Itas, il Consiglio d'amministrazione rinvia la scelta del direttore generale, mentre la piazza delle Donne Lavoratrici viene invasa dalle api
I nomi caldi, segnalati dai 'cacciatori di teste' della Key2People, sarebbero quelli di Raffaele Agrusti, Andrea Battista, Alberto Maturi e Bruno Scaroni. Costituito all'interno del consiglio un gruppo di lavoro per approfondire profili e competenze rispondenti alla "dimensione di Itas e dei suoi valori mutualistici"

TRENTO. Il Consiglio di amministrazione di Itas si è riunito martedì 9 in seduta straordinaria e gli auspici, almeno inizialmente, non erano proprio dei migliori. Non tanto per la nota vicenda giudiziaria che ha investito la Mutua, ma perché piazza delle Donne Lavoratrici, poche ore prima, si presentava completamente bloccata da uno sciame di migliaia di api, un evento che qualche malizioso passante ha associato alle sette piaghe d'Egitto e in particolare all'invasione delle cavallette.
I Vigili del fuoco sono stati immediatamente allertati e sono intervenuti per rimuovere il nido e consegnarlo, dopo averlo messo al riparo in una casetta in legno, a qualche apicoltore trentino. Nel frattempo il Consiglio d'amministrazione ha rinviato la nomina del direttore generale del post Ermanno Grassi.
La decisione è stata rimandata alla prossima riunione per valutare approfonditamente il profilo migliore tramite un'agenzia specializzata per individuare le candidature alla carica di direttore generale: i nomi segnalati dai cacciatori di teste della Key2People sarebbero quelli di Raffaele Agrusti, nel passato amministratore delegato di Generali e attualmente in Rai e secondo gli addetti ai lavori in pole position, Andrea Battista, Alberto Maturi e Bruno Scaroni.
Il presidente Giovanni Di Benedetto non parla al termine della seduta, ma si esprime attraverso l'ufficio stampa di Itas e comunica che "al fine di effettuare la migliore valutazione - spiega la nota - dopo ampio e approfondito dibattito, l'intervento di tutti i consiglieri presenti, su proposta del Presidente ha costituito al suo interno un gruppo di lavoro che approfondisca profili, competenze, professionale le più rispondenti alla dimensione di Itas e dei suoi valori mutualistici".
I vertici della Mutua hanno inoltre dato avvio ai lavori per la realizzazione di un piano organico, strutturale, organizzativo di deleghe, competenze e controllo a garanzia di trasparenza, efficienza e legittimità, come da mandato dell’assemblea dei delegati e in pieno accordo alle richieste di dipendenti e agenti.
La governance, insomma, temporeggia e prende tempo. Anche se il Consiglio è andato via liscio, fonti interne spiegano che contatti e telefonate si sarebbero sprecate negli scorsi giorni e in particolare nelle ultime ore per arrivare quantomeno compatti sulle azioni da intraprendere al termine della riunione, per non prestare il fianco in questo periodo difficile.
Nonostante le rassicurazioni del presidente, i beninformati parlano, inoltre, di un Di Benedetto che non si lascerebbe consigliare se non dalle persone sbagliate e una governance che avrebbe perso tranquillità e lucidità. Al presidente sarebbe stata chiesta una rottura rispetto al passato: meno 'io' e più 'noi' per un maggior dialogo e un coinvolgimento reale degli organi della Mutua, mentre in tanti aspettano la documentazione e che qualcuno racconti quanto è realmente successo.
Se una delle preoccupazioni maggiori sarebbe quella di non aspettare che gli eventi si assestino da soli, nel frattempo il Consiglio dovrebbe aver dato il benservito a Paolo Gatti, direttore finanza e bilancio, finito nelle indagini per la compravendita del mega attico di Piazza Silvio Pellico.












