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Le mele trentine conquistano il prestigioso marchio I.G.P. Odorizzi (Melinda): "Dà valore a tutto il territorio e ai produttori". Brochetti (La Trentina): "Traguardo importante"

La Commissione Europea ha riconosciuto (dopo un percorso durato tre anni) il marchio di Indicazione Geografica Protetta a otto varietà di mele prodotte sul territorio trentino. Un risultato significativo che premia l'intera produzione melicola del Trentino

Di Arianna Viesi - 02 luglio 2020 - 12:42

TRENTO. Dopo tre anni di duro lavoro, le mele trentine conquistano il prestigioso marchio I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta), attribuito dall'Unione Europea a prodotti agricoli d'eccellenza espressione di qualità e territorio. Il lungo iter, che ha portato all'importante riconoscimento, è stato presentato questa mattina, nel corso della conferenza stampa nella sede della Federazione Trentina della Cooperazione. Presenti i promotori dell'iniziativa comunitaria.

 

"E' un momento importante - ha sottolineato Patrizia Gentil, della Federazione -. E' un marchio, questo, che valorizza tutta la filiera melicola trentina. L'imput è partito dalla Federazione e dalla collaborazione con enti e associazioni di prestigio, quali Melinda, A.P.O.T..(Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini) e Fondazione Mach. Un marchio, quello dell'I.G.P., che premia un prodotto di qualità, la sua storia e l'impegno dei produttori"

 

Ora, quindi, c'è l'ufficialità. Otto varietà di mela del Trentino (Golden Delicious, Red Delicious, Gala, Fuji, Morgenduft, Renetta, Granny Smith e Ginova) potranno fregiarsi dell'Indicazione Geografica Protetta. "Un risultato significativo - continua Gentil - che premia l'intera produzione melicola di casa nostra". 

 

Il risultato è stato raggiunto dopo un percorso, non sempre lineare, che è riuscito a superare tutti gli esami e le procedure previste dall'Unione Europea e dagli organismi preposti al riconoscimento dei marchi di tutela, come l'I.G.P. appunto. Tutto era iniziato tre anni fa, nel gennaio 2017, grazie allo stimolo e al coordinamento della Federazione Trentina della Cooperazione, con l'allora vicepresidente Luca Rigotti. 

 

"E' un traguardo importante per l'agricoltura trentina - commenta con soddisfazione lo stesso Rigotti -. Non nascondiamo, però, che ci sono stati anche momenti difficili, soprattutto per le questioni burocratiche". 

 

 

Inizialmente era stata costituita un'A.T.S. (Associazione Temporanea di Scopo) - fra i consorzi Melinda e La Trentina e le cooperative di produttori Sant'Orsola, Sft e Mezzacorona - che, in breve tempo, è riuscita a presentare la documentazione necessaria al Ministero per le politiche agricole. L'intera e complessa documentazione storica, tecnica e socio-economica era stata allora affidata alla Fondazione Edmund Mach, che aveva messo in luce anche tutte le più recenti acquisizioni scientifiche in grado di confermare la peculiarità qualitativa delle mele trentine. 

 

"Come è già stato sottolineato da più parti - aggiunge Silvio Canestrini, referente tecnico del dossier -. Ad inizio 2017 è stata costituita l'A.T.S. e, pochi mesi dopo, a giugno, è stata indetta una pubblica audizione per raccogliere osservazioni in merito. Ad agosto, poi, è stato inviato il dossier a Bruxelles".

 

Dopo una lunga e complessa istruttoria (conclusasi positivamente), a marzo di quest'anno è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea e, ora, il marchio I.G.P. Mele del Trentino è stato registrato.

