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Trento
30 luglio | 10:24

“Il sole non fa venire il melanoma e le creme solari sono tossiche”. Attenzione: è tutto il contrario e lo dice la scienza moderna

Un video, milioni di visualizzazioni e una valanga di polemiche. Le dichiarazioni della nutrizionista ed oncologa Debora Rasio sulle creme solari hanno fatto discutere medici, dermatologi e divulgatori scientifici. Ma cosa emerge davvero dagli studi citati? Di chi ci si deve fidare? La crema solare va messa oppure no? La risposta a quest’ultima domanda è decisamente sì, e lo dicono gli esperti 

“Il sole non fa venire il melanoma e le creme solari sono tossiche”
di Margherita Tomadini

TRENTO. Sembra che le creme solari, create per proteggere la pelle dall’insorgere di melanomi, per qualcuno non siano poi così utili, anzi, potrebbero aiutare nel senso opposto.

 

Questo è ciò che emerge dal video diventato virale negli scorsi giorni sui social nel quale Debora Rasio, oncologa e nutrizionista peraltro molto seguita sui social, si scaglia contro le creme solari e contro la loro funzione protettrice: “Quando si parla di melanoma il primo pensiero è che sia causato dal sole. I dati però, dicono altro” sostiene la dottoressa in un reel. 

 

Questa folle dichiarazione è ovviamente finita al centro di un’immensa polemica perché va a mettere in dubbio un principio solidissimo, oramai da tempo confermato da diversi e moltissimi studi scientifici ed esperti. 

 

Il filmato, pubblicato dalla dottoressa Rasio, su Instagram è stato visualizzato da oltre un milione di persone, e nonostante sia stato successivamente etichettato da Meta come contenente “informazioni false”, ha raggiunto migliaia di utenti ed esperti, alimentando un accesissimo dibattito. 

 

Nel video Rasio afferma per l’appunto che una maggiore esposizione al sole sarebbe addirittura protettiva nei confronti del melanoma, sostenendo che chi lavora abitualmente all’aperto, contadini e pescatori avrebbe un rischio inferiore rispetto a chi trascorre la maggior parte della settimana al chiuso. 

 

A sostegno della sua tesi la dottoressa cita alcuni studi scientifici, ma proprio la sua interpretazione di queste ricerche è diventata punto centrale nelle critiche che si leggono (basta digitare ‘creme solari’ su Google e si possono leggere i commenti di tutti i medici che, ascoltando tale affermazione da parte di una collega, hanno sentito i brividi lungo la schiena). 

 

Tra le voci intervenute, a proposito di esperti, c’è quella della dottoressa Alice Rotelli, specialista in chirurgia vascolare e divulgatrice scientifica con la quale Il Dolomiti ha parlato più volte, che ha voluto analizzare nel dettaglio gli studi citati nei video proprio da Rasio: secondo l’esperta (ma anche secondo moltissimi altri) le conclusioni delle ricerche non affermano affatto che l’esposizione al sole sia protettiva, piuttosto, e sorprendentemente, il contrario

 

Gli studi citati mostrano che il rischio di melanoma cambia in base alle modalità di esposizione ai raggi ultravioletti: “Il melanoma sembra essere favorito soprattutto dalle esposizioni intermittenti ma intense, in particolare durante la giovane età, più che dall’esposizione cronica e continuativa tipica del lavoro all’aperto”, spiega la specialista Rotelli. 

 

Queste analisi scientifiche, presentate e allegate dalla dottoressa Rasio per sostenere la sua stessi tesi, descrivono in realtà un modello contrario: certo è che il sole non protegge affatto dal melanoma, quindi attenzione, meglio continuare ad usare la crema solare, e se ancora non lo si sta facendo, meglio iniziare. Credere a tutto ciò che viene diffuso sui social non sempre è la scelta migliore: meglio fidarsi di chi, come la dottoressa Alice Rotelli e Gianluca Pistore, medico e divulgatore, fondatore del Melanoma Day i materiali e gli articoli scientifici li leggono adeguatamente e fino all’ultima riga. 

 

Nei pochi minuti del video che ha fatto arrabbiare parecchi dermatologi, Rasio sostiene che uno studio condotto su circa 500 mila persone dimostrerebbe un aumento del rischio di tutti i tumori cutanei, e in particolare del melanoma, tra chi utilizza abitualmente la protezione solare: “Avete presente il mantra della medicina moderna? Non prendere il sole perché fa male? E quindi voi mettete continuamente creme sul vostro corpo e su quello dei vostri bambini? Ecco, questo non fa bene. Le creme solari sono davvero tossiche. Attenzione a spalmarvele” dichiara  con convinzione la dottoressa. 

 

Anche in questo caso, però, diversi esperti contestano il modo in cui lo studio viene presentato nel video condiviso dalla nutrizionista esperta di oncologia. Rotelli risponde ancora alle affermazioni antiscientifiche di Rasio e, come altri hanno fatto sempre sui social, rincara la dose: “Gli stessi autori precisano come l’associazione osservata non dimostri alcun rapporto di causa-effetto tra l’uso delle creme e l’insorgenza del melanoma. Esistono infatti diverse spiegazioni epidemiologiche alternative. Chi applica regolarmente la protezione solare spesso trascorre più tempo al sole, ricevendo quindi una maggiore esposizione complessiva ai raggi Uv. Inoltre, molte persone utilizzano quantità insufficienti di prodotto o non lo riapplicano con la frequenza raccomandata, riducendone l’efficacia. A questo si aggiunge il fenomeno della cosiddetta “causalità inversa”: chi ha già avuto un tumore della pelle o appartiene a categorie ad alto rischio tende naturalmente a usare la crema solare con maggiore costanza”. 

 

Rotelli poi contesta anche un’altra affermazione contenuta nel video, secondo la quale le creme solari impedirebbero anche la produzione di vitamina D, elemento che ha un ruolo protettivo nei confronti del melanoma. Secondo la divulgatrice, si tratta di una convinzione ormai smentita dalla letteratura scientifica, poiché anche utilizzando correttamente la protezione solare una parte dei raggi ultravioletti raggiunge comunque la pelle, consentendo la sintesi della vitamina D. 
 
Il rapporto tra divulgazione scientifica e comunicazione sui social network era già delicato; questo video e ciò che ne è scaturito tra esperti e mondo del web, ha aumentato l’attrito. 

 

Usare sempre il pensiero critico. Verificare le fonti e confrontarle con le linee guida e con il consenso della comunità scientifica. La disinformazione non si combatte con le opinioni, ma con le prove - questa è la strada da seguire secondo l’esperta Rotelli -. Secondo il consenso della comunità scientifica internazionale, i raggi ultravioletti rappresentano un importante fattore di rischio per il melanoma e per gli altri tumori della pelle e per questo motivo le principali linee guida continuano a raccomandare di evitare le scottature, limitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata, indossare indumenti protettivi e utilizzare le creme solari come parte di una strategia complessiva di foto-protezione”. 

 

Meglio dunque fare affidamento su quelle che sono le indicazioni diffuse da chi gli studi scientifici li analizza integralmente. Indurre il pubblico a sottovalutare i rischi dell’esposizione ai raggi Uv e rischiare che i genitori durante l’estate smettano di proteggere i figli, non è il migliore degli scenari per il futuro.

 

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