“Tumori: andamento preoccupante in molte valli”. Dopo l'interrogazione replica la Pat: “Situazione sotto controllo, più screening e diagnosi ma il rischio non cresce”
A parlare è l'assessore alla Salute, Mario Tonina, replicando ai dati riportati in un'interrogazione provinciale – ripresa poi da alcuni media locali – del consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi

TRENTO. “Tumori in aumento nelle valli trentine? I dati ci indicano una situazione sotto controllo e confermano l'importanza di investire nella prevenzione”. Sono queste le parole dell'assessore provinciale alla Salute, Mario Tonina, nel replicare ai numeri riportati in un'interrogazione provinciale – ripresa anche da alcuni media locali – del consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi,
Negli scorsi giorni infatti, Degasperi aveva presentato un quadro dettagliato sulla situazione, parlando di un “andamento preoccupante” in molte valli sul territorio provinciale. “Nel corso degli eventi organizzati per la Giornata mondiale per la lotta al cancro – scrive il consigliere – l'assessore Tonina ha ricordato il quadro epidemiologico che vede in Trentino una media di circa 3500 nuovi casi l'anno, nonché gli elevati tassi di adesione agli screening. La retrospettiva dei dati resi disponibili dal Registro tumori provinciale ci racconta di un trend in modesta ma costante crescita, forse legata anche ai miglioramenti nella capacità diagnostica”.
Dai 12.459 nuovi casi del quadriennio 1999-2002, continua Degasperi, si è infatti passati ai 13.879 del periodo 2018-2021 (l'ultimo certificato), ancora in crescita rispetto ai 13.493 riconosciuti negli anni 2014-2017. “Approfondendo il ragionamento relativamente a questi due ultimi intervalli – scrive il consigliere – più o meno sovrapponibili alla XV e alla XVI legislatura, non sono poche le sorprese. Analizzando i numeri rispetto alle comunità di valle appare un quadro a tinte contrastanti. Sono solo 4 le comunità di valle che presentano dati in calo: Paganella (-9,09%), Val di Fiemme (-5,78%), Val di Sole (-3,85%) e Rotaliana (-3,37%). Altre evidenziano una sostanziale stabilità: Val d'Adige (+0,22%), Giudicarie (-0,8%)”.
Purtroppo però, sottolinea Degasperi: “Troviamo anche un'area geograficamente contigua che, con Valsugana e Tesino (+18,31%) e Primiero (+10,84%), segna crescite a doppia cifra. In entrambe le comunità i maggiori nuovi casi non sono legati ad un ipotetico aumento della popolazione, visto che tra il 2017 e il 2021 i residenti sono diminuiti. Le neoplasie sovrapponibili che segnano importanti incrementi in entrambe le comunità sono quelle che colpiscono vescica e genitali, mentre il tumore al pancreas raddoppia in Valsugana Tesino e quello alla mammella cresce sensibilmente in Primiero”.
“Seguono – scrive il consigliere – Val dei Laghi (+7,6%), Val di Non (+7%), Altipiani Cimbri (+6,06%) e le altre a scendere (Vallagarina +5,82%, Cembra +4,83%, Alto Garda +2,38%). In Valsugana è nota la presenza di impianti di incenerimento (a Novaledo) e di fonderie (a Borgo). Non così in Primiero”. Sulla base dei dati, Degasperi chiede di fatto alla Giunta provinciale se non ritenga necessario “avviare una campagna di monitoraggio e studio per individuare l'eventuale esistenza di motivazioni specifiche almeno per le comunità che hanno fatto segnare incrementi a doppia cifra con un'attenta valutazione delle fonti inquinanti e delle iniziative per mitigarne gli effetti”.
La Provincia, come anticipato, ha replicato alle notizie diffuse in questi giorni - e che fanno diretto riferimento all'interrogazione - tramite le parole dell'assessore Tonina. Pur non entrando nel merito puntuale delle singole variazioni territoriali evidenziate nell’interrogazione, per Piazza Dante la situazione è di fatto sotto controllo.