 

"La mela - aggiunge Canestrini - fa parte della storia trentina. Per ottenere l'I.G.P., infatti, non basta produrre mele di qualità, dietro al prodotto deve esserci anche storia, tradizione. Il sistema melicolo trentino non ha eguali. Vantiamo anche eccellenti centri di ricerca, si pensi a San Michele. La Federazione ha fatto da catalizzatore per le cooperative che sono entrate come membri fondatori. L'I.G.P. è del territorio tutto, dei singoli produttori che possono richiederlo, sottostando ovviamente al disciplinare e ai controlli. Questo marchio significa valorizzare la peculiarità del prodotto, anche perché l'I.G.P. può essere assegnato anche ai prodotti trasformati".

 

L'Indicazione Geografica Protetta rappresenta lo strumento per tutelare e valorizzare le mele di tutto il territorio. Le mele trentine (stando anche ai numeri) non temono confronti sul mercato italiano e vantano una grande reputazione su quello internazionale. "L'I.G.P. - spiega Rodolfo Brochetti, presidente del Consorzio La Trentina - è un punto di partenza importante per la promozione del prodotto e del territorio. Speriamo che questo riconoscimento sia anche di buon auspicio per implementare le collaborazioni tra diversi soggetti che lavorano in questo settore e per attivare sinergie di promozione dei prodotti trentini con altri settori economici quali turismo, artigianato, commercio ma non solo".

 

"E' il riconoscimento di un lungo lavoro - aggiunge Michele Odorizzi, presidente Melinda e A.T.S. -. Ogni anno in Trentino si producono circa 500 mila tonnellate di mele. Ora, accanto alla D.O.P di cui parte del territorio può vantarsi, è arrivato anche l'I.G.P. per otto varietà di mele. Un marchio che dà valore al prodotto e a tutto il sistema".

 


 

I numeri della produzione melicola trentina, del resto, parlano chiaro. Quella delle mele rappresenta una delle attività agricole più importanti del territorio trentino. Come già sottolineato, la produzione annua è superiore alle 500.000 tonnellate (circa il 25% della produzione italiana e il 4% di quella europea) e il fatturato supera i 300 milioni di euro. Oltre il 90% delle mele viene conferito da oltre 5000 soci produttori e 32 cooperative ortofrutticole che si sono associate nelle Organizzazioni di Produttori (O.P.) per ottenere la massima efficienza nella conservazione, confezionamento e commercializzazione del prodotto. Le cooperative, in particolare, garantiscono lavoro a oltre 1.400 dipendenti e, per la produzione 2018, hanno remunerato i soci con quasi 200 milioni di euro. 

 

"E' un successo di tutto il territorio trentino - ha concluso l'assessora Giulia Zanotelli -, un successo che premia il grosso lavoro del sistema cooperazione. La produzione melicola trentina è di assoluto rilievo nel panorama nazionale ed è riconosciuta anche a livello internazionale, è un riconoscimento alle aziende agricole. L'agricoltura è importantissima per il nostro territorio, uno dei settori più importanti. I complimenti vanno a chi, con dedizione, ha portato avanti questo progetto che dà ancora più valore al territorio".

 

Le mele trentine, insomma, da anni aspettavano una certificazione che ne riconoscesse la qualità, la tipicità e l'eccellenza a livello non solo nazionale ma anche europeo. Quello dell'I.G.P., quindi, è un riconoscimento all'impegno di tanti produttori e alla capacità tecnica e organizzativa dell'intera filiera. Nel disciplinare di produzione sono elencate, nel dettaglio e dal punto di vista tecnico, le caratteristiche peculiari delle mele trentine, le tipologie d'impianto, le modalità di coltivazione, raccolta e conservazione nonché il limite massimo di produzione.

 

Sono molti gli attori che, a vario titolo, hanno contribuito al prestigioso riconoscimento comunitario (di seguito elencati):

- Assessorato all'agricoltura della Pat

- Federazione Trentina della Cooperazione

- Fondazione Edmund Mach 

- Cooperative/Fedagri

- Ministero delle Politiche Agricole Agroalimentari e Forestali

- Camera di Commercio

- Membri fondatori dell'A.T.S. (Melinda, La Trentina, Mezzacorona, S.F.T. e Sant'Orsola)

 

 

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