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Consegnò l'ultima dose a Stefano, arrestato per omicidio colposo

Le indagini sono partite dopo il ritrovamento senza vita del trentenne di Mattarello nella sua abitazione. Inizialmente poteva sembrare una morte naturale, ma il Nucleo Investigativo ha iniziato subito le indagini per trovare il colpevole, ora condotto a Spini di Gardolo 

Di Luca Andreazza - 29 November 2016 - 12:39

TRENTO. Sarebbe Amine El Zitouni il responsabile della morte di Stefano, trentenne di Mattarello, trovato senza vita il 14 giugno scorso. Una lunga e impegnativa indagine del Nucelo Investigativo di Trento ha portato all'arresto dell'uomo, classe 1985, che risponderà per omicidio colposo, spaccio, detenzione e recidività del reato. "E' la prima volta in Italia - esordisce il comandante dei carabinieri Luca Volpi - che si riesce a gravare il soggetto spacciatore del reato di omicidio"

 

"Sono stati accertati - spiega Andrea Oxilia, comandante del Nucleo Investigativo - 200 casi di spaccio portati a compimento in città, soprattutto a Trento Nord, da metà luglio a metà ottobre". 

 

L'operatore socio-assistenziale in servizio da 5 anni alla casa di riposo di via Veneto era stato trovato senza vita nell'abitazione di Romagnano e tutto faceva supporre a una morte naturale nel sonno: "Un esito così tragico - continua il comandante - di un giovane ragazzo, purtroppo non ci ha convinto e l'esame autoptico segnalò inoltre la contemporanea assunzione di un mix di cocaina e eroina, tipo speedball".

 


 

Le indagini sono iniziate per chiudere il cerchio su chi avrebbe potuto aver consegnato la dose fatale e "dopo un'attenta, quanto difficile, analisi preliminare dei dati telefonici - prosegue - siamo riusciti a risalire al tunisino, identificando alcune parole in codice come 'Padrone': un risultato importante in quanto lo spacciatore cambia spesso e utilizza diverse Sim. Non ci siamo però fermati e accontentati di aver risolto questo caso, così abbiamo attenzionato ulteriormente l'uomo per mandare un forte segnale ai cittadini e agli spacciatori".

 

 


 

Il Nucleo investigativo ha quindi iniziato una serie osservazione e pedinamenti vecchia scuola ricostruendo una fittissima trama degli spacci nell'area nord di Trento città: "Un'indagine - dice - resa ancora più complessa perché l'uomo, senza fissa dimora, si spostava regolarmente per non destare sospetti e riforniva di piccole dosi, in casa oppure in città, una ristretta cerchia di persone".

 

Sono stati identificati e sentiti ben 15 assuntori, ora tutti segnalati al Commissariato del Governo di Trento per gli accertamenti previsti dalla legge, che hanno completato il quadro accusatorio, confermando la responsabilità di smercio al dettaglio in capo all'uomo arrestato e condotto a Spini di Gardolo.

 

La dimestichezza e la disinvoltura dell’arrestato nella sua condotta criminosa ha indotto il Gip Forlenza a emettere una ordinanza di custodia cautelare che sottolinea come ”i precedenti specifici dell’uomo, concernenti il narcotraffico, che gestisce in maniera stabile e professionale, avvalendosi di una collaudata rete di fornitori ed acquirenti, data la incessante domanda di droghe sulla piazza, la prossimità temporale e la continuità delle cessioni di stupefacente, costituiscono tutti fattori deponenti la prognosi comportamentale di recidività specifica e fanno comprendere che l’indagato, non avendo lecite fonti di reddito, viva del delitto".

 

 

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