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A Trento e a Rovereto ecco ''Patria'', la rilettura di Roberto Zappalà sul concetto di patria e di appartenenza con il Centro servizi culturali S. Chiara

La compagnia fondata nel 1989 a Catania dal coreografo di fama internazionale Roberto Zappalà protagonista con un doppio appuntamento che nel giro di pochi giorni farà tappa prima a Trento (martedì 25 gennaio, Teatro SanbàPolis) e successivamente a Rovereto (giovedì 27 gennaio, Auditorium Melotti)

Pubblicato il - 21 gennaio 2022 - 15:20

TRENTO. Dopo aver preso il via da Bolzano nel segno del Balletto di Roma, la Stagione di inDanza.22 (rassegna del Centro servizi culturali S. Chiara affidata alla direzione artistica di Renato Zanella) prosegue portando in Trentino un’altra eccellenza del panorama coreutico italiano: la Compagnia Zappalà Danza.

 

La compagnia fondata nel 1989 a Catania dal coreografo di fama internazionale Roberto Zappalà sarà protagonista con un doppio appuntamento che nel giro di pochi giorni farà tappa prima a Trento (martedì 25 gennaio, Teatro SanbàPolis) e successivamente a Rovereto (giovedì 27 gennaio, Auditorium Fausto Melotti). In scena ci sarà “Patria - un bisogno che si sposta”, una creazione nata da un’idea di Nello Calabrò e dello stesso Zappalà (che ne ha firmato anche le coreografie), tratta dal repertorio della Compagnia Zappalà Danza.

 

Patria rappresenta il terzo step del progetto “Sudvirus” relativo all’appartenenza, ed è il prologo del successivo progetto del coreografo Transiti Humanitatis. Una produzione Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza-Centro di Produzione della Danza, in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza (Reggio Emilia).

 

Concepito inizialmente nel 2013 come “Anticorpi”, dal 2017 lo spettacolo ha cambiato titolo in “Patria”. Quattro anni necessari a Zappalà per operare una ‘rilettura’ interna della sua creazione, incentrata ora sul concetto di patria alla luce della situazione attuale dove "globalizzazione e immigrazione fanno emergere tutta la fragilità delle democrazie e dei valori liberali, mentre spinte populistiche ne destabilizzano i fondamenti politici e sociali".

 

Partendo dalle situazioni scenico-coreografiche già presenti, Zappalà ha messo in scena una partitura convulsa e minuziosa, in cui i danzatori ritrasmettono sul palco l’apparente caoticità di virus microscopici. Un caos organizzato in cui i danzatori si disperdono e si allontano da un centro vorticoso per poi ritornarvi alla ricerca di un approdo che non è soltanto quello interno al palcoscenico, ma anche il “soli” di un diritto ingiustamente negato. A fare da sfondo, un preludio di Bach e uno scioglilingua siciliano ripetuto come un mantra si insinuano nel tessuto percussivo/ossessivo della musica elettronica per indicare nuovi percorsi estetici e narrativi.

 

Patria è un’opera che vuole farsi monito contro la retorica nazionale, è un inno all’appartenenza che non è esclusività ma diventa partecipazione. Perché ‘patria’ è una parola singolare ma che andrebbe declinata al plurale. Così come ‘umanità’. E perché, in fondo, per citare Lo straniero di Richard Sennett, "la patria non è un luogo fisico ma un bisogno che si sposta".

 

Prossimi appuntamenti. inDanza.22 tornerà a febbraio con due appuntamenti in grado di coniugare la grande danza con la letteratura e l’arte circense. Venerdì 11 a Rovereto (Auditorium Melotti) e domenica 13 a Trento (Teatro SanbàPolis) ecco Simone Repele e Sasha Riva con “Lili Elbe Show”, spettacolo liberamente tratto dalla vita di Lili Elbe, che ispirò il celebre romanzo divenuto poi film “The Danish girl”. Martedì 22 febbraio, invece, inDanza.22 si trasferirà nuovamente al Teatro Comunale di Bolzano con i Machine de Cirque ed il loro “Machine de Cirque Show”: uno spettacolo energico e audace, tra danza, circo, comicità e poesia.

 

Biglietti acquistabili alla biglietteria del Teatro Auditorium (lun-sab, 10-13, 15-19), alle Casse Rurali e online sulla Piattaforma Primi alla Prima (Qui info).

 

Si ricorda che per accedere all’evento è obbligatorio essere muniti del Green Pass rafforzato. Inoltre è previsto l’obbligo di indossare mascherine di tipo Ffp2. La richiesta di certificazione verde non verrà applicata ai minori di 12 anni o agli esenti dalla campagna vaccinale. La certificazione verrà controllata dal personale addetto al momento dell’ingresso. In caso di indisponibilità del Green pass rafforzato non sarà possibile accedere agli spazi.

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