“In merito alle notizie diffuse in questi giorni – sono le parole dell'assessore Tonina – su un presunto aumento anomalo dei tumori in alcune aree del Trentino, è importante riportare il tema su basi scientifiche solide, evitando letture parziali dei dati. I dati del Registro tumori della Provincia autonoma di Trento, aggiornati al 2021, non evidenziano situazioni di allarme né criticità territoriali. L'analisi del periodo 2007-2021 mostra infatti un quadro complessivamente stabile, con segnali di diminuzione dell'incidenza in particolare nella popolazione maschile. L’aumento del numero assoluto di diagnosi registrato negli ultimi anni è un fenomeno noto, spiegato principalmente da fattori strutturali come l’invecchiamento della popolazione, la sua crescita e il miglioramento delle capacità diagnostiche, anche grazie alla maggiore diffusione degli screening. Questo significa che oggi si individuano più tumori perché si cercano meglio e prima, non perché il rischio individuale sia in aumento. I dati, nel complesso, ci indicano una situazione sotto controllo e confermano l’importanza di continuare a investire nella prevenzione, nella promozione di stili di vita sani e nella partecipazione agli screening, soprattutto in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione”.
L'analisi epidemiologica dei tumori, continua la Provincia: “Richiede particolare attenzione nella lettura dei numeri. Per questo motivo, nella valutazione dell'andamento dei tumori non si utilizzano i numeri assoluti, ma indicatori più appropriati, come i tassi di incidenza standardizzati per età, che consentono confronti corretti tra territori e periodi diversi. Proprio tali indicatori mostrano, nel periodo 2007-2021, una riduzione della probabilità di ammalarsi di tumore, in particolare della popolazione maschile, e un andamento sostanzialmente stabile nelle donne”.
“Anche il confronto tra le diverse arre del territorio provinciale – sottolinea Piazza Dante – compresa la Valsugana-Tesino e il Primiero, non evidenzia differenze statisticamente significative né segnali che indichino la presenza di criticità specifiche rispetto al dato provinciale. Il sistema sanitario provinciale dispone di un Registro tumori strutturato e validato, che opera secondo protocolli condivisi a livello nazionale e internazionale e garantisce la qualità, completezza e continuità della rilevazione dei dati. Questo consente un monitoraggio costante e affidabile dell'andamento epidemiologico nel tempo. In questo contesto, è importante ribadire che la tutela della salute si fonda su un approccio basato sull'evidenza scientifica, evitando semplificazioni che possono generare preoccupazioni non giustificate nella popolazione”.
Per entrare nel dettaglio dei dati, dicono le autorità provinciali: “Nel periodo 2007-2021, in Trentino si osserva un aumento del numero di diagnosi di tumore, un andamento atteso e coerente con l'evoluzione demografica e sanitaria della popolazione. Si passa infatti da circa 2.930 nuovi casi medi annui nel triennio 2007-2009 a circa 3.460 nel triennio 2019-2021, con un incremento medio dell'1,19% all'anno. Nello stesso periodo, la popolazione residente è cresciuta da 513.357 a 540.958 persone. Se si rapportano i casi alla popolazione, l’aumento risulta contenuto ed è pari a una crescita media dello 0,82% annuo. Questi dati vanno poi letti alla luce di un elemento fondamentale: il progressivo invecchiamento della popolazione. La quota di residenti con più di 65 anni è infatti aumentata dal 19,2% nel 2007 al 22,9% nel 2021. Poiché l’età rappresenta uno dei fattori di rischio per i tumori, questo cambiamento contribuisce in modo significativo all’aumento dei casi osservati”.
“Per questo motivo – conclude la Provincia – le analisi epidemiologiche utilizzano indicatori standardizzati per età, che consentono confronti corretti nel tempo e tra territori, offrendo una lettura più accurata dell’andamento reale del fenomeno. Resta comunque fondamentale mantenere alta l’attenzione sui fattori di rischio noti, come il fumo, gli stili di vita e le esposizioni ambientali, e promuovere la partecipazione ai programmi di prevenzione e screening, che rappresentano gli strumenti più efficaci per ridurre l’incidenza e la mortalità delle principali patologie oncologiche. Il sistema sanitario provinciale continuerà a garantire un monitoraggio attento e trasparente dei dati, assicurando, laddove necessario, gli opportuni approfondimenti, sempre nel rispetto di un approccio scientifico rigoroso e condiviso”.












