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Belluno
17 luglio | 12:46

"Era un pascolo verde, dolce e fertile, ora è sommerso da materiale di scavo. Una triste storia", De Zanna interroga il sindaco di Cortina: "Quello sarebbe terreno di qualità?"

La consigliera comunale Roberta De Zanna (Cortina Bene Comune) lancia l'allarme e chiede spiegazioni all'amministrazione a riguardo del pascolo dei Ronche a Cortina d’Ampezzo: "Occorre verificare se il deposito di materiale attualmente sparso su tutta la zona corrisponde veramente a quel terreno di qualità previsto nella relazione tecnica del 6 aprile 2017 che ha consentito la concessione del permesso"

di Redazione

CORTINA D'AMPEZZO. "C’era una volta un pascolo dolce ed ubertoso: potrebbe cominciare così la triste storia del pascolo dei Ronche a Cortina d’Ampezzo. Infatti, su quello che era uno dei pascoli più fecondi della valle in quanto composto da terra rossa del “Raibl” (un tipo di roccia) , dal 2018 e successiva proroga è in essere un progetto di 'ricomposizione ambientale' che permette il conferimento di circa 39.000 metri cubi di terreno vegetale, laddove con questo termine si intende un terreno ricco di sostanza organica, microorganismihumus e nutrienti, non certo un generico materiale di scavo". 

 

Il grido d'allarme, ambientale e politico, arriva dalla consigliera Roberta De Zanna (Cortina Bene Comune), che apre la questione con un rapido excursus sulla storia del pascolo ampezzano: "Dopo la rinuncia al suo acquisto da parte delle Regole d’Ampezzo, cosa di cui col senno di poi ci si rammarica, il terreno è passato di mano, per finire oggi in proprietà alla ditta Renco Spa che sta realizzando il progetto dell’ex stazione di Cortina d’Ampezzo la quale, oltre a conferire il materiale di scavo, ha ottenuto anche la possibilità di costruire una quarantina di alloggi da cantiere per i propri operai".

 

"Ma tornando al nostro pascolo dei Ronche al Pra del Gabona - prosegue De Zanna -, abbiamo presentato un’interrogazione al Sindaco per verificare se il deposito di materiale attualmente sparso su tutta la zona corrisponde veramente a quel terreno di qualità previsto nella relazione tecnica del 6 aprile 2017 che ha consentito la concessione del permesso. Solo così si potrà sperare che un domani non troppo lontano, quel terreno possa tornare alla sua destinazione originaria di pascolo, al servizio magari della vicina stalla, anche se purtroppo è più probabile che con tutto il materiale che è stato scaricato, ci vorranno decenni prima che si possa recuperare almeno  in parte quello che era uno dei pascoli più fertili del paese". 

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