma tutto ciò invita ancora una volta alla riflessione sui rischi e su un rapporto tra attività locali e fruizione della montagna che mostra ancora qualche criticità.

 

Il Dolomiti ha raggiunto l'uomo, classe 1967, che ha preferito rimanere anonimo, ma che ha comunque voluto condividere la sua disavventura tracciando un quadro molto nitido sulle contraddizioni alla base di questi spiacevoli incontri, nonché degli incidenti che talvolta ne conseguono. 

 

“Avevo tempo, ero da solo e così ho deciso di risalire verso il Passo Zauf da Forni di Sotto – esordisce l'escursionista -, è un percorso un po' difficile perché è molto ripido e sono 700 metri di dislivello ma è allo stesso tempo estremamente suggestivo e spettacolare. La giornata era splendida. Ero quasi a 1.900 metri, poco prima della deviazione per i famosi bastioni di Costa Baton del monte Zauf, quando ho incrociato un gregge di pecore e capre. Improvvisamente sono comparsi davanti a me quattro cani da pastore, e lì ho avuto paura. Hanno iniziato a ringhiare e abbaiare mentre si avvicinavano, sentivo che se avessi fatto un altro passo sarebbe potuta finire male. Mi era già capitato di incontrare un cane in altre gite, ma quattro tutti assieme fanno molta impressione. Ho urlato, cercando di richiamare il pastore o qualcuno, ma non veniva nessuno, li avevano lasciati là con anche delle bacinelle d'acqua per chissà quanto tempo. Non potendo aggirare il gregge perché il sentiero era costeggiato da pendii erbosi molti impervi – prosegue -, ho iniziato così a indietreggiare lentamente, senza correre, ho ripreso mio malgrado la discesa e non sono stato inseguito, lungo la ripidissima carrareccia che avevo fatto fino a lì. E' stato frustrante dover abbandonare la camminata a pochi passi dal traguardo, ma non ho avuto altra scelta. Il fatto è che lasciare quattro cani da pastore liberi vicino a un sentiero senza nessuno che li controlli, oltre a essere illegale, penso sia molto pericoloso”.

 

Dopo lo spavento però, l'escursionista ha espresso una valutazione di più ampio respiro sull'atteggiamento in certi casi da parte delle istituzioni, legate al delicato equilibrio tra gli appassionati della montagna e le attività produttive tradizionali. 

 

“Fino a qualche anno fa questa non era una zona della Carnia molto frequentata, ma ultimamente le cose stanno cambiando, i bastioni di Costa Baton sono sempre più pubblicizzati, si vedono dappertutto e i frequentatori sono in aumento. Pertanto mi chiedo, come possono le istituzioni spronare la gente a visitare queste montagne passando vicino ai sentieri battuti dai pastori, esponendo le persone al rischio di contatto con dei cani, anche di grandi dimensioni e incustoditi? Evidentemente in paese non hanno idea di quello che accade 1200 metri più in alto. Forse prima di avviare certe campagne promozionali sarebbe necessaria un po' di consapevolezza in più”. 

 

Passare vicino a un gregge rappresenta spesso un fattore di rischio niente affatto astratto. Nel solo mese di agosto si sono registrati due casi di persone aggredite o morse dai cani da guardiania nelle Alpi orientali, ed è per tale ragione che la presenza di questi animali, così utili a pastori ed allevatori, rappresenta un rischio da non sottovalutare, e che richiede in caso di incontro il mantenimento delle raccomandazioni contenute anche sul vademecum diffuso dal Club alpino italiano. 

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