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"Sarebbe bastata una protezione anche minima per fermare la macchina"

Le riflessioni di Davide Gabrielli. Sabato sera con l'auto si trovava dietro alla Fiesta di Giulia Valentini e Alessandro Conti.  Restano gravi le condizioni di Daniele Dellagiacoma, che era nell'auto precipitata nell'Isarco

Pubblicato il - 21 November 2016 - 19:16

BOLZANO. “Sarebbe bastata una barriera di cemento” per evitare la tragedia. Continuano a ripeterselo gli amici e i colleghi di Giulia Valentini e Alessandro Conti, i due giovani che sabato sera sono annegati in un torrente dopo che la vettura su cui viaggiavano è precipitata dalla strada secondaria che porta al maso Wasserer, un'osteria della zona.

 

Un tratto di strada, hanno confermato i testimoni, dove “non c'era luce, non c'erano guard-rail e nessuna protezione”. Quella notte era buio, la stradina non ha illuminazione e nessuna barriera segnalava l'abisso che si apriva ai bordi del ponticello che i giovani avrebbero dovuto attraversare. È bastato poco e i giovani sono volati per otto metri, ruote all'aria, sul fondo del torrente.

 

Ad assistere alla scena è stato Davide Gabrielli, titolare dello studio di consulenza e marketing per il quale lavoravano i due giovani morti nella tragica caduta. Era nell’auto dietro. Ha tirato fuori Alessandro e ha cercato di rianimarlo.

 

Riportiamo sotto interamente la dichiarazione di Gabrielli.

 

 

“Premetto che purtroppo nulla ci riporterà Giulia ed Alessandro e questa é la consapevolezza più dura ed amara. Però credo che questa bruttissima tragedia faccia emergere delle riflessioni importanti che ci tengo a condividere. Qualsiasi professione, qualsiasi ruolo è una scelta, in particolar modo i ruoli più importanti , quelli del potere quelli della gestione. È facoltativo fare il sindaco come lo é fare il politico o il dirigente pubblico. Quindi, dal momento che una persona "sceglie" di assumersi queste responsabilità credo lo faccia perché ritiene di avere le caratteristiche umane, professionali , etiche e soprattutto di responsabilità per poter prendere decisioni importanti per la collettività. Ciò cercando di porre, come aspetto primario, sempre la massima attenzione alla sicurezza.

Non voglio fare processi a nessuno, non sono un giudice, ma desidero solo sottolineare come in questa situazione alla sicurezza non si é per nulla pensato ! Sarebbe bastato una protezione anche minima per fermare la macchina che procedeva a passo d'uomo. In Italia negli ultimi decenni ci siamo allenati molto al gioco dello "scarica barili" e del trovare norme per proteggere le proprie inefficienze e mancanze. In questo siamo campioni del mondo, purtroppo.
Credo che la società di oggi sia molto figlia di questo malcostume che pone attenzione al proprio benessere piuttosto che a quello degli altri.

La cosa che non riesco ad accettare però é il fatto che Giulia ed Alessandro erano due ragazzi giovani, serissimi e soprattutto tanto tanto responsabili! Due ragazzi che davano davvero un valore pazzesco alla delega e facevano tutte le attività come se l'azienda fosse loro. Questo lo avvertivano tutti, anche i clienti, e questo li rendeva davvero unici e straordinari. Peccato non abbiano avuto il tempo per poter trasferire ancora questi valori ad altri giovani, che saranno il futuro della nostra società!
Per questo saremmo tutti stati disposti a perdere la nostra vita per salvare la loro, perché la loro energia il loro entusiasmo e la loro voglia di vivere doveva continuare! Paradossale il fatto che loro, esempi di responsabilità, abbiano perso la vita per una grave assenza di responsabilità!”

 

 

Una immagine di Google Maps del luogo dove è uscita l'auto

 


 

 

Lo stesso luogo dopo l'incidente

 


 

 

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