Rotta balcanica, si rovesciano grossi barconi, decine di migranti dispersi nelle paludi: "È una zona impervia tra acqua gelida e vento forte. Si temono vittime"
Le operazioni di salvataggio sono avvenute in condizioni critiche nella zona tra Bosnia e Croazia. Trenta persone in totale sono state salvate ma si temono altri dispersi

ZAGABRIA. Decine di persone intente ad immettersi irregolarmente nei territori Ue sono rimaste bloccate nelle paludi del basso corso del fiume Sava, al confine tra Bosnia e Croazia nella notte tra il 31 marzo e l'1 aprile, a seguito del rovesciamento dei barconi su cui viaggiavano e comportando la movimentazione di una vasta operazione di ricerca e recupero di un gran numero di migranti dispersi, dove non si escludono, purtroppo, anche dei morti.
La situazione è resa particolarmente critica in quanto si tratta di una zona nota già di per sé per essere di difficile percorrenza, ma che risulta ulteriormente complicata dalla presenza di un meteo particolarmente rigido per il periodo e di venti forti che si registrano in queste ore nei Balcani.
In tal senso il ministro dell'interno croato Davor Božinović ha dichiarato ai media locali di aver dispiegato circa 100 uomini in una vasta operazione di ricerca e salvataggio che per tutto il giorno ha vito l'impiego anche di droni ed elicotteri in forze congiunte tra la protezione civile croata, pompieri e polizia.
"È in corso una vasta operazione di soccorso -- ha detto il ministro croato al programma radiofonico croato "A sada Vlada" - Diverse persone sono rimaste intrappolate nella zona paludosa intorno a Babina Greda, circa 240 chilometri a sud-est di Zagabria. L'intervento si sta concentrando in una zona impervia. Sono state salvate 30 persone perlopiù originarie di India, Bangladesh, Pakistan e Afghanistan. Otto di loro sono stati ricoverati in ospedale, principalmente a causa dell'ipotermia, e sono in corso accertamenti per altre 22 persone. L'obiettivo è stabilire non solo la loro identità, ma anche le modalità con cui sono entrate in Croazia e se vi siano stati complici nell'attraversamento illegale”.
Ecco quindi che, dietro a questa ennesima triste pagina, c'è ancora una volta l'ombra della mano dei trafficanti di persone, che portano i migranti ad attraversare il confine in modo illecito mettendo così a repentaglio la vita di questi, come ha concluso il ministro Božinović: “E' probabile che anche dietro questa ondata migratoria ci sia la mano dei trafficanti, aspetto sul quale continuano ad indagare le forze dell'ordine. L'anno scorso si sono registrati 14 decessi, e quest'anno abbiamo già due casi di annegamento".
Negli ultimi 12 anni sono più di 400 le persone che, tra morti e dispersi, sono finite vittime nella marcia terribile della rotta balcanica.












