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FVG
01 ottobre | 17:29

Quintali di rifiuti smaltiti illegalmente tra cassonetti del centro città e aree di raccolta: 44 persone indagate, nel mirino anche una grossa società

Le denunce sono scattate a seguito di una lunga attività di monitoraggio e osservazione preventiva compiuta dal nucleo della Polizia ambientale: iscritti nel registro anche i vertici di una grossa società di stoccaggio di rifiuti per la presunta concorrenza nella mala gestione dei materiali

Immagine generata con Ai
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TRIESTE. Trasportavano svariati quintali di rifiuti, anche pericolosi, senza autorizzazioni e se ne sbarazzavano gettandoli tra i cassonetti del centro città e scaricandoli nelle aree di raccolta per eludere il costo del conferimento, questa l'ipotesi al centro dell'inchiesta del reparto di Polizia ambientale della Polizia locale di Trieste che ha portato all'iscrizione al registro degli indagati quarantaquattro persone, oltre che al setaccio di 2.803 formulari sospetti, nonché a perquisizioni e sequestri in una società autorizzata allo stoccaggio di rifiuti.

 

Tutto è cominciato grazie a una lunga attività di osservazione condotta dal nucleo ambientale della polizia comunale, alla quale hanno fatto seguito appostamenti e pedinamenti che hanno individuato l'abbandono illecito dei materiali nei posti più disparati, dai cestini della città ai centri per la raccolta, compiuti da persone che, da quanto si apprende, erano perlopiù sprovviste della necessaria iscrizione all'Albo gestori ambientali.

 

Nel mirino è finita anche una grossa società dedita allo stoccaggio di rifiuti non pericolosi. Stando alle indagini infatti, parallelamente alla propria regolare attività, la struttura accoglieva diversi soggetti che lasciavano illecitamente o trafficavano buona parte dei rifiuti, in maggioranza costituiti da scarti do cantieri edili. I successivi approfondimenti eseguiti assieme al servizio ispettivo dell'Arpa hanno fatto scattare le perquisizioni nella struttura con relativo sequestro dei 2803 formulari di trasporto nonché denunce in serie verso 44 persone, a causa di difformità riscontrate tanto nello stoccaggio dei rifiuti quanto nelle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni.

 

Ad essere denunciati sono stati anche gli amministratori e i legali rappresentanti della società. In una nota ufficiale l'ispettorato della Polizia locale ha rimarcato la gravità dello scarico di rifiuti fuori norma in virtù di un danno causato alla collettività, collegato anche ai rischi per l'inquinamento ambientale.

 

“L’assenza dei formulari di identificazione dei rifiuti (F.i.r.) o l’indicazione di dati non corretti non costituisce una mera irregolarità formale – precisano le forze dell'ordine - ma rappresenta una potenziale minaccia per l’ambiente, poiché l'omissione di tali presidi documentali spezza irrimediabilmente la catena di custodia e rende impossibile ricostruire il percorso e la tipologia dei materiali dal produttore all'impianto finale, innescando altresì un meccanismo di concorrenza sleale a danno dei trasportatori regolari che operano nel pieno rispetto della legalità”.

 

Una grande quantità di documenti, compresi anche i formulari, sono passati quindi al setaccio degli inquirenti per verificare la presenza di tutte le irregolarità di sorta, mentre gli indagati rimangono ora a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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