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Le proposte del Tavolo culturale del Patt per far "cambiare marcia" a Trento.

La presentazione del lavoro svolto dal gruppo autonomista guidato da Alberto Pattini ha visto la partecipazione di sindaco e assessori. Il senatore Panizza: "Scoprendo e valorizzando la nostra identità siamo più capaci di aprirci all'esterno"

Pubblicato il - 11 marzo 2017 - 15:12

TRENTO. Una proposta per la città, un "supporto all'azione dell'amministrazione comunale" sul terreno della cultura. Questo, in sintesi, il senso della restituzione pubblica dei lavori del Tavolo culturale "Trento cambia Marcia" promosso dal Partito autonomista trentino tirolese, coordinatore Alberto Pattini

 

Presenti il sindaco, gli assessori Stanchina e Uez, il consigliere comunale Paolo Serra, quella provinciale Chiara Avanzo, il senatore Franco Panizza, giustificato invece l'assessore Andrea Robol a Torino per ascoltare Renzi al Lingotto. "Ringrazio tutti di questa presenza - ha detto Pattini - grazie soprattutto al sindaco che dimostra l'attenzione dell'amministrazione alle nostre proposte.

 

Proposte che sono state illustrate diffusamente da Marlene Filippi e Emanuela Rossini: "Abbiamo lavorato tenendo al centro l'individuo, considerando le istituzioni come mezzo, come veicolo della diffusione culturale, senza però mai scodare l'importanza del lavoro partecipativo", ha spiegato Filippi.

 

"Oggetto delle politiche culturali dovrebbe essere quello di comprendere, accompagnare e anticipare le trasformazioni della città - ha spiegato Rossini illustrando il primo punto - perché l'identità di una città si evolve sotto la pressione di fenomeni diversi". Per ogni punto, una raccomandazione: "In questo caso è quella di impiegare le competenze culturali al servizio del governo della città".

 

L'altro punto, "Costruire identità urbana", mette in luce le debolezze della "connessione" della proposta culturale con il territorio: "L'offerta culturale di Trento è svincolato dalla politica culturale della città". Per questo, spiega la seconda raccomandazione, bisognerebbe "valorizzare la capacità progettuale diffusa nel tessuto sociale e il potenziale che offre l'arte per la connessione con i luoghi, le loro memorie, generando nuove appartenenze che devono però essere vissute e provenire dal basso, dalle persone che abitano la città". 

 

L'altro punto toccato dal Tavolo è stato quello inerente l'offerta culturale per il "turista". Una visione limitata, "perché si dovrebbe considerare i trentini come turisti, e viceversa considerare i turisti come residenti". Questo paradosso per portare a una sempre maggiore "autenticità e qualità delle proposte, dove i turisti vivano insieme le esperienze, favorendo anche le iniziative di accoglienza e incontro tra turisti e residenti".

 

Per il Tavolo, "è poi necessario valorizzare gli artisti trentini in una logica di apertura internazionale, prevedere bandi ad hoc anche per collaborazione pubblico-privato". Una serie di spunti che sono stati apprezzati dai presenti. Dal sindaco che ha spiegato quanto sia impostante la cultura perché è alla base di ogni iniziativa politica

 

"Non ci sono semplicemente le politiche culturali - ha spiegato Andreatta - perché la cultura sottende ogni cosa: la cultura del lavoro, la cultura ambientale, la cultura della montagna". Serve però progettualità, servono azioni condivise. Per questo è soddisfatto che anche questo lavoro prenda spunto dal Piano di politica culturale 2012/2020

 

Paolo Serra, che presiede la Commissione cultura del Comune di Trento, ha invece sottolineato come sia indispensabile pensare anche alla mobilità: "Perché se pensiamo a un centro culturale diffuso è necessario pensare anche ai mezzi di trasporto. Oggi dopo le nove di sera non si riesca a spostarsi in treno da trento a rovereto e viceversa". 

 

Ha sottolineato anche il rapporto con le nuove culture che ormai popolano il nostro territorio: "Credo che se si considerano anche le altre espressioni culturali si riesce meglio anche a promuovere l'integrazione". Su questa considerazione è intervenuto il senatore Panizza, in parte concordando: "E' importante coinvolgere tutti, sia i turisti sia le persone provenienti da altre culture. Ma riscoprendo le nostre identità, valorizzandole, si riesce meglio anche ad essere aperti verso l'esterno". 

 

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