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Sicurezza Trento, il sindaco: "Voglio stare con i cittadini. Pronti ad allargare il Daspo a Nord". Dubbi da maggioranza e opposizione sull'efficacia del provvedimento

Questa sera proseguirà la discussione in consiglio comunale. Scalfi: "Affrontiamo il problema brandendo una clava di gomma". Andrea Merler: "Situazione imbarazzante per la città" 

Di gf - 12 July 2017 - 12:45

TRENTO. “E' ora di finirla con questa situazione. Il questore è qui parcheggiato da noi? Perché al momento non fa nulla per fermare quello che sta accadendo in questa città”. E' la dura presa di posizione del M5S che ha dato il via ieri sera in Consiglio comunale alla discussione sul Daspo e le modifiche al regolamento di Polizia urbana.

 

Il consigliere Andrea Maschio ad inizio seduta ha chiesto al sindaco Alessandro Andreatta attraverso una domanda di attualità dei chiarimenti sulla 'notte di follia' scoppiata in Santa Maria con bidoni di rifiuti in strada, cittadini spaventati e una vetrina in frantumi.

 

“Pretendiamo – hanno spiegato i consiglieri pentastellati Maschio, Negroni e Santini - un chiarimento nel merito di quanto accaduto e della mancata presenza delle forze dell'ordine in una piazza che ormai è notoriamente frequentata da delinquenti”.

 

A rispondere è stato il sindaco che si è detto 'sconcertato' per quello che era successo in città. “La vostra amarezza e la vostra delusione – ha affermato rivolgendosi ai consiglieri - la vostra arrabbiatura è anche la mia. Quello che è accaduto questa notte così come stato scritto da più persone e anche a seguito di descrizioni e racconti di chi conosco personalmente, non ha nulla a che fare con la nostra città. La vostra condanna è anche la mia”.

 

L'invito iniziale da parte di Andreatta ai consiglieri è stato quello di “essere in questa partita tutti assieme” per unire le forze e cercare gli interventi migliori per rendere sicura la città. Io voglio fare tutto quello che posso – ha continuato - su questo tema. Quello che mi è permesso dalle leggi e concesso negli spazzi che ho. Quello che dipende direttamente da me. Io voglio stare con i cittadini”.

 

Il sindaco si è detto anche pronto ad allargare l'area del Daspo a nord. "Bisogna capire - ha affermato - che la zona deve essere ragionevole. Se coinvolge tutta la città sono difficili i controlli. Abbiamo già allargato il perimetro accogliere alcune richieste e siamo pronti a discutere per un allargamento a Nord e nella zona di San Martino. Ci sono però delle regole da rispettare". 

 

 

Poi via alla discussione sul Daspo con interventi, sia di maggioranza che di opposizione, che hanno espresso numerosi dubbi sull'utilità del provvedimento che prevede, in casi specifici di reato, l'allontanamento della persona per 48 ore.

 

“Dobbiamo avere la consapevolezza – ha affermato Vanni Scalfi, capogruppo di Insieme Trento – che ci troviamo ad affrontare un tema che in alcune zone della città assume dei connotati davvero drammatici. Noi lo affrontiamo brandendo una clava di gomma. Questo provvedimento sappiamo già essere inutile e con un po' di sfortuna sarà anche dannoso”.


A chiedere di “avere la spina dorsale e di prendere veramente in mano la situazione” è stato invece il consigliere di Forza Italia Cristian Zanetti che ha rilanciato la richiesta di chiudere piazza Dante con i cancelli. “Questa piazza è un luogo di lavoro per i criminali ed occorre dire basta”.

 

Sia dalla maggioranza che dall'opposizione si chiede un maggior intervento delle forze dell'ordine e, soprattutto, che l'Amministrazione comunale attui i 17 punti del provvedimento che era stato elaborato e approvato in consiglio comunale già a gennaio e poi scomparso. Un documento attraverso il quale si chiedeva alla Giunta e al sindaco di sollecitare le forze dell'ordine per controlli con i cani antidroga, la presenza fissa di agenti, la presenza di chioschi in piazza Dante con prodotti trentini e altre numerose iniziative.

 

“Per questo documento – ha spiegato Antonia Romano dell'Altra Trento a Sinistra – ci eravamo trovati più volte per l'elaborazione di diverse azioni da portare avanti ma fino ad oggi non si è messo in pratica nulla. Non abbiamo bisogno di ronde o squadristi per garantire l'ordine pubblico ma chi ha questa funzione la deve fare in tempi rapidi”.

 

A chiedere maggiori interventi contro lo spaccio della droga è invece il Patt con il capogruppo Alberto Pattini. “La città è esasperata e ha bisogno di risposte – spiega – perché non può essere considerata un fortino dove le regole non esistono. Sembra che tutti vengano qui perché si può spacciare con grande tranquillità. Il problema sostanziale di questa città è lo spaccio della droga e serve mandare via queste persone e non solo per 48 ore”.


Dal gruppo misto, il consigliere Salvatore Panetta ha chiesto al sindaco di 'osare' e soprattutto di “arrivare ad una risposta univoca da parte del consiglio per affrontare il problema”.

 

Voce critiche si sono levate anche dai banchi del partito democratico con il consigliere Michele Brugnara che ha chiesto alla giunta per quale motivo il documento approvato lo scorso gennaio sulla sicurezza non sia stato messo in pratica. “Serve un maggiore controllo del territorio – ha affermato – anche dei nascondigli della droga con una presenza costante delle forze dell'ordine. Non ci devono essere zone franche in città”

 

A puntare il dito contro Andreatta e l'intera Giunta è invece il consigliere Andrea Merler di Civica Trentina. “Non è una novità – ha affermato che l'amministrazione Andreatta sia scarsa dal punto di vista del decoro urbano e della sicurezza. Stiamo vivendo una situazione imbarazzante. I cittadini che pagano le tasse a questa amministrazione si vedono poi espropriati di aree della città che hanno contribuito a riqualificare”.

 

Per il consigliere leghista, Devid Moranduzzo, invece, “con un'amministrazione di centro destra la città sarebbe diversa”. La discussione in consiglio dei vari ordini del giorno e mozioni collegate alla modifica del regolamento di polizia urbana per l'introduzione del Daspo proseguirà questa sera.

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