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In Trentino sono arrivati 50 nuovi profughi. Zeni "Stiamo lavorando per aumentare la disponibilità dei Comuni delle valli all'accoglienza"

I nuovi arrivi non cambiano i numeri totali dell'accoglienza in Trentino perché compensati da chi se ne va. Nessuna novità sul nuovo "Centro di rimpatrio" regionale. "Sarà di piccole dimensioni, a gestione statale e ospiterà persone con un profilo di pericolosità sociale"

Foto Cinformi - Accoglienza Residenza Fersina
Di Giuseppe Fin - 07 March 2017 - 07:53

TRENTO. Sono giunti in Trentino, nelle prime ore di ieri mattina, 50 nuovi richiedenti protezione internazionale.

 

Arrivati in pullman, la prima tappa è stata il centro di pronta accoglienza (hub di smistamento) alla Residenza Fersina. La permanenza in questo centro avviene per il tempo strettamente necessario per effettuare l'identificazione e i controlli sanitari previsti dal protocollo di procedura del servizio sanitario provinciale.

 

I nuovi arrivati sono sia donne che uomini, provenienti dall'Africa subsahariana con un'età media di 25 anni.

 

“L'arrivo dell'ultimo contingente – viene chiarito da Cinformi – rientra nella routine non essendoci richieste speciali da parte del Governo e non modifica il numero di richiedenti protezione internazionale presenti sul nostro territorio”. Al momento il Trentino ospita circa 1450 richiedenti. Accanto ai nuovi arrivi, infatti, vengono registrate anche delle uscite.

 

Dopo una prima fase di pronta accoglienza presso la Residenza Ferina, le persone in tempi strettissimi sono trasferite nelle strutture di prima accoglienza: Residenza Fersina a Trento se si tratta di maschi soli; Residenza Pinera a Rovereto (Campo di Marco) se si tratta di famiglie o donne sole; Residenza Brennero se si tratta di giovani tra i 17 e i 20 anni oppure Residenza Quercia a Rovereto per compensare le altre strutture di prima accoglienza.

 

In riferimento ai nuovi arrivi l'assessore Luca Zeni ha precisato che “le comunicazioni arrivate dal Ministero ad inizio anno, secondo gli arrivi totali previsti nel nostro Paese, contenevano una previsione di circa 1700-1800 arrivi in Trentino per il 2017”.

 

Un leggero aumento rispetto il passato. “Proprio per questo – ha continuato l'assessore Zeni – stiamo lavorando per implementare i comuni che offrono accoglienza e che oggi in Trentino sono oltre 50. La nostra richiesta è sempre quella rivolta a tutte le comunità affinché venga data da tutti una mano per una migliore distribuzione delle persone nelle valli”.

 

Sul nuovo programma di riorganizzazione dell'accoglienza a livello nazionale lanciato dal ministro Minniti con la creazione in ogni regione di un Centro di rimpatrio non sembrano esserci novità. “Sull'argomento – ha spiegato l'assessore Luca Zeni – non ci sono novità particolari. Sta proseguendo il confronto tra il Governo e l' Anci per il principio distribuzione dei richiedenti nei comuni, per verificare l'ipotesi di un premio per quelli che ospitano di più”.

 

In merito ai “Centri di rimpatrio”, ha spiegato l'assessore, “Saranno comunque di piccole dimensioni e serviranno per ospitare persone con un profilo di pericolosità sociale e per questo saranno a gestione statale”. 

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