Pronto soccorsi pieni. Troppe persone vi si recano anche solo con l'influenza: ''Conseguenza anche della debolezza degli altri servizi sanitari''
Oltre novanta pazienti complessivi erano presenti stamattina nel solo pronto soccorso dell'ospedale di Cattinara a Trieste, in un quadro di criticità dovuto alla carenza di personale che nei principali centri della regione si presenta rafforzato dall'arrivo di numerose persone affette da mali stagionali

TRIESTE. “La situazione al pronto soccorso di Trieste è insostenibile prima di tutto a causa della carenza del personale, e quello che c'è è stanco e stressato da turni massacranti. A Cattinara è sempre pieno perché a causa della debolezza dei restanti servizi in molti vanno lì anche se hanno solo una comune influenza”. Lo ha dichiarato a Il Dolomiti Gabriella Pison, già medico dell'ospedale di Cattinara di Trieste, in merito alla pressione che stanno subendo in questi giorni i pronti soccorso dei principali centri regionali. Basti pensare che a Trieste anche oggi il pronto soccorso di Cattinara si presenta intasato dai pazienti presi in carico. Solo nella mattina odierna, il numero di pazienti complessivo ha superato le novanta persone. Dopo il picco influenzale raggiunto durante le festività natalizie e il brusco calo delle temperature dei giorni scorsi sono inoltre tornate ad incalzare le patologie associabili alle difficoltà respiratorie. In questi giorni il personale sanitario triestino è stato impegnato nel fare i conti con spazi insufficienti, carenza di organico e il recente periodo di chiusura dei medici di medicina generale, che hanno incentivato l'afflusso al pronto soccorso.
A Trieste infatti è noto che, pur essendo presenti due ospedali con rispettivi servizi di pronto soccorso, Maggiore e Cattinara, per vari motivi le persone tendono a concentrarsi prevalentemente su Cattinara, come spiegato da Pison: “E' vero che l'ospedale Maggiore non è attrezzato per patologie complicate, Per esempio - prosegue la dottoressa - non ha un reparto di ortopedia, se non gli ambulatori. Il risultato complessivo è quindi che troppo spesso la persona va a intasare il pronto soccorso di Cattinara anche per altri casi come un'influenza comune, e l'influenza andrebbe curata a casa”.
La riflessione in questo caso coinvolge anche la figura del medico di base, che dovrebbe frapporsi tra il malato e la struttura ospedaliera per interlocuzione o prima cura, ma il cui ruolo appare sempre più complicato. Tanti pazienti, troppi rispetto alle risorse umane che ci sono a disposizione, rigide procedure per accedere agli ambulatori (sempre più rari sono i medici che vanno di casa in casa come avveniva un tempo) con orari precisi e appuntamenti e allora l'utente è portato a recarsi direttamente in ospedale anche per malattie più ''semplici'' come le influenze stagionali.
In quasi tutti i capoluoghi del Friuli Venezia Giulia si torna pertanto a parlare di gravi criticità nei reparti di pronto soccorso dei rispettivi nosocomi.. Secondo il sindacato Nursind all'ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone si sono registrate oltre sette ore di attesa per i codici meno gravi, mentre l'Ansa riferisce di duecento accessi al giorno circa al Santa Maria della Misericordia di Udine, pur senza particolari criticità secondo l'Azienda sanitaria "Asufc".












